Peter Kornbluh, "The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability" ISBN: 1595589120, 1565845862 | 2013 | EPUB | 528 pages | 33 MB | English Languages

DOWNLOAD EPUB

http://k2s.cc/file/0004e289dc9e7

Conversazione, nel quarantesimo anniversario del colpo di stato in Cile, con l’avvocato spagnolo Juan Garcés, già consigliere personale del deposto presidente cileno Salvador Allende, e con Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’ [L’archivio Pinochet: un dossier desegretato sulle atrocità e l‘obbligo di risponderne].

AMY GOODMAN: Questa è Democracy Now!, democracynow.org, Il Rapporto di guerra e pace. Io sono Amy Goodman, con Aaron Matè. Il nostro ospite è Juan Garcés, che ha anche scritto anche lui un libro, intitolato semplicemente Allende, su presidente che egli consigliò, suo consigliere principale fino all’11 settembre, quarant’anni fa, 1973, quando il palazzo fu bombardato dalle forze di Pinochet e Salvador Allende si tolse la vita. Era circondato dai suoi altri consiglieri ma accompagnò Juan Garcés alla porta e gli disse: “Raccontalo al mondo”. Juan Garcés continuò a lavorare, come avvocato spagnolo, per far chiamare Pinochet a rispondere delle sue responsabilità e alla fine, attraverso Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, ottenne che questi chiedesse l’estradizione di Augusto Pinochet in Spagna per essere processato. Augusto Pinochet era a Londra e vi fu trattenuto per quasi un anno prima che alla fine gli fosse consentito di tornare in Cile.

E’ con noi anche Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’.

Stavo giusto parlando di Joyce Horman, la vedova del giornalista indipendente Charlie Horman. Peter Kornbluh, raccontaci cosa scoprì Charlie in quei giorni che condussero al colpo di stato, perché egli era così pericoloso e cosa hai appreso nella desegretazione dei documenti di Kissinger.

PETER KORNBLUH: Beh, Charles Horman e sua moglie Joyce facevano parte di un vasto gruppo di statunitensi che si erano recati in Cile negli anni di Allende. Il Cile era, come ci dirà Juan Garcés, un luogo dinamico, eccitante. Il mondo intero guardava a cosa stava succedendo là. Era qualcosa di nuovo e vivace e …

AMY GOODMAN: Cos’era? Cosa stava succedendo? Voglio dire, era stato eletto un nuovo presidente …

PETER KORNBLUH: La via … la famosa ‘via pacifica’ [in spagnolo nell’originale – n.d.t.] … al cambiamento sociale, una rivoluzione non armata per introdurre un cambiamento fondamentale in un paese del Terzo Mondo, ma una rivoluzione democratica, in cui il popolo votava e le istituzioni sarebbero state cambiate gradualmente per distribuire equamente la ricchezza, per nazionalizzare le risorse, poiché allora le imprese statunitensi del rame e società come la IT&T risucchiavano il denaro fuori dal paese. Questo era un modello nuovo ed eccitante di cambiamento per l’America Latina e per il mondo. Fu questo che lo rese così pericoloso per i Nixon e i Kissinger del mondo.

Dunque Charlie e sua moglie erano là. Charles Horman stava in realtà … come parte del suo approccio giornalistico stava in realtà indagando l’assassinio del comandante in capo cileno, generale René Schneider, che ebbe luogo nell’ottobre del 1970 come parte di un’operazione della CIA per fomentare un colpo di stato, per creare un clima da colpo di stato in Cile che potesse impedire ad Allende di insediarsi effettivamente nella prima settimana di novembre. Fu un’atrocità, uno spudorato assassinio del comandante in capo delle forze armate cilene per strada in piena luce del sole. Ci fu un processo che ebbe luogo in Cile. Ci furono documenti che si concentrarono realmente sui contatti con gli Stati Uniti e sui complottisti del colpo di stato. Nel mio libro, The Pinochet File, ho un documento della CIA tuttora segreto che rivela che l’agenzia pagò 35.000 dollari a quelli che uccisero René Schneider per tappar loro la bocca sul ruolo degli Stati Uniti e per aiutarli a fuggire dal Cile per porsi fuori dalla portata della giustizia. Ma alcuni furono arrestati, processati. Charlie Horman stava indagando questo, esaminando i documenti del processo. Gli accadde anche di essere a Valparaiso nel giorno del colpo di stato e di incontrare numerosi ufficiali statunitensi …

AMY GOODMAN: Dov’è Valparaíso?

PETER KORNBLUH: Valparaíso è sulla costa … una famosissima città costiera. Andò a Viña del Mar. Andò a Valparaíso. Era là che aveva base il gruppo della Marina statunitense che consigliava l’esercito cileno.

AMY GOODMAN: Noto come il MILGROUP USA.

PETER KORNBLUH: Il MILGROUP USA era là. Lui conobbe il capo del MILGROUP USA, capitano Ray Davis, che in effetti riportò in auto lui e un compagno a Santiago perché c’era un coprifuoco. E così l’implicazione fu … è che aveva parlato con questi statunitensi … che avrebbe potuto in realtà sapere qualcosa del colpo di stato. E’ tuttora … i dettagli della sua morte e del perché sia stato ucciso sono tuttora torbidi e il caso procede. E in effetti, quasi quarant’anni dopo, un giudice cileno ha incriminato il capitano Ray Davis, il capo del MILGROUP USA, per la sua morte. Dunque speriamo nei mesi a venire di saperne di più sulle circostanze della sua morte.

AARON MATE’: Peter, il ruolo della ITT Corporation, questa enorme società statunitense che aveva un mucchio di interessi in Cile?

PETER KORNBLUH: La ITT possedeva le compagnie telefoniche del Cile, possedeva l’Hotel Sheraton. Era una società molto aggressiva in America Latina. E decise di avere una propria politica estera e cominciò a spingere per avere incontri con … con la CIA. Fu d’aiuto il fatto che aveva nel proprio consiglio d’amministrazione un ex direttore della CIA, John McCone. E lui fu in grado di avere accesso alla CIA piuttosto facilmente. Ci furono più di 40 riunioni tra funzionari della CIA e dirigenti dell’ITT. L’ITT voleva cominciare a canalizzare fondi segreti all’avversario di Allende alle elezioni del 1970. Uno dei … per gli studiosi di questa storia, i primi veri documenti emersi sull’intervento di Washington in Cile sono stati promemoria interni dell’ITT che verbalizzavano gli incontri con la CIA e l’ambasciatore USA, come il tuo pubblico ha sentito nel nastro che avete riprodotto nel programma. Dunque questo fu il primo indizio di ciò che stava accadendo. Scoppiò uno scandalo. Juan Garcés può ricordare cosa accadde, perché Allende era presidente all’epoca e dichiarò semplicemente: “Bene, noi stavamo negoziando per nazionalizzare e risarcire l’ITT, ma adesso che vediamo che è una società del tutto criminale che interviene con la CIA nei nostri affari interni, esproprieremo le sue attività in Cile.”

AMY GOODMAN: E in che modo, Juan Garcés, Allende trattava con l’ITT? Kissinger, Nixon … quale riteneva fosse il loro ruolo nell’appoggiare Pinochet? Ne era al corrente?

JUAN GARCES: Bene, Allende voleva sempre un buon accordo con gli Stati Uniti. E certamente lui disse che avrebbe governato in conformità con il volere del popolo cileno, del Congresso cileno, ma cercando un modo per mantenere buone relazioni con gli Stati Uniti. E, in realtà, diversi mesi prima del colpo di stato un’alta delegazione del Cile venne a Washington per aprire negoziati formali per cercare di risolvere le differenze che … in termini degli investimenti o in termini delle differenze economiche presenti in quel periodo. E le porte del governo USA a Washington furono praticamente chiuse … niente dialogo, niente negoziato, colpo di stato.

Così, quello che è … quarant’anni dopo, quello che è interessante è che si assiste a questo colpo di stato contro una società democratica molto attiva, articolato da un’operazione in cui uno dei pilastri è un gruppo mediatico di massa, El Mercurio, che sollecita l’intervento del governo statunitense attraverso i servizi segreti, in rapporto con alcune imprese che avevano investimenti privati in Cile. E con quei tre […]pilastri furono attuati il colpo di stato e la destabilizzazione della società. Oggi, con i mezzi tecnologici che attualmente abbiamo a nostra disposizione, a disposizione dei governi, ci si rende conto che i tre pilastri funzionano tuttora … imprese che hanno collegamenti … hanno collegamenti con i servizi segreti e l’articolazione con il governo, il governo per preparare interventi in altri paesi, invasioni. E le cose sono andate così in particolare dopo la tragedia dell’attacco a New York nel 2001. Ma la domanda che noi possiamo porci, e che molti paesi si pongono, e che anche cittadini degli Stati Uniti si pongono è quale sia il costo di queste scelte, di seguire questa via, per l’economia di altri paesi e per la salute del nostro sistema democratico.

AMY GOODMAN: Volevo chiedere a proposito di qualcosa di notevole che avete fatto nei vostri tentativi di dare giustizia al popolo del Cile e di chiamare Pinochet a rispondere. Ed è stato arrivare ai suoi soldi, che erano denaro del popolo cileno, i milioni di dollari che aveva messo al sicuro. Peter, prima … Peter Kornbluh, esponi questo, diciamo, per il pubblico statunitense. Parla della storia della Riggs Bank.

PETER KORNBLUH: Beh, permettimi solo di dire che mi fa molto piacere essere qui, in questo programma, con Juan Garcés, per quello che lui ha fatto durante il periodo di Allende e per quello che ha fatto davvero per portare Pinochet davanti alla giustizia e poi quello che ha fatto per cercare di recuperare i soldi che Pinochet aveva chiaramente rubato e aveva celato in conti bancari segreti. I documenti della CIA su Pinochet lo descrivono come “gran lavoratore” e “onesto”. Ma emerge che era assolutamente corrotto … oltre a essere un assassino. E si impossessò segretamente di 26 milioni di dollari di fondi cileni, li celò in 120 conti bancari, alcuni … molti di essi conti all’estero, usando passaporti falsi, le cui immagini sono nella nuova edizione di The Pinochet File, e utilizzando delle specie di varianti del suo nome, ma senza il cognome Pinochet, per cercare di nascondere il fatto che erano conti suoi.

AMY GOODMAN: Come?

PETER KORNBLUH: Utilizzò il nome Augusto Ugarte P., o semplicemente Augusto Ugarte, o Ramòn Ugarte, perché il suo nome completo era Augusto Ramòn Ugarte Pinochet, giusto? O Pinochet Ugarte.

JUAN GARCES: Sì.

PETER KORNBLUH: Giusto. E alcuni altri nomi falsi. E usò alcuni dei nomi dei suoi assistenti e alcuni dei … varianti dei nomi dei suoi figli su questi conti. E la Riggs Bank, la famosa banca di Washington, D.C., di proprietà di Joseph Allbritton, aveva avvicinato Pinochet per anni. E a un certo … un punto su cui mantenne in effetti il segreto … i conti della polizia segreta cilena, la DINA, nella loro … nella loro banca di Washington. Ma alla fine il Senato statunitense … questa è stata la cosa più sorprendente. Gli USA … l’indagine del Senato indagando se le banche avevano regole sufficientemente severe sul riciclaggio di fondi da parte dei terroristi dopo l’11 settembre, è incappata nel fatto che Riggs Bank celava tutti questi fondi di Pinochet e allora ha recuperato … quasi l’intera pratica che …

AMY GOODMAN: Come l’ha scoperta?

PETER KORNBLUH: Stavano indagando sulle banche e se avevano … le loro regole erano così lasche che i terroristi, nel mondo post 11 settembre, potevano riciclare fondi per attività terroristiche. Cercavano … il lato finanziario del terrorismo nel mondo post 11 settembre. E così cercavano conti sospetti e avviarono un’indagine. E immediatamente fu loro detto che nella Riggs Bank c’erano molte persone che sapevano che c’era questo conto molto sospetto che apparteneva a Augusto Pinochet. E chiesero la pratica relativa e alla fine ottennero l’intera documentazione, il che fu assolutamente incredibile, perché comprendeva tutta la corrispondenza tra Joseph Allbritton, il presidente del consiglio d’amministrazione della banca, e lo stesso Pinochet e i promemoria delle visite di funzionari della banca a Pinochet e ad altri dirigenti cileni a Santiago, comprese visite a club e manifestazioni ippiche e scambi di regali e gemelli da polso e …

AMY GOODMAN: E chi era Joseph Allbritton? Voglio dire …

PETER KORNBLUH: Beh, Joseph Albritton era uno dei magnati della grande industria bancaria di Washington, D.C.. Era proprietario della squadra sportiva. Ho dimenticato se era la squadra di pallacanestro o erano i Redskins. A un certo punto fu proprietario di un mucchio di giornali e di stazioni radio. Era proprietario della Riggs Bank. Ma fondamentalmente partecipò alla cospirazione per nascondere i soldi di Augusto Pinochet. E lui … sottrassero le attività … Juan Garcés riuscì a far congelare le attività di Pinochet ma la Riggs Bank violò l’ordine del tribunale di congelare le sue attività cominciando a ritrasmettergli tutti i suoi soldi in assegni circolari da 50.000 dollari. Avevano un corriere che portava letteralmente pacchi di questi assegni a casa di Pinochet, a Santiago. E la storia torna a Juan Garcès, perché più di otto milioni di questi più di venti milioni di dollari di soldi nascosti furono restituiti illegalmente a Pinochet dalla Riggs e Juan Garcès intervenne e disse: “Quei soldi appartengono al popolo cileno e alle vittime di Pinochet.” E li recuperò.

AMY GOODMAN: Il figlio di Allbritton adesso amministra Politico.

PETER KORNBLUH: Albritton era proprietario … avviò Politico, creò Politico. E poi, quando scomparve, suo figlio …

AMY GOODMAN: Robert Albritton.

PETER KORNBLUH: … subentrò. Così c’è ancora una presenza della famiglia, sì.

AMY GOODMAN: Così, Juan Garcès, hai ottenuto milioni di dollari di fondi cileni congelati e poi come sono stati ridistribuiti al popolo del Cile?

JUAN GARCES: Grazie a un’indagine del Senato USA, come stava spiegando Peter …

PETER KORNBLUH: Che era guidata dal senatore Carl Levin, del Michigan, un senatore formidabile.

JUAN GARCES: Sì, il loro comitato d’indagine. E accettarono di collaborare con un tribunale che stava processando Pinochet. E grazie a questa collaborazione tra il Senato USA e il tribunale spagnolo riuscimmo a incriminare i proprietari della Riggs Bank. E’ una cosa senza precedenti. Di tasca loro …

PETER KORNBLUH: Esatto.

JUAN GARCES: … pagarono l’intera somma passata attraverso i canali bancari che celavano i fondi di Pinochet. E noi la distribuimmo alle vittime di Pinochet considerate tali nell’avvio della causa. Sono i soli soldi collegati direttamente a Pinochet che siano mai stati distribuiti alle vittime.

AMY GOODMAN: Ma quei soldi, i milioni di dollari … come avete identificato le vittime, i sopravvissuti e come li avete distribuiti?

JUAN GARCES: Quello è stato … le vittime erano state riconosciute tali in giudizio, perché migliaia di loro erano state oggetto di un’inchiesta nazionale in Cile da parte di una commissione ufficiale, il comitato Riggs, che creò la lista delle migliaia di persone che erano state uccise, anche fatte scomparire con la forza. E noi in Spagna, con la collaborazione di cileni in Cile, creammo una nuova commissione per le vittime delle torture, vittime che sopravvissero alle torture. E scoprimmo, attraverso tale commissione… identificammo più di 20.000 persone. E allora hanno diritto a ricevere una parte dei risarcimenti.

AMY GOODMAN: Approfondendo questo, come hai preso Pinochet, come lo hai fatto arrestare in Inghilterra? Abbiamo appena partecipato a un grande evento ieri sera in cui tu, Juan Garcés, tu, Peter Kornbluh, Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, e altri siete stati onorati in questo quarantesimo anniversario dell’altro 11 settembre, l’11 settembre 1973 quando Pinochet salì al potere in Cile. Tu hai lasciato il palazzo, portando con te la notizia dell’accaduto là, l’11 settembre 1973, come il presidente Allende ti aveva chiesto di fare, e sei partito. In effetti sei nato in Spagna. Alla fine sei andato in Spagna. Sei un avvocato. Come hai fatto arrestare Pinochet in Inghilterra?

JUAN GARCES: E’ una questione di convinzione. Quest’uomo era un criminale, ovviamente, e merita di … di essere chiamato a rispondere di quei crimini. Dunque, qualcuno tentò di ucciderlo. Ci fu un attentato alla sua vita. Il mio modo di pensare è diverso. Consiste nel lavorare per raccogliere, per mettere insieme prove dei suoi crimini, nel cercare un tribunale e nell’attendere il momento in cui la situazione politica potrebbe chiamarlo a rispondere. E ciò accadde dopo la fine della guerra fredda. E applicammo trattati internazionali – la Convenzione Europea sull’Estradizione e la Convenzione Internazionale contro la Tortura – e trovammo un tribunale in Europa e applicammo i principi della giurisdizione universale. E prendemmo Pinochet.

E la differenza tra un’uccisione, un assassinio, e un procedimento legale la si può vedere qui, nelle conseguenze. Se fosse rimasto ucciso nel tentato assassinio del 1960 … del 1986, le cose in Cile sarebbero molto diverse da ciò che è successo dopo la procedura legale, in cui i crimini sono stati esposti pubblicamente di fronte a una giuria indipendente. E la società cilena da allora, poiché Pinochet è stato arrestato nel 1999, e da allora sino a oggi la grande maggioranza dei cileni è d’accordo sul fatto che la transizione alla democrazia in Cile inizia dal giorno in cui Pinochet è stato portato davanti a una corte di giustizia.

AMY GOODMAN: Peter Kornbluh, puoi parlarci di questo notevole evento da una prospettiva statunitense, che cosa è successo davvero? Dunque, ’73, Pinochet sale al potere. Governa per 17 anni. Nel 1989 va dal medico a Londra. Ha anche … cosa? … un incontro con l’ex primo ministro, la Thatcher, ed è certamente trattato da dignitario. Dov’eri quando è stato arrestato?

PETER KORNBLUH: No, nel 1998, il 16 ottobre è il giorno che tutti nella comunità cilena ricordano. Il generale Pinochet … grazie al lavoro di Juan Garcés e Baltasar Garzòn e di alcune persone chiave a Londra si approfitta del fatto che Pinochet ha un intervento chirurgico minore in un luogo chiamato la Clinica a Londra e loro depositano una richiesta di arresto in base alla convenzione europea contro il terrorismo, perché Pinochet aveva commesso gravi atti di terrorismo internazionale. Aveva guidato l’Operazione Condor, che fu un programma di sequestri, ‘consegne’ e assassinii in tutto il mondo, ucciso Orlando Letelier e Ronni Moffitt a Washington, D.C..

AMY GOODMAN: L’ex ambasciatore cileno negli Stati Uniti.

PETER KORNBLUH: L’ex ambasciatore cileno, amico di Juan Garcés.

AMY GOODMAN: Nel 1976 …

PETER KORNBLUH: Nel millenovecento….

AMY GOODMAN: … in Embassy Row, a Washington, D.C..

PETER KORNBLUH: Esattamente. Dunque, queste nuove leggi entrate in vigore hanno facilitarono la richiesta del suo interrogatorio e arresto. E quello fu un momento di trasformazione. Fu un momento di trasformazione per i cileni. Fu un momento di trasformazione per il popolo degli Stati Uniti. Fu un momento di trasformazione per il movimento dei diritti umani, che ne trasse ispirazione. E quello che chiamiamo il precedente Pinochet o l’effetto Pinochet ha portato ora all’incriminazione di persone come Alberto Fujimori in Perù e di Rìos Montt in Guatemala e a cause in Spagna contro gli assassinii dei gesuiti in El Salvador, una vera cascata di tentativi …

AMY GOODMAN: Hissène Habrè in Senegal, l’ex dittatore del Ciad.

PETER KORNBLUH: Una vera cascata di tentativi di far chiamare i Pinochet del mondo a rispondere delle loro atrocità. Dunque non avrebbe potuto esserci un evento più importante, fondamentale nella storia recente. E, sai, voglio approfittare dell’occasione di essere nel tuo programma per affermare che Juan Garcés è un eroe, e che quello che accaduto in Spagna è stato uno sforzo eroico, eroico. E il fatto che c’è questo filo diretto da quarant’anni a questa parte, tra essere a La Moneda e poi in Spagna ed essere in grado di far rispondere Pinochet e creare un insieme molto diverso di circostanze per i dittatori del futuro è semplicemente un risultato enorme.

AARON MATE’: Peter, qual è stata la reazione del governo statunitense a questa idea della giurisdizione universale?

PETER KORNBLUH: Beh, c’è una quantità di problemi. Dopo l’arresto di Pinochet noi a Washington abbiamo approfittato per premere sull’amministrazione Clinton perché desegretasse i profondi … i profondi oscuri segreti del governo sul Cile, nell’era Pinochet, e alla fine le stesse operazioni della CIA in Cile. E l’amministrazione Clinton in effetti merita molto credito. Persone dell’amministrazione detestavano Pinochet. Alcune di esse erano state sostenitrici di Allende in gioventù. E il presidente fu convinto a una speciale declassificazione di 24.000 documenti, tra cui, alla fine, duemila documenti operativi della CIA, che altrimenti non avremmo mai visto, che registravano il ruolo degli Stati Uniti in Cile, il ruolo di Nixon e Kissinger nel minare la democrazia e appoggiare la dittatura. Dunque questa fu la reazione iniziale degli Stati Uniti.

Nel complesso gli Stati Uniti non amano il concetto di giurisdizione universale, perché non vogliono che altri paesi processino dirigenti statunitensi per atrocità commesso in giro per il mondo. E naturalmente oggi abbiamo un’intera squadra dell’amministrazione Bush che potrebbe essere facilmente processata come fu processato Pinochet.

AMY GOODMAN: Dunque in che misura ne sono colpiti quando si recano all’estero, compreso il presidente Bush, l’ex presidente Bush?

PETER KORNBLUH: Beh, voglio dire, ci sono stati certamente tentativi in Europa di interrogare George Bush, di interrogare Donald Rumsfeld. Ci sono stati … Ieri sera Juan e io eravamo con persone del Centro per i Diritti Costituzionali, Michael Ratner e altri, che hanno tentato di intentare cause contro ex dirigenti dell’amministrazione Bush per torture, per sequestri, per uccisioni, in nome della lotta al terrorismo.

AMY GOODMAN: Che cosa pensi potrebbe succedere a Henry Kissinger?

PETER KORNBLUH: Beh, Henry Kissinger ha 91 anni. E permettimi di cogliere questa occasione per dire che mentre i cinesi spingono la loro … la loro società a fare ammenda per quello che è successo quarant’anni fa, il problema è se Kissinger si farà avanti a riconoscere e a scusarsi per i crimini che lui ha appoggiato e contribuito a perpetrare in Cile. E’ l’ultimo membro sopravvissuto di quella squadra.

C’è … Kissinger e, in una certa misura, Bush sono stati quello che diciamo ‘pinochettati’. E’ un nuovo verbo del lessico del movimento dei diritti umani dalla riuscita di Garcés nell’ottenere l’arresto di Pinochet. Hanno avuto il problema, quando viaggiano all’estero: riceveranno un mandato di comparizione e saranno interrogati per i crimini che hanno appoggiato o cui hanno partecipato o che hanno istigato? E così c’è una situazione molto diversa per persone come Henry Kissinger. Non viaggia liberamente all’estero. Lui adesso … particolarmente dopo l’arresto di Pinochet nel 1998, manda emissari per assicurarsi che non ci saranno problemi. A un certo punto si è recato in Francia, nel 1999 penso, o nel 2000, e gli è stato presentato un mandato di comparizione e se n’è andato immediatamente. Doveva andare in Brasile a ricevere un grosso premio e un giudice in Brasile ha detto: “Intendo interrogarlo sull’Operazione Condor”, e Kissinger ha cancellato il viaggio. Così … e lo stesso Bush. Anche George Bush ha, in una certa misura, questo problema. Penso che la questione sia … sai, come dirà Juan Garcés, Pinochet è sembrato intoccabile per anni e anni e anni e poi, improvvisamente, non lo è stato più, grazie a un duro lavoro.

AMY GOODMAN: Juan Garcés, cosa pensi dovrebbe succedere con Henry Kissinger? [inciso di Amy Goodman sulla corretta pronuncia in catalano del cognome Garcés, omesso perché intraducibile – n.d.t.] Dunque Juan Garcés, cosa dovrebbe succedere con Henry Kissinger?

JUAN GARCES: Beh, alcune delle vittime di quei crimini di cui abbiamo parlato hanno presentato una denuncia in un tribunale distrettuale di Washington, D.C., una denuncia contro Henry Kissinger. Sfortunatamente la data non è stata quella buona. E’ stato prima dell’11 settembre 2001, così …

PETER KORNBLUH: Tredici anni fa, oggi.

JUAN GARCES: Sì, esattamente. E dunque questa denuncia non … non ebbe successo, perché il tribunale distrettuale affermò che una corte di giustizia statunitense non può esaminare le decisioni assunte da altri dirigenti del Dipartimento di Stato, anche se tali decisioni sono collegate a crimini contro l’umanità e ad azioni genocide. Tale decisione fu confermata dalla corte d’appello. La Corte Suprema non accettò di riesaminare tali decisioni. Io spero … penso che ciò sia stato molto infelice. I leader degli Stati Uniti hanno poteri straordinari. Se sono complici di crimini, o li commettono, contro l’umanità all’estero, dovrebbero essere tenuti a risponderne. Non potrebbero … non possono essere giudicati all’estero perché nessun paese, nessun tribunale al mondo osa avviare una seria causa penale contro un più alto … un alto dirigente degli Stati Uniti. E se i tribunali statunitensi affermano che in virtù della separazione dei poteri non possono indagare tali crimini, la conseguenza è l’impunità assoluta. E io penso che ciò sia inaccettabile e che sia un pericolo per tutti noi.

E in realtà stai parlando di questo caso di Pinochet … permettimi di dirti che io sto proprio seguendo la via aperta dal governo statunitense nel 1945. Quando stava per finire la seconda guerra mondiali ci furono discussioni tra i leader delle Nazioni Unite: che cosa facciamo con questi grandi criminali che hanno usato il potere del Terzo Reich per commettere crimini enormi? E poi ci fu un dibattito. Per il primo ministro britannico, Churchill, la risposta era chiarissima: li si mette al muro e ta-ta-ta, finito, li ammazzi. E’ tutto. Stalin era d’accordo. Ma non Roosevelt né il governo, il governo statunitense. Loro dissero: “No, no. Queste persone devono affrontare un tribunale in cui siano rivelati i loro crimini”: E poi ci fu il processo di Norimberga. Quello è l’inizio dell’attuale legge penale internazionale. Dunque le radici della legge internazionale attualmente sono nel pensiero strategico degli Stati Uniti riguardo al mondo dopo la seconda guerra mondiale.

AMY GOODMAN: Mentre parli della legge internazionale possono fare una digressione, un minuto, prima di parlare delle attuali elezioni in Cile, e chiederti cosa pensi della Siria? Perché ciò che oggi si afferma spesso è che si tratta della violazione di una legge che ha cent’anni sull’uso delle armi chimiche. E il presidente Obama ha tracciato questa linea rossa. Dice che l’ha tracciata la comunità internazionale nel bando all’uso delle armi chimiche. Cosa pensi dovrebbe succedere in Siria? Pensi che gli Stati Uniti dovrebbero reagire a questo anche se non è completamente … i fatti non sono chiari su chi esattamente abbia fatto questo in Siria, ma dovrebbero attaccare la Siria militarmente?

JUAN GARCES: Beh, secondo me gli Stati Uniti e il mondo affrontano oggi le conseguenze di una cattiva scelta strategica due anni fa sulla Libia. Secondo le norme legali internazionali, la Carta dell’ONU, la legittimazione all’uso della forza contro un governo sovrano in un paese indipendente viene dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E’ l’unico organo che può prendere queste decisioni. E gli Stati Uniti hanno chiesto il permesso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per proteggere i civili nella parte orientale della Libia contro i bombardamenti del governo di Gheddafi. E il Consiglio di Sicurezza ha accolto la richiesta. Grande! E poi è stata creata una zona di esclusione per proteggere i civili.

Quello che è stato un errore, dal mio punto di vista, è stato che hanno trasformato questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in un cambiamento di regime, accettando di utilizzare questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza per bombardare altre aree del Cile … della Libia e permettendo il rovesciamento del regime di Gheddafi. Allora i russi e i cinesi, stavano osservando: ‘Cosa è stato fatto dell’autorizzazione?”

AMY GOODMAN: Che avevano approvato.

JUAN GARCES: L’uso della forza … che loro … la Libia. [incomprensibile]. “Questa è l’ultima volta. Non accetteremo un’altra volta che concediamo l’autorizzazione per questo e diventa un pretesto per qualcosa che non abbiamo autorizzato.” E questa è la tragedia per il popolo siriano da due anni a questa parte, quando il Consiglio di Sicurezza è bloccato. Oggi, quello che io mi rendo conto è la proposta per risolvere la situazione in Siria è che abbiamo qui la posizione che è stata assunta dall’esecutivo statunitense, e [incomprensibile] in altri paesi sull’uso della forza fuori dall’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, la forza legittima. E mi rendo conto che alcuni governi – per esempio il governo tedesco – dicono che chi è responsabile di questi attacchi chimici dovrebbe essere dichiarato responsabile dalla Corte Penale Internazionale …

AMY GOODMAN: Cui gli Stati Uniti non hanno aderito.

JUAN GARCES: Ma il Consiglio di Sicurezza può ordinare che queste persone in Siria che hanno commesso questi crimini siano tradotte alla Corte Penale Internazionale. Questa è una soluzione legale. E certamente le possibilità diplomatiche non sono esaurite. E io considero che dopo le esperienze, i fiaschi dell’invasione dell’Iraq e la reazione all’attacco a New York … invadere un altro paese … beh, considera quello che è successo qui a New York dieci anni fa. C’è stato un attacco terroristico. Per rispondere all’attacco terroristico c’erano molti modi. La scelta è stata di invadere un paese, di usare la violenza. Qual è dieci anni dopo il numero dei terroristi, dei jihadisti, che ci sono oggi nel mondo? Dunque io penso che alla forza si dovrebbe ricorrere, ma mediante mezzi legittimi. E l’uso della forza fuori dalla legittimità della legge internazionale … gli effetti collaterali sono – in questo caso è evidente – più negativi che positivi. Questa è la mia valutazione.

AARON MATE’: Peter Kornbluh, tornando al 1973, puoi parlarci del ruolo della CIA nel fornire liste di dissidenti all’esercito cileno?

PETER KORNBLUH: Ci sono delle prove, anche se non emergono in realtà nei documenti di cui disponiamo. Sono state scoperte dal comitato del Senato guidato dal senatore Frank Church, il cosiddetto Comitato Church, che indagò l’intervento statunitense in Cile a metà degli anni ’70; prove che la CIA finanziò un particolare istituto che stava preparandosi per un colpo di stato, che in effetti compilò liste di civili e di persone appartenenti al governo di Allende di cui era necessario prendersi cura, se vogliamo dir così, nel caso di un colpo di stato. La CIA alla fine si inserì, inviò una squadra per contribuire a creare la polizia segreta cilena, la DINA. Sono appena stato in Cile e ci sono pochissimi documenti disponibili della DINA. La DINA fece scomparire i suoi archivi, proprio come fece scomparire così tante vittime.

AMY GOODMAN: Il capo della DINA è stato arrestato e incarcerato?

PETER KORNBLUH: Manuel Contreras è stato prima processato per l’assassinio di Orlando Letelier, l’ex ambasciatore cileno a Washington, e del suo collega Ronni Karpen Moffitt. E poi è stato processato in continuazione e adesso è in carcere, è da tempo in carcere, e deve scontare una condanna complessiva a più di duecento anni.

Ma stavo dicendo che la CIA in effetti inviò una squadra per contribuire a consigliare la DINA sulle infrastrutture, sulle risorse umane, sul tipo di … come condurre operazioni di spionaggio. E una delle cose che ho scoperto mentre ero in Cile, due settimane fa, è stata che esisteva in effetti un manuale in possesso della DINA su come condurre le operazioni di spionaggio e che sembra interamente tradotto da un vecchio manuale statunitense degli anni ’50. E ovviamente qualcuno ha dato alla DINA quel manuale perché lo utilizzasse. Dunque c’è una storia qui della CIA coinvolta con l’impronta cilena, sino al punto in cui Pinochet manda i suoi sicari a Washington, D.C., a commettere un atto di terrorismo internazionale. Ci avviciniamo all’11 settembre, domani. L’assassinio di Letelier con un’autobomba nel centro di Washington, D.C., fu il primo atto di terrorismo internazionale patrocinato da uno stato nella città capitale di Washington.

AMY GOODMAN: Molto rapidamente – ci resta ancora un minuto – le elezioni in corso proprio ora in Cile sono un fatto considerevole. Ci sono due donne; una, l’ex presidente, Michelle Bachelet, giusto? Due sorelle di generali. Uno può essere stato responsabile della tortura e della morte dell’altro, il padre assassinato di Michelle Bachelet. E da ragazze erano le migliori amiche, ora corrono l’una contro l’altra.

PETER KORNBLUH: Beh, sono elezioni storiche, perché ci sono due donne che si contendono la presidenza. Sono le prime in America Latina. Possono essere le prime al mondo in cui due donne sono le candidate principali per … per essere presidenti. E a motivo del loro passato, naturalmente, e a motivo della coincidenza con il quarantesimo anniversario in arrivo domani nel mezzo di queste elezioni, la storia del colpo di stato è a suo modo centrale nel dibattito sui problemi e sul problema dell’espiazione, del presentare le scuse, dell’assumere la responsabilità da parte di quelli che appoggiarono Pinochet. E’ improvvisamente diventato vantaggioso politicamente per la destra scusarsi, e Evelyn Matthei è addirittura spinta a scusarsi per suo padre, a scusarsi per la sua famiglia, per la loro partecipazione alla repressione. E questa è politicamente un’inversione di marea in Cile, in cui il paese è stato diviso. Ma oggi, davvero, è rimasto pochissimo spazio per chiunque abbia appoggiato il colpo di stato e ritenga di poter fare progressi politicamente in Cile. La popolazione è cambiata. Le commemorazioni del quarantesimo anniversario, che è domani, sono state dominanti nella stampa, nei media, negli eventi culturali. Un magnifico concerto intitolato ‘Victor sin Victor’, sulla musica di Victor Jara, ha appena avuto luogo la settimana scorsa. E’ stato magnifico e ispiratore assistervi. E in gran parte è dovuto allo sforzo dei cileni e allo sforzo della comunità mondiale di assicurarsi che il colpo di stato e le sue atrocità siano ripudiati.

AMY GOODMAN: Bene, voglio ringraziare entrambi per essere stati con noi, Peter Kornbluh e Juan Garcés. Juan Garcès, per inciso, è vincitore del premio Right Livelihood e ha partecipato a una riunione a Bonn, qualche anno fa, quando lo abbiamo intervistato, un incontro di circa 75 vincitori del premio Right Livelihood. E’ stato assegnato nel Parlamento Svedese. Juan Garcès, di nuovo, il più stretto consigliere del presidente Salvador Allende. Il presidente Allende morì nel palazzo l’11 settembre 1973, quarant’anni fa. Juan Garcés lasciò il palazzo e da allora a oggi non solo ha raccontato al mondo cosa avvenne, ma ha fatto sì che le forze che deposero Salvador Allende rispondessero delle loro responsabilità. Moltissime grazie a entrambi per essere stati con noi.

PETER KORNBLUH: E’ stato un piacere.

FONTI

http://www.democracynow.org/blog/2013/9/10/the_pinochet_file_how_us_politicians_banks_corporations_aided_chilean_coup_dictatorship

http://softarchive.pw/blogs/d3pz4i/the_pinochet_file_a_declassified_dossier_on_atrocity_and_accountability.1385282.html

http://znetitaly.altervista.org/art/12310" /> ฿ SALDO RACCOLTA FONDI AGORASTREA 2018. OBIETTIVO: 1400 EURO EQUIVALENTI IN BITCOIN (CIRCA 0.15 BITCOIN) ENTRO IL 08/FEBBRAIO/2018 ฿

฿ PER DETTAGLI SU COME DONARE CLICCATE QUI ฿

ADVANCED SEARCH / RICERCA AVANZATA


PETER KORNBLUH: "L'ARCHIVIO PINOCHET: UN DOSSIER DESEGRETATO SULLE ATROCITA' E L'OBBLIGO DI RISPONDERNE"

327

0

About

PETER KORNBLUH: "L'ARCHIVIO PINOCHET: UN DOSSIER DESEGRETATO SULLE ATROCITA' E L'OBBLIGO DI RISPONDERNE"

Peter Kornbluh, "The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability" ISBN: 1595589120, 1565845862 | 2013 | EPUB | 528 pages | 33 MB | English Languages

DOWNLOAD EPUB

http://k2s.cc/file/0004e289dc9e7

Conversazione, nel quarantesimo anniversario del colpo di stato in Cile, con l’avvocato spagnolo Juan Garcés, già consigliere personale del deposto presidente cileno Salvador Allende, e con Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’ [L’archivio Pinochet: un dossier desegretato sulle atrocità e l‘obbligo di risponderne].

AMY GOODMAN: Questa è Democracy Now!, democracynow.org, Il Rapporto di guerra e pace. Io sono Amy Goodman, con Aaron Matè. Il nostro ospite è Juan Garcés, che ha anche scritto anche lui un libro, intitolato semplicemente Allende, su presidente che egli consigliò, suo consigliere principale fino all’11 settembre, quarant’anni fa, 1973, quando il palazzo fu bombardato dalle forze di Pinochet e Salvador Allende si tolse la vita. Era circondato dai suoi altri consiglieri ma accompagnò Juan Garcés alla porta e gli disse: “Raccontalo al mondo”. Juan Garcés continuò a lavorare, come avvocato spagnolo, per far chiamare Pinochet a rispondere delle sue responsabilità e alla fine, attraverso Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, ottenne che questi chiedesse l’estradizione di Augusto Pinochet in Spagna per essere processato. Augusto Pinochet era a Londra e vi fu trattenuto per quasi un anno prima che alla fine gli fosse consentito di tornare in Cile.

E’ con noi anche Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’.

Stavo giusto parlando di Joyce Horman, la vedova del giornalista indipendente Charlie Horman. Peter Kornbluh, raccontaci cosa scoprì Charlie in quei giorni che condussero al colpo di stato, perché egli era così pericoloso e cosa hai appreso nella desegretazione dei documenti di Kissinger.

PETER KORNBLUH: Beh, Charles Horman e sua moglie Joyce facevano parte di un vasto gruppo di statunitensi che si erano recati in Cile negli anni di Allende. Il Cile era, come ci dirà Juan Garcés, un luogo dinamico, eccitante. Il mondo intero guardava a cosa stava succedendo là. Era qualcosa di nuovo e vivace e …

AMY GOODMAN: Cos’era? Cosa stava succedendo? Voglio dire, era stato eletto un nuovo presidente …

PETER KORNBLUH: La via … la famosa ‘via pacifica’ [in spagnolo nell’originale – n.d.t.] … al cambiamento sociale, una rivoluzione non armata per introdurre un cambiamento fondamentale in un paese del Terzo Mondo, ma una rivoluzione democratica, in cui il popolo votava e le istituzioni sarebbero state cambiate gradualmente per distribuire equamente la ricchezza, per nazionalizzare le risorse, poiché allora le imprese statunitensi del rame e società come la IT&T risucchiavano il denaro fuori dal paese. Questo era un modello nuovo ed eccitante di cambiamento per l’America Latina e per il mondo. Fu questo che lo rese così pericoloso per i Nixon e i Kissinger del mondo.

Dunque Charlie e sua moglie erano là. Charles Horman stava in realtà … come parte del suo approccio giornalistico stava in realtà indagando l’assassinio del comandante in capo cileno, generale René Schneider, che ebbe luogo nell’ottobre del 1970 come parte di un’operazione della CIA per fomentare un colpo di stato, per creare un clima da colpo di stato in Cile che potesse impedire ad Allende di insediarsi effettivamente nella prima settimana di novembre. Fu un’atrocità, uno spudorato assassinio del comandante in capo delle forze armate cilene per strada in piena luce del sole. Ci fu un processo che ebbe luogo in Cile. Ci furono documenti che si concentrarono realmente sui contatti con gli Stati Uniti e sui complottisti del colpo di stato. Nel mio libro, The Pinochet File, ho un documento della CIA tuttora segreto che rivela che l’agenzia pagò 35.000 dollari a quelli che uccisero René Schneider per tappar loro la bocca sul ruolo degli Stati Uniti e per aiutarli a fuggire dal Cile per porsi fuori dalla portata della giustizia. Ma alcuni furono arrestati, processati. Charlie Horman stava indagando questo, esaminando i documenti del processo. Gli accadde anche di essere a Valparaiso nel giorno del colpo di stato e di incontrare numerosi ufficiali statunitensi …

AMY GOODMAN: Dov’è Valparaíso?

PETER KORNBLUH: Valparaíso è sulla costa … una famosissima città costiera. Andò a Viña del Mar. Andò a Valparaíso. Era là che aveva base il gruppo della Marina statunitense che consigliava l’esercito cileno.

AMY GOODMAN: Noto come il MILGROUP USA.

PETER KORNBLUH: Il MILGROUP USA era là. Lui conobbe il capo del MILGROUP USA, capitano Ray Davis, che in effetti riportò in auto lui e un compagno a Santiago perché c’era un coprifuoco. E così l’implicazione fu … è che aveva parlato con questi statunitensi … che avrebbe potuto in realtà sapere qualcosa del colpo di stato. E’ tuttora … i dettagli della sua morte e del perché sia stato ucciso sono tuttora torbidi e il caso procede. E in effetti, quasi quarant’anni dopo, un giudice cileno ha incriminato il capitano Ray Davis, il capo del MILGROUP USA, per la sua morte. Dunque speriamo nei mesi a venire di saperne di più sulle circostanze della sua morte.

AARON MATE’: Peter, il ruolo della ITT Corporation, questa enorme società statunitense che aveva un mucchio di interessi in Cile?

PETER KORNBLUH: La ITT possedeva le compagnie telefoniche del Cile, possedeva l’Hotel Sheraton. Era una società molto aggressiva in America Latina. E decise di avere una propria politica estera e cominciò a spingere per avere incontri con … con la CIA. Fu d’aiuto il fatto che aveva nel proprio consiglio d’amministrazione un ex direttore della CIA, John McCone. E lui fu in grado di avere accesso alla CIA piuttosto facilmente. Ci furono più di 40 riunioni tra funzionari della CIA e dirigenti dell’ITT. L’ITT voleva cominciare a canalizzare fondi segreti all’avversario di Allende alle elezioni del 1970. Uno dei … per gli studiosi di questa storia, i primi veri documenti emersi sull’intervento di Washington in Cile sono stati promemoria interni dell’ITT che verbalizzavano gli incontri con la CIA e l’ambasciatore USA, come il tuo pubblico ha sentito nel nastro che avete riprodotto nel programma. Dunque questo fu il primo indizio di ciò che stava accadendo. Scoppiò uno scandalo. Juan Garcés può ricordare cosa accadde, perché Allende era presidente all’epoca e dichiarò semplicemente: “Bene, noi stavamo negoziando per nazionalizzare e risarcire l’ITT, ma adesso che vediamo che è una società del tutto criminale che interviene con la CIA nei nostri affari interni, esproprieremo le sue attività in Cile.”

AMY GOODMAN: E in che modo, Juan Garcés, Allende trattava con l’ITT? Kissinger, Nixon … quale riteneva fosse il loro ruolo nell’appoggiare Pinochet? Ne era al corrente?

JUAN GARCES: Bene, Allende voleva sempre un buon accordo con gli Stati Uniti. E certamente lui disse che avrebbe governato in conformità con il volere del popolo cileno, del Congresso cileno, ma cercando un modo per mantenere buone relazioni con gli Stati Uniti. E, in realtà, diversi mesi prima del colpo di stato un’alta delegazione del Cile venne a Washington per aprire negoziati formali per cercare di risolvere le differenze che … in termini degli investimenti o in termini delle differenze economiche presenti in quel periodo. E le porte del governo USA a Washington furono praticamente chiuse … niente dialogo, niente negoziato, colpo di stato.

Così, quello che è … quarant’anni dopo, quello che è interessante è che si assiste a questo colpo di stato contro una società democratica molto attiva, articolato da un’operazione in cui uno dei pilastri è un gruppo mediatico di massa, El Mercurio, che sollecita l’intervento del governo statunitense attraverso i servizi segreti, in rapporto con alcune imprese che avevano investimenti privati in Cile. E con quei tre […]pilastri furono attuati il colpo di stato e la destabilizzazione della società. Oggi, con i mezzi tecnologici che attualmente abbiamo a nostra disposizione, a disposizione dei governi, ci si rende conto che i tre pilastri funzionano tuttora … imprese che hanno collegamenti … hanno collegamenti con i servizi segreti e l’articolazione con il governo, il governo per preparare interventi in altri paesi, invasioni. E le cose sono andate così in particolare dopo la tragedia dell’attacco a New York nel 2001. Ma la domanda che noi possiamo porci, e che molti paesi si pongono, e che anche cittadini degli Stati Uniti si pongono è quale sia il costo di queste scelte, di seguire questa via, per l’economia di altri paesi e per la salute del nostro sistema democratico.

AMY GOODMAN: Volevo chiedere a proposito di qualcosa di notevole che avete fatto nei vostri tentativi di dare giustizia al popolo del Cile e di chiamare Pinochet a rispondere. Ed è stato arrivare ai suoi soldi, che erano denaro del popolo cileno, i milioni di dollari che aveva messo al sicuro. Peter, prima … Peter Kornbluh, esponi questo, diciamo, per il pubblico statunitense. Parla della storia della Riggs Bank.

PETER KORNBLUH: Beh, permettimi solo di dire che mi fa molto piacere essere qui, in questo programma, con Juan Garcés, per quello che lui ha fatto durante il periodo di Allende e per quello che ha fatto davvero per portare Pinochet davanti alla giustizia e poi quello che ha fatto per cercare di recuperare i soldi che Pinochet aveva chiaramente rubato e aveva celato in conti bancari segreti. I documenti della CIA su Pinochet lo descrivono come “gran lavoratore” e “onesto”. Ma emerge che era assolutamente corrotto … oltre a essere un assassino. E si impossessò segretamente di 26 milioni di dollari di fondi cileni, li celò in 120 conti bancari, alcuni … molti di essi conti all’estero, usando passaporti falsi, le cui immagini sono nella nuova edizione di The Pinochet File, e utilizzando delle specie di varianti del suo nome, ma senza il cognome Pinochet, per cercare di nascondere il fatto che erano conti suoi.

AMY GOODMAN: Come?

PETER KORNBLUH: Utilizzò il nome Augusto Ugarte P., o semplicemente Augusto Ugarte, o Ramòn Ugarte, perché il suo nome completo era Augusto Ramòn Ugarte Pinochet, giusto? O Pinochet Ugarte.

JUAN GARCES: Sì.

PETER KORNBLUH: Giusto. E alcuni altri nomi falsi. E usò alcuni dei nomi dei suoi assistenti e alcuni dei … varianti dei nomi dei suoi figli su questi conti. E la Riggs Bank, la famosa banca di Washington, D.C., di proprietà di Joseph Allbritton, aveva avvicinato Pinochet per anni. E a un certo … un punto su cui mantenne in effetti il segreto … i conti della polizia segreta cilena, la DINA, nella loro … nella loro banca di Washington. Ma alla fine il Senato statunitense … questa è stata la cosa più sorprendente. Gli USA … l’indagine del Senato indagando se le banche avevano regole sufficientemente severe sul riciclaggio di fondi da parte dei terroristi dopo l’11 settembre, è incappata nel fatto che Riggs Bank celava tutti questi fondi di Pinochet e allora ha recuperato … quasi l’intera pratica che …

AMY GOODMAN: Come l’ha scoperta?

PETER KORNBLUH: Stavano indagando sulle banche e se avevano … le loro regole erano così lasche che i terroristi, nel mondo post 11 settembre, potevano riciclare fondi per attività terroristiche. Cercavano … il lato finanziario del terrorismo nel mondo post 11 settembre. E così cercavano conti sospetti e avviarono un’indagine. E immediatamente fu loro detto che nella Riggs Bank c’erano molte persone che sapevano che c’era questo conto molto sospetto che apparteneva a Augusto Pinochet. E chiesero la pratica relativa e alla fine ottennero l’intera documentazione, il che fu assolutamente incredibile, perché comprendeva tutta la corrispondenza tra Joseph Allbritton, il presidente del consiglio d’amministrazione della banca, e lo stesso Pinochet e i promemoria delle visite di funzionari della banca a Pinochet e ad altri dirigenti cileni a Santiago, comprese visite a club e manifestazioni ippiche e scambi di regali e gemelli da polso e …

AMY GOODMAN: E chi era Joseph Allbritton? Voglio dire …

PETER KORNBLUH: Beh, Joseph Albritton era uno dei magnati della grande industria bancaria di Washington, D.C.. Era proprietario della squadra sportiva. Ho dimenticato se era la squadra di pallacanestro o erano i Redskins. A un certo punto fu proprietario di un mucchio di giornali e di stazioni radio. Era proprietario della Riggs Bank. Ma fondamentalmente partecipò alla cospirazione per nascondere i soldi di Augusto Pinochet. E lui … sottrassero le attività … Juan Garcés riuscì a far congelare le attività di Pinochet ma la Riggs Bank violò l’ordine del tribunale di congelare le sue attività cominciando a ritrasmettergli tutti i suoi soldi in assegni circolari da 50.000 dollari. Avevano un corriere che portava letteralmente pacchi di questi assegni a casa di Pinochet, a Santiago. E la storia torna a Juan Garcès, perché più di otto milioni di questi più di venti milioni di dollari di soldi nascosti furono restituiti illegalmente a Pinochet dalla Riggs e Juan Garcès intervenne e disse: “Quei soldi appartengono al popolo cileno e alle vittime di Pinochet.” E li recuperò.

AMY GOODMAN: Il figlio di Allbritton adesso amministra Politico.

PETER KORNBLUH: Albritton era proprietario … avviò Politico, creò Politico. E poi, quando scomparve, suo figlio …

AMY GOODMAN: Robert Albritton.

PETER KORNBLUH: … subentrò. Così c’è ancora una presenza della famiglia, sì.

AMY GOODMAN: Così, Juan Garcès, hai ottenuto milioni di dollari di fondi cileni congelati e poi come sono stati ridistribuiti al popolo del Cile?

JUAN GARCES: Grazie a un’indagine del Senato USA, come stava spiegando Peter …

PETER KORNBLUH: Che era guidata dal senatore Carl Levin, del Michigan, un senatore formidabile.

JUAN GARCES: Sì, il loro comitato d’indagine. E accettarono di collaborare con un tribunale che stava processando Pinochet. E grazie a questa collaborazione tra il Senato USA e il tribunale spagnolo riuscimmo a incriminare i proprietari della Riggs Bank. E’ una cosa senza precedenti. Di tasca loro …

PETER KORNBLUH: Esatto.

JUAN GARCES: … pagarono l’intera somma passata attraverso i canali bancari che celavano i fondi di Pinochet. E noi la distribuimmo alle vittime di Pinochet considerate tali nell’avvio della causa. Sono i soli soldi collegati direttamente a Pinochet che siano mai stati distribuiti alle vittime.

AMY GOODMAN: Ma quei soldi, i milioni di dollari … come avete identificato le vittime, i sopravvissuti e come li avete distribuiti?

JUAN GARCES: Quello è stato … le vittime erano state riconosciute tali in giudizio, perché migliaia di loro erano state oggetto di un’inchiesta nazionale in Cile da parte di una commissione ufficiale, il comitato Riggs, che creò la lista delle migliaia di persone che erano state uccise, anche fatte scomparire con la forza. E noi in Spagna, con la collaborazione di cileni in Cile, creammo una nuova commissione per le vittime delle torture, vittime che sopravvissero alle torture. E scoprimmo, attraverso tale commissione… identificammo più di 20.000 persone. E allora hanno diritto a ricevere una parte dei risarcimenti.

AMY GOODMAN: Approfondendo questo, come hai preso Pinochet, come lo hai fatto arrestare in Inghilterra? Abbiamo appena partecipato a un grande evento ieri sera in cui tu, Juan Garcés, tu, Peter Kornbluh, Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, e altri siete stati onorati in questo quarantesimo anniversario dell’altro 11 settembre, l’11 settembre 1973 quando Pinochet salì al potere in Cile. Tu hai lasciato il palazzo, portando con te la notizia dell’accaduto là, l’11 settembre 1973, come il presidente Allende ti aveva chiesto di fare, e sei partito. In effetti sei nato in Spagna. Alla fine sei andato in Spagna. Sei un avvocato. Come hai fatto arrestare Pinochet in Inghilterra?

JUAN GARCES: E’ una questione di convinzione. Quest’uomo era un criminale, ovviamente, e merita di … di essere chiamato a rispondere di quei crimini. Dunque, qualcuno tentò di ucciderlo. Ci fu un attentato alla sua vita. Il mio modo di pensare è diverso. Consiste nel lavorare per raccogliere, per mettere insieme prove dei suoi crimini, nel cercare un tribunale e nell’attendere il momento in cui la situazione politica potrebbe chiamarlo a rispondere. E ciò accadde dopo la fine della guerra fredda. E applicammo trattati internazionali – la Convenzione Europea sull’Estradizione e la Convenzione Internazionale contro la Tortura – e trovammo un tribunale in Europa e applicammo i principi della giurisdizione universale. E prendemmo Pinochet.

E la differenza tra un’uccisione, un assassinio, e un procedimento legale la si può vedere qui, nelle conseguenze. Se fosse rimasto ucciso nel tentato assassinio del 1960 … del 1986, le cose in Cile sarebbero molto diverse da ciò che è successo dopo la procedura legale, in cui i crimini sono stati esposti pubblicamente di fronte a una giuria indipendente. E la società cilena da allora, poiché Pinochet è stato arrestato nel 1999, e da allora sino a oggi la grande maggioranza dei cileni è d’accordo sul fatto che la transizione alla democrazia in Cile inizia dal giorno in cui Pinochet è stato portato davanti a una corte di giustizia.

AMY GOODMAN: Peter Kornbluh, puoi parlarci di questo notevole evento da una prospettiva statunitense, che cosa è successo davvero? Dunque, ’73, Pinochet sale al potere. Governa per 17 anni. Nel 1989 va dal medico a Londra. Ha anche … cosa? … un incontro con l’ex primo ministro, la Thatcher, ed è certamente trattato da dignitario. Dov’eri quando è stato arrestato?

PETER KORNBLUH: No, nel 1998, il 16 ottobre è il giorno che tutti nella comunità cilena ricordano. Il generale Pinochet … grazie al lavoro di Juan Garcés e Baltasar Garzòn e di alcune persone chiave a Londra si approfitta del fatto che Pinochet ha un intervento chirurgico minore in un luogo chiamato la Clinica a Londra e loro depositano una richiesta di arresto in base alla convenzione europea contro il terrorismo, perché Pinochet aveva commesso gravi atti di terrorismo internazionale. Aveva guidato l’Operazione Condor, che fu un programma di sequestri, ‘consegne’ e assassinii in tutto il mondo, ucciso Orlando Letelier e Ronni Moffitt a Washington, D.C..

AMY GOODMAN: L’ex ambasciatore cileno negli Stati Uniti.

PETER KORNBLUH: L’ex ambasciatore cileno, amico di Juan Garcés.

AMY GOODMAN: Nel 1976 …

PETER KORNBLUH: Nel millenovecento….

AMY GOODMAN: … in Embassy Row, a Washington, D.C..

PETER KORNBLUH: Esattamente. Dunque, queste nuove leggi entrate in vigore hanno facilitarono la richiesta del suo interrogatorio e arresto. E quello fu un momento di trasformazione. Fu un momento di trasformazione per i cileni. Fu un momento di trasformazione per il popolo degli Stati Uniti. Fu un momento di trasformazione per il movimento dei diritti umani, che ne trasse ispirazione. E quello che chiamiamo il precedente Pinochet o l’effetto Pinochet ha portato ora all’incriminazione di persone come Alberto Fujimori in Perù e di Rìos Montt in Guatemala e a cause in Spagna contro gli assassinii dei gesuiti in El Salvador, una vera cascata di tentativi …

AMY GOODMAN: Hissène Habrè in Senegal, l’ex dittatore del Ciad.

PETER KORNBLUH: Una vera cascata di tentativi di far chiamare i Pinochet del mondo a rispondere delle loro atrocità. Dunque non avrebbe potuto esserci un evento più importante, fondamentale nella storia recente. E, sai, voglio approfittare dell’occasione di essere nel tuo programma per affermare che Juan Garcés è un eroe, e che quello che accaduto in Spagna è stato uno sforzo eroico, eroico. E il fatto che c’è questo filo diretto da quarant’anni a questa parte, tra essere a La Moneda e poi in Spagna ed essere in grado di far rispondere Pinochet e creare un insieme molto diverso di circostanze per i dittatori del futuro è semplicemente un risultato enorme.

AARON MATE’: Peter, qual è stata la reazione del governo statunitense a questa idea della giurisdizione universale?

PETER KORNBLUH: Beh, c’è una quantità di problemi. Dopo l’arresto di Pinochet noi a Washington abbiamo approfittato per premere sull’amministrazione Clinton perché desegretasse i profondi … i profondi oscuri segreti del governo sul Cile, nell’era Pinochet, e alla fine le stesse operazioni della CIA in Cile. E l’amministrazione Clinton in effetti merita molto credito. Persone dell’amministrazione detestavano Pinochet. Alcune di esse erano state sostenitrici di Allende in gioventù. E il presidente fu convinto a una speciale declassificazione di 24.000 documenti, tra cui, alla fine, duemila documenti operativi della CIA, che altrimenti non avremmo mai visto, che registravano il ruolo degli Stati Uniti in Cile, il ruolo di Nixon e Kissinger nel minare la democrazia e appoggiare la dittatura. Dunque questa fu la reazione iniziale degli Stati Uniti.

Nel complesso gli Stati Uniti non amano il concetto di giurisdizione universale, perché non vogliono che altri paesi processino dirigenti statunitensi per atrocità commesso in giro per il mondo. E naturalmente oggi abbiamo un’intera squadra dell’amministrazione Bush che potrebbe essere facilmente processata come fu processato Pinochet.

AMY GOODMAN: Dunque in che misura ne sono colpiti quando si recano all’estero, compreso il presidente Bush, l’ex presidente Bush?

PETER KORNBLUH: Beh, voglio dire, ci sono stati certamente tentativi in Europa di interrogare George Bush, di interrogare Donald Rumsfeld. Ci sono stati … Ieri sera Juan e io eravamo con persone del Centro per i Diritti Costituzionali, Michael Ratner e altri, che hanno tentato di intentare cause contro ex dirigenti dell’amministrazione Bush per torture, per sequestri, per uccisioni, in nome della lotta al terrorismo.

AMY GOODMAN: Che cosa pensi potrebbe succedere a Henry Kissinger?

PETER KORNBLUH: Beh, Henry Kissinger ha 91 anni. E permettimi di cogliere questa occasione per dire che mentre i cinesi spingono la loro … la loro società a fare ammenda per quello che è successo quarant’anni fa, il problema è se Kissinger si farà avanti a riconoscere e a scusarsi per i crimini che lui ha appoggiato e contribuito a perpetrare in Cile. E’ l’ultimo membro sopravvissuto di quella squadra.

C’è … Kissinger e, in una certa misura, Bush sono stati quello che diciamo ‘pinochettati’. E’ un nuovo verbo del lessico del movimento dei diritti umani dalla riuscita di Garcés nell’ottenere l’arresto di Pinochet. Hanno avuto il problema, quando viaggiano all’estero: riceveranno un mandato di comparizione e saranno interrogati per i crimini che hanno appoggiato o cui hanno partecipato o che hanno istigato? E così c’è una situazione molto diversa per persone come Henry Kissinger. Non viaggia liberamente all’estero. Lui adesso … particolarmente dopo l’arresto di Pinochet nel 1998, manda emissari per assicurarsi che non ci saranno problemi. A un certo punto si è recato in Francia, nel 1999 penso, o nel 2000, e gli è stato presentato un mandato di comparizione e se n’è andato immediatamente. Doveva andare in Brasile a ricevere un grosso premio e un giudice in Brasile ha detto: “Intendo interrogarlo sull’Operazione Condor”, e Kissinger ha cancellato il viaggio. Così … e lo stesso Bush. Anche George Bush ha, in una certa misura, questo problema. Penso che la questione sia … sai, come dirà Juan Garcés, Pinochet è sembrato intoccabile per anni e anni e anni e poi, improvvisamente, non lo è stato più, grazie a un duro lavoro.

AMY GOODMAN: Juan Garcés, cosa pensi dovrebbe succedere con Henry Kissinger? [inciso di Amy Goodman sulla corretta pronuncia in catalano del cognome Garcés, omesso perché intraducibile – n.d.t.] Dunque Juan Garcés, cosa dovrebbe succedere con Henry Kissinger?

JUAN GARCES: Beh, alcune delle vittime di quei crimini di cui abbiamo parlato hanno presentato una denuncia in un tribunale distrettuale di Washington, D.C., una denuncia contro Henry Kissinger. Sfortunatamente la data non è stata quella buona. E’ stato prima dell’11 settembre 2001, così …

PETER KORNBLUH: Tredici anni fa, oggi.

JUAN GARCES: Sì, esattamente. E dunque questa denuncia non … non ebbe successo, perché il tribunale distrettuale affermò che una corte di giustizia statunitense non può esaminare le decisioni assunte da altri dirigenti del Dipartimento di Stato, anche se tali decisioni sono collegate a crimini contro l’umanità e ad azioni genocide. Tale decisione fu confermata dalla corte d’appello. La Corte Suprema non accettò di riesaminare tali decisioni. Io spero … penso che ciò sia stato molto infelice. I leader degli Stati Uniti hanno poteri straordinari. Se sono complici di crimini, o li commettono, contro l’umanità all’estero, dovrebbero essere tenuti a risponderne. Non potrebbero … non possono essere giudicati all’estero perché nessun paese, nessun tribunale al mondo osa avviare una seria causa penale contro un più alto … un alto dirigente degli Stati Uniti. E se i tribunali statunitensi affermano che in virtù della separazione dei poteri non possono indagare tali crimini, la conseguenza è l’impunità assoluta. E io penso che ciò sia inaccettabile e che sia un pericolo per tutti noi.

E in realtà stai parlando di questo caso di Pinochet … permettimi di dirti che io sto proprio seguendo la via aperta dal governo statunitense nel 1945. Quando stava per finire la seconda guerra mondiali ci furono discussioni tra i leader delle Nazioni Unite: che cosa facciamo con questi grandi criminali che hanno usato il potere del Terzo Reich per commettere crimini enormi? E poi ci fu un dibattito. Per il primo ministro britannico, Churchill, la risposta era chiarissima: li si mette al muro e ta-ta-ta, finito, li ammazzi. E’ tutto. Stalin era d’accordo. Ma non Roosevelt né il governo, il governo statunitense. Loro dissero: “No, no. Queste persone devono affrontare un tribunale in cui siano rivelati i loro crimini”: E poi ci fu il processo di Norimberga. Quello è l’inizio dell’attuale legge penale internazionale. Dunque le radici della legge internazionale attualmente sono nel pensiero strategico degli Stati Uniti riguardo al mondo dopo la seconda guerra mondiale.

AMY GOODMAN: Mentre parli della legge internazionale possono fare una digressione, un minuto, prima di parlare delle attuali elezioni in Cile, e chiederti cosa pensi della Siria? Perché ciò che oggi si afferma spesso è che si tratta della violazione di una legge che ha cent’anni sull’uso delle armi chimiche. E il presidente Obama ha tracciato questa linea rossa. Dice che l’ha tracciata la comunità internazionale nel bando all’uso delle armi chimiche. Cosa pensi dovrebbe succedere in Siria? Pensi che gli Stati Uniti dovrebbero reagire a questo anche se non è completamente … i fatti non sono chiari su chi esattamente abbia fatto questo in Siria, ma dovrebbero attaccare la Siria militarmente?

JUAN GARCES: Beh, secondo me gli Stati Uniti e il mondo affrontano oggi le conseguenze di una cattiva scelta strategica due anni fa sulla Libia. Secondo le norme legali internazionali, la Carta dell’ONU, la legittimazione all’uso della forza contro un governo sovrano in un paese indipendente viene dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E’ l’unico organo che può prendere queste decisioni. E gli Stati Uniti hanno chiesto il permesso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per proteggere i civili nella parte orientale della Libia contro i bombardamenti del governo di Gheddafi. E il Consiglio di Sicurezza ha accolto la richiesta. Grande! E poi è stata creata una zona di esclusione per proteggere i civili.

Quello che è stato un errore, dal mio punto di vista, è stato che hanno trasformato questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in un cambiamento di regime, accettando di utilizzare questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza per bombardare altre aree del Cile … della Libia e permettendo il rovesciamento del regime di Gheddafi. Allora i russi e i cinesi, stavano osservando: ‘Cosa è stato fatto dell’autorizzazione?”

AMY GOODMAN: Che avevano approvato.

JUAN GARCES: L’uso della forza … che loro … la Libia. [incomprensibile]. “Questa è l’ultima volta. Non accetteremo un’altra volta che concediamo l’autorizzazione per questo e diventa un pretesto per qualcosa che non abbiamo autorizzato.” E questa è la tragedia per il popolo siriano da due anni a questa parte, quando il Consiglio di Sicurezza è bloccato. Oggi, quello che io mi rendo conto è la proposta per risolvere la situazione in Siria è che abbiamo qui la posizione che è stata assunta dall’esecutivo statunitense, e [incomprensibile] in altri paesi sull’uso della forza fuori dall’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, la forza legittima. E mi rendo conto che alcuni governi – per esempio il governo tedesco – dicono che chi è responsabile di questi attacchi chimici dovrebbe essere dichiarato responsabile dalla Corte Penale Internazionale …

AMY GOODMAN: Cui gli Stati Uniti non hanno aderito.

JUAN GARCES: Ma il Consiglio di Sicurezza può ordinare che queste persone in Siria che hanno commesso questi crimini siano tradotte alla Corte Penale Internazionale. Questa è una soluzione legale. E certamente le possibilità diplomatiche non sono esaurite. E io considero che dopo le esperienze, i fiaschi dell’invasione dell’Iraq e la reazione all’attacco a New York … invadere un altro paese … beh, considera quello che è successo qui a New York dieci anni fa. C’è stato un attacco terroristico. Per rispondere all’attacco terroristico c’erano molti modi. La scelta è stata di invadere un paese, di usare la violenza. Qual è dieci anni dopo il numero dei terroristi, dei jihadisti, che ci sono oggi nel mondo? Dunque io penso che alla forza si dovrebbe ricorrere, ma mediante mezzi legittimi. E l’uso della forza fuori dalla legittimità della legge internazionale … gli effetti collaterali sono – in questo caso è evidente – più negativi che positivi. Questa è la mia valutazione.

AARON MATE’: Peter Kornbluh, tornando al 1973, puoi parlarci del ruolo della CIA nel fornire liste di dissidenti all’esercito cileno?

PETER KORNBLUH: Ci sono delle prove, anche se non emergono in realtà nei documenti di cui disponiamo. Sono state scoperte dal comitato del Senato guidato dal senatore Frank Church, il cosiddetto Comitato Church, che indagò l’intervento statunitense in Cile a metà degli anni ’70; prove che la CIA finanziò un particolare istituto che stava preparandosi per un colpo di stato, che in effetti compilò liste di civili e di persone appartenenti al governo di Allende di cui era necessario prendersi cura, se vogliamo dir così, nel caso di un colpo di stato. La CIA alla fine si inserì, inviò una squadra per contribuire a creare la polizia segreta cilena, la DINA. Sono appena stato in Cile e ci sono pochissimi documenti disponibili della DINA. La DINA fece scomparire i suoi archivi, proprio come fece scomparire così tante vittime.

AMY GOODMAN: Il capo della DINA è stato arrestato e incarcerato?

PETER KORNBLUH: Manuel Contreras è stato prima processato per l’assassinio di Orlando Letelier, l’ex ambasciatore cileno a Washington, e del suo collega Ronni Karpen Moffitt. E poi è stato processato in continuazione e adesso è in carcere, è da tempo in carcere, e deve scontare una condanna complessiva a più di duecento anni.

Ma stavo dicendo che la CIA in effetti inviò una squadra per contribuire a consigliare la DINA sulle infrastrutture, sulle risorse umane, sul tipo di … come condurre operazioni di spionaggio. E una delle cose che ho scoperto mentre ero in Cile, due settimane fa, è stata che esisteva in effetti un manuale in possesso della DINA su come condurre le operazioni di spionaggio e che sembra interamente tradotto da un vecchio manuale statunitense degli anni ’50. E ovviamente qualcuno ha dato alla DINA quel manuale perché lo utilizzasse. Dunque c’è una storia qui della CIA coinvolta con l’impronta cilena, sino al punto in cui Pinochet manda i suoi sicari a Washington, D.C., a commettere un atto di terrorismo internazionale. Ci avviciniamo all’11 settembre, domani. L’assassinio di Letelier con un’autobomba nel centro di Washington, D.C., fu il primo atto di terrorismo internazionale patrocinato da uno stato nella città capitale di Washington.

AMY GOODMAN: Molto rapidamente – ci resta ancora un minuto – le elezioni in corso proprio ora in Cile sono un fatto considerevole. Ci sono due donne; una, l’ex presidente, Michelle Bachelet, giusto? Due sorelle di generali. Uno può essere stato responsabile della tortura e della morte dell’altro, il padre assassinato di Michelle Bachelet. E da ragazze erano le migliori amiche, ora corrono l’una contro l’altra.

PETER KORNBLUH: Beh, sono elezioni storiche, perché ci sono due donne che si contendono la presidenza. Sono le prime in America Latina. Possono essere le prime al mondo in cui due donne sono le candidate principali per … per essere presidenti. E a motivo del loro passato, naturalmente, e a motivo della coincidenza con il quarantesimo anniversario in arrivo domani nel mezzo di queste elezioni, la storia del colpo di stato è a suo modo centrale nel dibattito sui problemi e sul problema dell’espiazione, del presentare le scuse, dell’assumere la responsabilità da parte di quelli che appoggiarono Pinochet. E’ improvvisamente diventato vantaggioso politicamente per la destra scusarsi, e Evelyn Matthei è addirittura spinta a scusarsi per suo padre, a scusarsi per la sua famiglia, per la loro partecipazione alla repressione. E questa è politicamente un’inversione di marea in Cile, in cui il paese è stato diviso. Ma oggi, davvero, è rimasto pochissimo spazio per chiunque abbia appoggiato il colpo di stato e ritenga di poter fare progressi politicamente in Cile. La popolazione è cambiata. Le commemorazioni del quarantesimo anniversario, che è domani, sono state dominanti nella stampa, nei media, negli eventi culturali. Un magnifico concerto intitolato ‘Victor sin Victor’, sulla musica di Victor Jara, ha appena avuto luogo la settimana scorsa. E’ stato magnifico e ispiratore assistervi. E in gran parte è dovuto allo sforzo dei cileni e allo sforzo della comunità mondiale di assicurarsi che il colpo di stato e le sue atrocità siano ripudiati.

AMY GOODMAN: Bene, voglio ringraziare entrambi per essere stati con noi, Peter Kornbluh e Juan Garcés. Juan Garcès, per inciso, è vincitore del premio Right Livelihood e ha partecipato a una riunione a Bonn, qualche anno fa, quando lo abbiamo intervistato, un incontro di circa 75 vincitori del premio Right Livelihood. E’ stato assegnato nel Parlamento Svedese. Juan Garcès, di nuovo, il più stretto consigliere del presidente Salvador Allende. Il presidente Allende morì nel palazzo l’11 settembre 1973, quarant’anni fa. Juan Garcés lasciò il palazzo e da allora a oggi non solo ha raccontato al mondo cosa avvenne, ma ha fatto sì che le forze che deposero Salvador Allende rispondessero delle loro responsabilità. Moltissime grazie a entrambi per essere stati con noi.

PETER KORNBLUH: E’ stato un piacere.

FONTI

http://www.democracynow.org/blog/2013/9/10/the_pinochet_file_how_us_politicians_banks_corporations_aided_chilean_coup_dictatorship

http://softarchive.pw/blogs/d3pz4i/the_pinochet_file_a_declassified_dossier_on_atrocity_and_accountability.1385282.html

http://znetitaly.altervista.org/art/12310

Share


Peter Kornbluh, "The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability" ISBN: 1595589120, 1565845862 | 2013 | EPUB | 528 pages | 33 MB | English Languages

DOWNLOAD EPUB

http://k2s.cc/file/0004e289dc9e7

Conversazione, nel quarantesimo anniversario del colpo di stato in Cile, con l’avvocato spagnolo Juan Garcés, già consigliere personale del deposto presidente cileno Salvador Allende, e con Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’ [L’archivio Pinochet: un dossier desegretato sulle atrocità e l‘obbligo di risponderne].

AMY GOODMAN: Questa è Democracy Now!, democracynow.org, Il Rapporto di guerra e pace. Io sono Amy Goodman, con Aaron Matè. Il nostro ospite è Juan Garcés, che ha anche scritto anche lui un libro, intitolato semplicemente Allende, su presidente che egli consigliò, suo consigliere principale fino all’11 settembre, quarant’anni fa, 1973, quando il palazzo fu bombardato dalle forze di Pinochet e Salvador Allende si tolse la vita. Era circondato dai suoi altri consiglieri ma accompagnò Juan Garcés alla porta e gli disse: “Raccontalo al mondo”. Juan Garcés continuò a lavorare, come avvocato spagnolo, per far chiamare Pinochet a rispondere delle sue responsabilità e alla fine, attraverso Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, ottenne che questi chiedesse l’estradizione di Augusto Pinochet in Spagna per essere processato. Augusto Pinochet era a Londra e vi fu trattenuto per quasi un anno prima che alla fine gli fosse consentito di tornare in Cile.

E’ con noi anche Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’.

Stavo giusto parlando di Joyce Horman, la vedova del giornalista indipendente Charlie Horman. Peter Kornbluh, raccontaci cosa scoprì Charlie in quei giorni che condussero al colpo di stato, perché egli era così pericoloso e cosa hai appreso nella desegretazione dei documenti di Kissinger.

PETER KORNBLUH: Beh, Charles Horman e sua moglie Joyce facevano parte di un vasto gruppo di statunitensi che si erano recati in Cile negli anni di Allende. Il Cile era, come ci dirà Juan Garcés, un luogo dinamico, eccitante. Il mondo intero guardava a cosa stava succedendo là. Era qualcosa di nuovo e vivace e …

AMY GOODMAN: Cos’era? Cosa stava succedendo? Voglio dire, era stato eletto un nuovo presidente …

PETER KORNBLUH: La via … la famosa ‘via pacifica’ [in spagnolo nell’originale – n.d.t.] … al cambiamento sociale, una rivoluzione non armata per introdurre un cambiamento fondamentale in un paese del Terzo Mondo, ma una rivoluzione democratica, in cui il popolo votava e le istituzioni sarebbero state cambiate gradualmente per distribuire equamente la ricchezza, per nazionalizzare le risorse, poiché allora le imprese statunitensi del rame e società come la IT&T risucchiavano il denaro fuori dal paese. Questo era un modello nuovo ed eccitante di cambiamento per l’America Latina e per il mondo. Fu questo che lo rese così pericoloso per i Nixon e i Kissinger del mondo.

Dunque Charlie e sua moglie erano là. Charles Horman stava in realtà … come parte del suo approccio giornalistico stava in realtà indagando l’assassinio del comandante in capo cileno, generale René Schneider, che ebbe luogo nell’ottobre del 1970 come parte di un’operazione della CIA per fomentare un colpo di stato, per creare un clima da colpo di stato in Cile che potesse impedire ad Allende di insediarsi effettivamente nella prima settimana di novembre. Fu un’atrocità, uno spudorato assassinio del comandante in capo delle forze armate cilene per strada in piena luce del sole. Ci fu un processo che ebbe luogo in Cile. Ci furono documenti che si concentrarono realmente sui contatti con gli Stati Uniti e sui complottisti del colpo di stato. Nel mio libro, The Pinochet File, ho un documento della CIA tuttora segreto che rivela che l’agenzia pagò 35.000 dollari a quelli che uccisero René Schneider per tappar loro la bocca sul ruolo degli Stati Uniti e per aiutarli a fuggire dal Cile per porsi fuori dalla portata della giustizia. Ma alcuni furono arrestati, processati. Charlie Horman stava indagando questo, esaminando i documenti del processo. Gli accadde anche di essere a Valparaiso nel giorno del colpo di stato e di incontrare numerosi ufficiali statunitensi …

AMY GOODMAN: Dov’è Valparaíso?

PETER KORNBLUH: Valparaíso è sulla costa … una famosissima città costiera. Andò a Viña del Mar. Andò a Valparaíso. Era là che aveva base il gruppo della Marina statunitense che consigliava l’esercito cileno.

AMY GOODMAN: Noto come il MILGROUP USA.

PETER KORNBLUH: Il MILGROUP USA era là. Lui conobbe il capo del MILGROUP USA, capitano Ray Davis, che in effetti riportò in auto lui e un compagno a Santiago perché c’era un coprifuoco. E così l’implicazione fu … è che aveva parlato con questi statunitensi … che avrebbe potuto in realtà sapere qualcosa del colpo di stato. E’ tuttora … i dettagli della sua morte e del perché sia stato ucciso sono tuttora torbidi e il caso procede. E in effetti, quasi quarant’anni dopo, un giudice cileno ha incriminato il capitano Ray Davis, il capo del MILGROUP USA, per la sua morte. Dunque speriamo nei mesi a venire di saperne di più sulle circostanze della sua morte.

AARON MATE’: Peter, il ruolo della ITT Corporation, questa enorme società statunitense che aveva un mucchio di interessi in Cile?

PETER KORNBLUH: La ITT possedeva le compagnie telefoniche del Cile, possedeva l’Hotel Sheraton. Era una società molto aggressiva in America Latina. E decise di avere una propria politica estera e cominciò a spingere per avere incontri con … con la CIA. Fu d’aiuto il fatto che aveva nel proprio consiglio d’amministrazione un ex direttore della CIA, John McCone. E lui fu in grado di avere accesso alla CIA piuttosto facilmente. Ci furono più di 40 riunioni tra funzionari della CIA e dirigenti dell’ITT. L’ITT voleva cominciare a canalizzare fondi segreti all’avversario di Allende alle elezioni del 1970. Uno dei … per gli studiosi di questa storia, i primi veri documenti emersi sull’intervento di Washington in Cile sono stati promemoria interni dell’ITT che verbalizzavano gli incontri con la CIA e l’ambasciatore USA, come il tuo pubblico ha sentito nel nastro che avete riprodotto nel programma. Dunque questo fu il primo indizio di ciò che stava accadendo. Scoppiò uno scandalo. Juan Garcés può ricordare cosa accadde, perché Allende era presidente all’epoca e dichiarò semplicemente: “Bene, noi stavamo negoziando per nazionalizzare e risarcire l’ITT, ma adesso che vediamo che è una società del tutto criminale che interviene con la CIA nei nostri affari interni, esproprieremo le sue attività in Cile.”

AMY GOODMAN: E in che modo, Juan Garcés, Allende trattava con l’ITT? Kissinger, Nixon … quale riteneva fosse il loro ruolo nell’appoggiare Pinochet? Ne era al corrente?

JUAN GARCES: Bene, Allende voleva sempre un buon accordo con gli Stati Uniti. E certamente lui disse che avrebbe governato in conformità con il volere del popolo cileno, del Congresso cileno, ma cercando un modo per mantenere buone relazioni con gli Stati Uniti. E, in realtà, diversi mesi prima del colpo di stato un’alta delegazione del Cile venne a Washington per aprire negoziati formali per cercare di risolvere le differenze che … in termini degli investimenti o in termini delle differenze economiche presenti in quel periodo. E le porte del governo USA a Washington furono praticamente chiuse … niente dialogo, niente negoziato, colpo di stato.

Così, quello che è … quarant’anni dopo, quello che è interessante è che si assiste a questo colpo di stato contro una società democratica molto attiva, articolato da un’operazione in cui uno dei pilastri è un gruppo mediatico di massa, El Mercurio, che sollecita l’intervento del governo statunitense attraverso i servizi segreti, in rapporto con alcune imprese che avevano investimenti privati in Cile. E con quei tre […]pilastri furono attuati il colpo di stato e la destabilizzazione della società. Oggi, con i mezzi tecnologici che attualmente abbiamo a nostra disposizione, a disposizione dei governi, ci si rende conto che i tre pilastri funzionano tuttora … imprese che hanno collegamenti … hanno collegamenti con i servizi segreti e l’articolazione con il governo, il governo per preparare interventi in altri paesi, invasioni. E le cose sono andate così in particolare dopo la tragedia dell’attacco a New York nel 2001. Ma la domanda che noi possiamo porci, e che molti paesi si pongono, e che anche cittadini degli Stati Uniti si pongono è quale sia il costo di queste scelte, di seguire questa via, per l’economia di altri paesi e per la salute del nostro sistema democratico.

AMY GOODMAN: Volevo chiedere a proposito di qualcosa di notevole che avete fatto nei vostri tentativi di dare giustizia al popolo del Cile e di chiamare Pinochet a rispondere. Ed è stato arrivare ai suoi soldi, che erano denaro del popolo cileno, i milioni di dollari che aveva messo al sicuro. Peter, prima … Peter Kornbluh, esponi questo, diciamo, per il pubblico statunitense. Parla della storia della Riggs Bank.

PETER KORNBLUH: Beh, permettimi solo di dire che mi fa molto piacere essere qui, in questo programma, con Juan Garcés, per quello che lui ha fatto durante il periodo di Allende e per quello che ha fatto davvero per portare Pinochet davanti alla giustizia e poi quello che ha fatto per cercare di recuperare i soldi che Pinochet aveva chiaramente rubato e aveva celato in conti bancari segreti. I documenti della CIA su Pinochet lo descrivono come “gran lavoratore” e “onesto”. Ma emerge che era assolutamente corrotto … oltre a essere un assassino. E si impossessò segretamente di 26 milioni di dollari di fondi cileni, li celò in 120 conti bancari, alcuni … molti di essi conti all’estero, usando passaporti falsi, le cui immagini sono nella nuova edizione di The Pinochet File, e utilizzando delle specie di varianti del suo nome, ma senza il cognome Pinochet, per cercare di nascondere il fatto che erano conti suoi.

AMY GOODMAN: Come?

PETER KORNBLUH: Utilizzò il nome Augusto Ugarte P., o semplicemente Augusto Ugarte, o Ramòn Ugarte, perché il suo nome completo era Augusto Ramòn Ugarte Pinochet, giusto? O Pinochet Ugarte.

JUAN GARCES: Sì.

PETER KORNBLUH: Giusto. E alcuni altri nomi falsi. E usò alcuni dei nomi dei suoi assistenti e alcuni dei … varianti dei nomi dei suoi figli su questi conti. E la Riggs Bank, la famosa banca di Washington, D.C., di proprietà di Joseph Allbritton, aveva avvicinato Pinochet per anni. E a un certo … un punto su cui mantenne in effetti il segreto … i conti della polizia segreta cilena, la DINA, nella loro … nella loro banca di Washington. Ma alla fine il Senato statunitense … questa è stata la cosa più sorprendente. Gli USA … l’indagine del Senato indagando se le banche avevano regole sufficientemente severe sul riciclaggio di fondi da parte dei terroristi dopo l’11 settembre, è incappata nel fatto che Riggs Bank celava tutti questi fondi di Pinochet e allora ha recuperato … quasi l’intera pratica che …

AMY GOODMAN: Come l’ha scoperta?

PETER KORNBLUH: Stavano indagando sulle banche e se avevano … le loro regole erano così lasche che i terroristi, nel mondo post 11 settembre, potevano riciclare fondi per attività terroristiche. Cercavano … il lato finanziario del terrorismo nel mondo post 11 settembre. E così cercavano conti sospetti e avviarono un’indagine. E immediatamente fu loro detto che nella Riggs Bank c’erano molte persone che sapevano che c’era questo conto molto sospetto che apparteneva a Augusto Pinochet. E chiesero la pratica relativa e alla fine ottennero l’intera documentazione, il che fu assolutamente incredibile, perché comprendeva tutta la corrispondenza tra Joseph Allbritton, il presidente del consiglio d’amministrazione della banca, e lo stesso Pinochet e i promemoria delle visite di funzionari della banca a Pinochet e ad altri dirigenti cileni a Santiago, comprese visite a club e manifestazioni ippiche e scambi di regali e gemelli da polso e …

AMY GOODMAN: E chi era Joseph Allbritton? Voglio dire …

PETER KORNBLUH: Beh, Joseph Albritton era uno dei magnati della grande industria bancaria di Washington, D.C.. Era proprietario della squadra sportiva. Ho dimenticato se era la squadra di pallacanestro o erano i Redskins. A un certo punto fu proprietario di un mucchio di giornali e di stazioni radio. Era proprietario della Riggs Bank. Ma fondamentalmente partecipò alla cospirazione per nascondere i soldi di Augusto Pinochet. E lui … sottrassero le attività … Juan Garcés riuscì a far congelare le attività di Pinochet ma la Riggs Bank violò l’ordine del tribunale di congelare le sue attività cominciando a ritrasmettergli tutti i suoi soldi in assegni circolari da 50.000 dollari. Avevano un corriere che portava letteralmente pacchi di questi assegni a casa di Pinochet, a Santiago. E la storia torna a Juan Garcès, perché più di otto milioni di questi più di venti milioni di dollari di soldi nascosti furono restituiti illegalmente a Pinochet dalla Riggs e Juan Garcès intervenne e disse: “Quei soldi appartengono al popolo cileno e alle vittime di Pinochet.” E li recuperò.

AMY GOODMAN: Il figlio di Allbritton adesso amministra Politico.

PETER KORNBLUH: Albritton era proprietario … avviò Politico, creò Politico. E poi, quando scomparve, suo figlio …

AMY GOODMAN: Robert Albritton.

PETER KORNBLUH: … subentrò. Così c’è ancora una presenza della famiglia, sì.

AMY GOODMAN: Così, Juan Garcès, hai ottenuto milioni di dollari di fondi cileni congelati e poi come sono stati ridistribuiti al popolo del Cile?

JUAN GARCES: Grazie a un’indagine del Senato USA, come stava spiegando Peter …

PETER KORNBLUH: Che era guidata dal senatore Carl Levin, del Michigan, un senatore formidabile.

JUAN GARCES: Sì, il loro comitato d’indagine. E accettarono di collaborare con un tribunale che stava processando Pinochet. E grazie a questa collaborazione tra il Senato USA e il tribunale spagnolo riuscimmo a incriminare i proprietari della Riggs Bank. E’ una cosa senza precedenti. Di tasca loro …

PETER KORNBLUH: Esatto.

JUAN GARCES: … pagarono l’intera somma passata attraverso i canali bancari che celavano i fondi di Pinochet. E noi la distribuimmo alle vittime di Pinochet considerate tali nell’avvio della causa. Sono i soli soldi collegati direttamente a Pinochet che siano mai stati distribuiti alle vittime.

AMY GOODMAN: Ma quei soldi, i milioni di dollari … come avete identificato le vittime, i sopravvissuti e come li avete distribuiti?

JUAN GARCES: Quello è stato … le vittime erano state riconosciute tali in giudizio, perché migliaia di loro erano state oggetto di un’inchiesta nazionale in Cile da parte di una commissione ufficiale, il comitato Riggs, che creò la lista delle migliaia di persone che erano state uccise, anche fatte scomparire con la forza. E noi in Spagna, con la collaborazione di cileni in Cile, creammo una nuova commissione per le vittime delle torture, vittime che sopravvissero alle torture. E scoprimmo, attraverso tale commissione… identificammo più di 20.000 persone. E allora hanno diritto a ricevere una parte dei risarcimenti.

AMY GOODMAN: Approfondendo questo, come hai preso Pinochet, come lo hai fatto arrestare in Inghilterra? Abbiamo appena partecipato a un grande evento ieri sera in cui tu, Juan Garcés, tu, Peter Kornbluh, Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, e altri siete stati onorati in questo quarantesimo anniversario dell’altro 11 settembre, l’11 settembre 1973 quando Pinochet salì al potere in Cile. Tu hai lasciato il palazzo, portando con te la notizia dell’accaduto là, l’11 settembre 1973, come il presidente Allende ti aveva chiesto di fare, e sei partito. In effetti sei nato in Spagna. Alla fine sei andato in Spagna. Sei un avvocato. Come hai fatto arrestare Pinochet in Inghilterra?

JUAN GARCES: E’ una questione di convinzione. Quest’uomo era un criminale, ovviamente, e merita di … di essere chiamato a rispondere di quei crimini. Dunque, qualcuno tentò di ucciderlo. Ci fu un attentato alla sua vita. Il mio modo di pensare è diverso. Consiste nel lavorare per raccogliere, per mettere insieme prove dei suoi crimini, nel cercare un tribunale e nell’attendere il momento in cui la situazione politica potrebbe chiamarlo a rispondere. E ciò accadde dopo la fine della guerra fredda. E applicammo trattati internazionali – la Convenzione Europea sull’Estradizione e la Convenzione Internazionale contro la Tortura – e trovammo un tribunale in Europa e applicammo i principi della giurisdizione universale. E prendemmo Pinochet.

E la differenza tra un’uccisione, un assassinio, e un procedimento legale la si può vedere qui, nelle conseguenze. Se fosse rimasto ucciso nel tentato assassinio del 1960 … del 1986, le cose in Cile sarebbero molto diverse da ciò che è successo dopo la procedura legale, in cui i crimini sono stati esposti pubblicamente di fronte a una giuria indipendente. E la società cilena da allora, poiché Pinochet è stato arrestato nel 1999, e da allora sino a oggi la grande maggioranza dei cileni è d’accordo sul fatto che la transizione alla democrazia in Cile inizia dal giorno in cui Pinochet è stato portato davanti a una corte di giustizia.

AMY GOODMAN: Peter Kornbluh, puoi parlarci di questo notevole evento da una prospettiva statunitense, che cosa è successo davvero? Dunque, ’73, Pinochet sale al potere. Governa per 17 anni. Nel 1989 va dal medico a Londra. Ha anche … cosa? … un incontro con l’ex primo ministro, la Thatcher, ed è certamente trattato da dignitario. Dov’eri quando è stato arrestato?

PETER KORNBLUH: No, nel 1998, il 16 ottobre è il giorno che tutti nella comunità cilena ricordano. Il generale Pinochet … grazie al lavoro di Juan Garcés e Baltasar Garzòn e di alcune persone chiave a Londra si approfitta del fatto che Pinochet ha un intervento chirurgico minore in un luogo chiamato la Clinica a Londra e loro depositano una richiesta di arresto in base alla convenzione europea contro il terrorismo, perché Pinochet aveva commesso gravi atti di terrorismo internazionale. Aveva guidato l’Operazione Condor, che fu un programma di sequestri, ‘consegne’ e assassinii in tutto il mondo, ucciso Orlando Letelier e Ronni Moffitt a Washington, D.C..

AMY GOODMAN: L’ex ambasciatore cileno negli Stati Uniti.

PETER KORNBLUH: L’ex ambasciatore cileno, amico di Juan Garcés.

AMY GOODMAN: Nel 1976 …

PETER KORNBLUH: Nel millenovecento….

AMY GOODMAN: … in Embassy Row, a Washington, D.C..

PETER KORNBLUH: Esattamente. Dunque, queste nuove leggi entrate in vigore hanno facilitarono la richiesta del suo interrogatorio e arresto. E quello fu un momento di trasformazione. Fu un momento di trasformazione per i cileni. Fu un momento di trasformazione per il popolo degli Stati Uniti. Fu un momento di trasformazione per il movimento dei diritti umani, che ne trasse ispirazione. E quello che chiamiamo il precedente Pinochet o l’effetto Pinochet ha portato ora all’incriminazione di persone come Alberto Fujimori in Perù e di Rìos Montt in Guatemala e a cause in Spagna contro gli assassinii dei gesuiti in El Salvador, una vera cascata di tentativi …

AMY GOODMAN: Hissène Habrè in Senegal, l’ex dittatore del Ciad.

PETER KORNBLUH: Una vera cascata di tentativi di far chiamare i Pinochet del mondo a rispondere delle loro atrocità. Dunque non avrebbe potuto esserci un evento più importante, fondamentale nella storia recente. E, sai, voglio approfittare dell’occasione di essere nel tuo programma per affermare che Juan Garcés è un eroe, e che quello che accaduto in Spagna è stato uno sforzo eroico, eroico. E il fatto che c’è questo filo diretto da quarant’anni a questa parte, tra essere a La Moneda e poi in Spagna ed essere in grado di far rispondere Pinochet e creare un insieme molto diverso di circostanze per i dittatori del futuro è semplicemente un risultato enorme.

AARON MATE’: Peter, qual è stata la reazione del governo statunitense a questa idea della giurisdizione universale?

PETER KORNBLUH: Beh, c’è una quantità di problemi. Dopo l’arresto di Pinochet noi a Washington abbiamo approfittato per premere sull’amministrazione Clinton perché desegretasse i profondi … i profondi oscuri segreti del governo sul Cile, nell’era Pinochet, e alla fine le stesse operazioni della CIA in Cile. E l’amministrazione Clinton in effetti merita molto credito. Persone dell’amministrazione detestavano Pinochet. Alcune di esse erano state sostenitrici di Allende in gioventù. E il presidente fu convinto a una speciale declassificazione di 24.000 documenti, tra cui, alla fine, duemila documenti operativi della CIA, che altrimenti non avremmo mai visto, che registravano il ruolo degli Stati Uniti in Cile, il ruolo di Nixon e Kissinger nel minare la democrazia e appoggiare la dittatura. Dunque questa fu la reazione iniziale degli Stati Uniti.

Nel complesso gli Stati Uniti non amano il concetto di giurisdizione universale, perché non vogliono che altri paesi processino dirigenti statunitensi per atrocità commesso in giro per il mondo. E naturalmente oggi abbiamo un’intera squadra dell’amministrazione Bush che potrebbe essere facilmente processata come fu processato Pinochet.

AMY GOODMAN: Dunque in che misura ne sono colpiti quando si recano all’estero, compreso il presidente Bush, l’ex presidente Bush?

PETER KORNBLUH: Beh, voglio dire, ci sono stati certamente tentativi in Europa di interrogare George Bush, di interrogare Donald Rumsfeld. Ci sono stati … Ieri sera Juan e io eravamo con persone del Centro per i Diritti Costituzionali, Michael Ratner e altri, che hanno tentato di intentare cause contro ex dirigenti dell’amministrazione Bush per torture, per sequestri, per uccisioni, in nome della lotta al terrorismo.

AMY GOODMAN: Che cosa pensi potrebbe succedere a Henry Kissinger?

PETER KORNBLUH: Beh, Henry Kissinger ha 91 anni. E permettimi di cogliere questa occasione per dire che mentre i cinesi spingono la loro … la loro società a fare ammenda per quello che è successo quarant’anni fa, il problema è se Kissinger si farà avanti a riconoscere e a scusarsi per i crimini che lui ha appoggiato e contribuito a perpetrare in Cile. E’ l’ultimo membro sopravvissuto di quella squadra.

C’è … Kissinger e, in una certa misura, Bush sono stati quello che diciamo ‘pinochettati’. E’ un nuovo verbo del lessico del movimento dei diritti umani dalla riuscita di Garcés nell’ottenere l’arresto di Pinochet. Hanno avuto il problema, quando viaggiano all’estero: riceveranno un mandato di comparizione e saranno interrogati per i crimini che hanno appoggiato o cui hanno partecipato o che hanno istigato? E così c’è una situazione molto diversa per persone come Henry Kissinger. Non viaggia liberamente all’estero. Lui adesso … particolarmente dopo l’arresto di Pinochet nel 1998, manda emissari per assicurarsi che non ci saranno problemi. A un certo punto si è recato in Francia, nel 1999 penso, o nel 2000, e gli è stato presentato un mandato di comparizione e se n’è andato immediatamente. Doveva andare in Brasile a ricevere un grosso premio e un giudice in Brasile ha detto: “Intendo interrogarlo sull’Operazione Condor”, e Kissinger ha cancellato il viaggio. Così … e lo stesso Bush. Anche George Bush ha, in una certa misura, questo problema. Penso che la questione sia … sai, come dirà Juan Garcés, Pinochet è sembrato intoccabile per anni e anni e anni e poi, improvvisamente, non lo è stato più, grazie a un duro lavoro.

AMY GOODMAN: Juan Garcés, cosa pensi dovrebbe succedere con Henry Kissinger? [inciso di Amy Goodman sulla corretta pronuncia in catalano del cognome Garcés, omesso perché intraducibile – n.d.t.] Dunque Juan Garcés, cosa dovrebbe succedere con Henry Kissinger?

JUAN GARCES: Beh, alcune delle vittime di quei crimini di cui abbiamo parlato hanno presentato una denuncia in un tribunale distrettuale di Washington, D.C., una denuncia contro Henry Kissinger. Sfortunatamente la data non è stata quella buona. E’ stato prima dell’11 settembre 2001, così …

PETER KORNBLUH: Tredici anni fa, oggi.

JUAN GARCES: Sì, esattamente. E dunque questa denuncia non … non ebbe successo, perché il tribunale distrettuale affermò che una corte di giustizia statunitense non può esaminare le decisioni assunte da altri dirigenti del Dipartimento di Stato, anche se tali decisioni sono collegate a crimini contro l’umanità e ad azioni genocide. Tale decisione fu confermata dalla corte d’appello. La Corte Suprema non accettò di riesaminare tali decisioni. Io spero … penso che ciò sia stato molto infelice. I leader degli Stati Uniti hanno poteri straordinari. Se sono complici di crimini, o li commettono, contro l’umanità all’estero, dovrebbero essere tenuti a risponderne. Non potrebbero … non possono essere giudicati all’estero perché nessun paese, nessun tribunale al mondo osa avviare una seria causa penale contro un più alto … un alto dirigente degli Stati Uniti. E se i tribunali statunitensi affermano che in virtù della separazione dei poteri non possono indagare tali crimini, la conseguenza è l’impunità assoluta. E io penso che ciò sia inaccettabile e che sia un pericolo per tutti noi.

E in realtà stai parlando di questo caso di Pinochet … permettimi di dirti che io sto proprio seguendo la via aperta dal governo statunitense nel 1945. Quando stava per finire la seconda guerra mondiali ci furono discussioni tra i leader delle Nazioni Unite: che cosa facciamo con questi grandi criminali che hanno usato il potere del Terzo Reich per commettere crimini enormi? E poi ci fu un dibattito. Per il primo ministro britannico, Churchill, la risposta era chiarissima: li si mette al muro e ta-ta-ta, finito, li ammazzi. E’ tutto. Stalin era d’accordo. Ma non Roosevelt né il governo, il governo statunitense. Loro dissero: “No, no. Queste persone devono affrontare un tribunale in cui siano rivelati i loro crimini”: E poi ci fu il processo di Norimberga. Quello è l’inizio dell’attuale legge penale internazionale. Dunque le radici della legge internazionale attualmente sono nel pensiero strategico degli Stati Uniti riguardo al mondo dopo la seconda guerra mondiale.

AMY GOODMAN: Mentre parli della legge internazionale possono fare una digressione, un minuto, prima di parlare delle attuali elezioni in Cile, e chiederti cosa pensi della Siria? Perché ciò che oggi si afferma spesso è che si tratta della violazione di una legge che ha cent’anni sull’uso delle armi chimiche. E il presidente Obama ha tracciato questa linea rossa. Dice che l’ha tracciata la comunità internazionale nel bando all’uso delle armi chimiche. Cosa pensi dovrebbe succedere in Siria? Pensi che gli Stati Uniti dovrebbero reagire a questo anche se non è completamente … i fatti non sono chiari su chi esattamente abbia fatto questo in Siria, ma dovrebbero attaccare la Siria militarmente?

JUAN GARCES: Beh, secondo me gli Stati Uniti e il mondo affrontano oggi le conseguenze di una cattiva scelta strategica due anni fa sulla Libia. Secondo le norme legali internazionali, la Carta dell’ONU, la legittimazione all’uso della forza contro un governo sovrano in un paese indipendente viene dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E’ l’unico organo che può prendere queste decisioni. E gli Stati Uniti hanno chiesto il permesso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per proteggere i civili nella parte orientale della Libia contro i bombardamenti del governo di Gheddafi. E il Consiglio di Sicurezza ha accolto la richiesta. Grande! E poi è stata creata una zona di esclusione per proteggere i civili.

Quello che è stato un errore, dal mio punto di vista, è stato che hanno trasformato questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in un cambiamento di regime, accettando di utilizzare questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza per bombardare altre aree del Cile … della Libia e permettendo il rovesciamento del regime di Gheddafi. Allora i russi e i cinesi, stavano osservando: ‘Cosa è stato fatto dell’autorizzazione?”

AMY GOODMAN: Che avevano approvato.

JUAN GARCES: L’uso della forza … che loro … la Libia. [incomprensibile]. “Questa è l’ultima volta. Non accetteremo un’altra volta che concediamo l’autorizzazione per questo e diventa un pretesto per qualcosa che non abbiamo autorizzato.” E questa è la tragedia per il popolo siriano da due anni a questa parte, quando il Consiglio di Sicurezza è bloccato. Oggi, quello che io mi rendo conto è la proposta per risolvere la situazione in Siria è che abbiamo qui la posizione che è stata assunta dall’esecutivo statunitense, e [incomprensibile] in altri paesi sull’uso della forza fuori dall’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, la forza legittima. E mi rendo conto che alcuni governi – per esempio il governo tedesco – dicono che chi è responsabile di questi attacchi chimici dovrebbe essere dichiarato responsabile dalla Corte Penale Internazionale …

AMY GOODMAN: Cui gli Stati Uniti non hanno aderito.

JUAN GARCES: Ma il Consiglio di Sicurezza può ordinare che queste persone in Siria che hanno commesso questi crimini siano tradotte alla Corte Penale Internazionale. Questa è una soluzione legale. E certamente le possibilità diplomatiche non sono esaurite. E io considero che dopo le esperienze, i fiaschi dell’invasione dell’Iraq e la reazione all’attacco a New York … invadere un altro paese … beh, considera quello che è successo qui a New York dieci anni fa. C’è stato un attacco terroristico. Per rispondere all’attacco terroristico c’erano molti modi. La scelta è stata di invadere un paese, di usare la violenza. Qual è dieci anni dopo il numero dei terroristi, dei jihadisti, che ci sono oggi nel mondo? Dunque io penso che alla forza si dovrebbe ricorrere, ma mediante mezzi legittimi. E l’uso della forza fuori dalla legittimità della legge internazionale … gli effetti collaterali sono – in questo caso è evidente – più negativi che positivi. Questa è la mia valutazione.

AARON MATE’: Peter Kornbluh, tornando al 1973, puoi parlarci del ruolo della CIA nel fornire liste di dissidenti all’esercito cileno?

PETER KORNBLUH: Ci sono delle prove, anche se non emergono in realtà nei documenti di cui disponiamo. Sono state scoperte dal comitato del Senato guidato dal senatore Frank Church, il cosiddetto Comitato Church, che indagò l’intervento statunitense in Cile a metà degli anni ’70; prove che la CIA finanziò un particolare istituto che stava preparandosi per un colpo di stato, che in effetti compilò liste di civili e di persone appartenenti al governo di Allende di cui era necessario prendersi cura, se vogliamo dir così, nel caso di un colpo di stato. La CIA alla fine si inserì, inviò una squadra per contribuire a creare la polizia segreta cilena, la DINA. Sono appena stato in Cile e ci sono pochissimi documenti disponibili della DINA. La DINA fece scomparire i suoi archivi, proprio come fece scomparire così tante vittime.

AMY GOODMAN: Il capo della DINA è stato arrestato e incarcerato?

PETER KORNBLUH: Manuel Contreras è stato prima processato per l’assassinio di Orlando Letelier, l’ex ambasciatore cileno a Washington, e del suo collega Ronni Karpen Moffitt. E poi è stato processato in continuazione e adesso è in carcere, è da tempo in carcere, e deve scontare una condanna complessiva a più di duecento anni.

Ma stavo dicendo che la CIA in effetti inviò una squadra per contribuire a consigliare la DINA sulle infrastrutture, sulle risorse umane, sul tipo di … come condurre operazioni di spionaggio. E una delle cose che ho scoperto mentre ero in Cile, due settimane fa, è stata che esisteva in effetti un manuale in possesso della DINA su come condurre le operazioni di spionaggio e che sembra interamente tradotto da un vecchio manuale statunitense degli anni ’50. E ovviamente qualcuno ha dato alla DINA quel manuale perché lo utilizzasse. Dunque c’è una storia qui della CIA coinvolta con l’impronta cilena, sino al punto in cui Pinochet manda i suoi sicari a Washington, D.C., a commettere un atto di terrorismo internazionale. Ci avviciniamo all’11 settembre, domani. L’assassinio di Letelier con un’autobomba nel centro di Washington, D.C., fu il primo atto di terrorismo internazionale patrocinato da uno stato nella città capitale di Washington.

AMY GOODMAN: Molto rapidamente – ci resta ancora un minuto – le elezioni in corso proprio ora in Cile sono un fatto considerevole. Ci sono due donne; una, l’ex presidente, Michelle Bachelet, giusto? Due sorelle di generali. Uno può essere stato responsabile della tortura e della morte dell’altro, il padre assassinato di Michelle Bachelet. E da ragazze erano le migliori amiche, ora corrono l’una contro l’altra.

PETER KORNBLUH: Beh, sono elezioni storiche, perché ci sono due donne che si contendono la presidenza. Sono le prime in America Latina. Possono essere le prime al mondo in cui due donne sono le candidate principali per … per essere presidenti. E a motivo del loro passato, naturalmente, e a motivo della coincidenza con il quarantesimo anniversario in arrivo domani nel mezzo di queste elezioni, la storia del colpo di stato è a suo modo centrale nel dibattito sui problemi e sul problema dell’espiazione, del presentare le scuse, dell’assumere la responsabilità da parte di quelli che appoggiarono Pinochet. E’ improvvisamente diventato vantaggioso politicamente per la destra scusarsi, e Evelyn Matthei è addirittura spinta a scusarsi per suo padre, a scusarsi per la sua famiglia, per la loro partecipazione alla repressione. E questa è politicamente un’inversione di marea in Cile, in cui il paese è stato diviso. Ma oggi, davvero, è rimasto pochissimo spazio per chiunque abbia appoggiato il colpo di stato e ritenga di poter fare progressi politicamente in Cile. La popolazione è cambiata. Le commemorazioni del quarantesimo anniversario, che è domani, sono state dominanti nella stampa, nei media, negli eventi culturali. Un magnifico concerto intitolato ‘Victor sin Victor’, sulla musica di Victor Jara, ha appena avuto luogo la settimana scorsa. E’ stato magnifico e ispiratore assistervi. E in gran parte è dovuto allo sforzo dei cileni e allo sforzo della comunità mondiale di assicurarsi che il colpo di stato e le sue atrocità siano ripudiati.

AMY GOODMAN: Bene, voglio ringraziare entrambi per essere stati con noi, Peter Kornbluh e Juan Garcés. Juan Garcès, per inciso, è vincitore del premio Right Livelihood e ha partecipato a una riunione a Bonn, qualche anno fa, quando lo abbiamo intervistato, un incontro di circa 75 vincitori del premio Right Livelihood. E’ stato assegnato nel Parlamento Svedese. Juan Garcès, di nuovo, il più stretto consigliere del presidente Salvador Allende. Il presidente Allende morì nel palazzo l’11 settembre 1973, quarant’anni fa. Juan Garcés lasciò il palazzo e da allora a oggi non solo ha raccontato al mondo cosa avvenne, ma ha fatto sì che le forze che deposero Salvador Allende rispondessero delle loro responsabilità. Moltissime grazie a entrambi per essere stati con noi.

PETER KORNBLUH: E’ stato un piacere.

FONTI

http://www.democracynow.org/blog/2013/9/10/the_pinochet_file_how_us_politicians_banks_corporations_aided_chilean_coup_dictatorship

http://softarchive.pw/blogs/d3pz4i/the_pinochet_file_a_declassified_dossier_on_atrocity_and_accountability.1385282.html

http://znetitaly.altervista.org/art/12310" /> Share

Add To

You must login to add videos to your playlists.

Comments (1)

or Register to post comments.

oseido 12/09/2015

PETER KORNBLUH: "L'ARCHIVIO PINOCHET: UN DOSSIER DESEGRETATO SULLE ATROCITA' E L'OBBLIGO DI RISPONDERNE"




Peter Kornbluh, "The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability"
ISBN: 1595589120, 1565845862 | 2013 | EPUB | 528 pages | 33 MB | English Languages




DOWNLOAD EPUB




http://k2s.cc/file/0004e289dc9e7




Conversazione, nel quarantesimo anniversario del colpo di stato in Cile, con l’avvocato spagnolo Juan Garcés, già consigliere personale del deposto presidente cileno Salvador Allende, e con Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’ [L’archivio Pinochet: un dossier desegretato sulle atrocità e l‘obbligo di risponderne].




AMY GOODMAN: Questa è Democracy Now!, democracynow.org, Il Rapporto di guerra e pace. Io sono Amy Goodman, con Aaron Matè. Il nostro ospite è Juan Garcés, che ha anche scritto anche lui un libro, intitolato semplicemente Allende, su presidente che egli consigliò, suo consigliere principale fino all’11 settembre, quarant’anni fa, 1973, quando il palazzo fu bombardato dalle forze di Pinochet e Salvador Allende si tolse la vita. Era circondato dai suoi altri consiglieri ma accompagnò Juan Garcés alla porta e gli disse: “Raccontalo al mondo”. Juan Garcés continuò a lavorare, come avvocato spagnolo, per far chiamare Pinochet a rispondere delle sue responsabilità e alla fine, attraverso Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, ottenne che questi chiedesse l’estradizione di Augusto Pinochet in Spagna per essere processato. Augusto Pinochet era a Londra e vi fu trattenuto per quasi un anno prima che alla fine gli fosse consentito di tornare in Cile.




E’ con noi anche Peter Kornbluh, autore di ‘The Pinochet File: A Declassified Dossier on Atrocity and Accountability’.




Stavo giusto parlando di Joyce Horman, la vedova del giornalista indipendente Charlie Horman. Peter Kornbluh, raccontaci cosa scoprì Charlie in quei giorni che condussero al colpo di stato, perché egli era così pericoloso e cosa hai appreso nella desegretazione dei documenti di Kissinger.




PETER KORNBLUH: Beh, Charles Horman e sua moglie Joyce facevano parte di un vasto gruppo di statunitensi che si erano recati in Cile negli anni di Allende. Il Cile era, come ci dirà Juan Garcés, un luogo dinamico, eccitante. Il mondo intero guardava a cosa stava succedendo là. Era qualcosa di nuovo e vivace e …




AMY GOODMAN: Cos’era? Cosa stava succedendo? Voglio dire, era stato eletto un nuovo presidente …




PETER KORNBLUH: La via … la famosa ‘via pacifica’ [in spagnolo nell’originale – n.d.t.] … al cambiamento sociale, una rivoluzione non armata per introdurre un cambiamento fondamentale in un paese del Terzo Mondo, ma una rivoluzione democratica, in cui il popolo votava e le istituzioni sarebbero state cambiate gradualmente per distribuire equamente la ricchezza, per nazionalizzare le risorse, poiché allora le imprese statunitensi del rame e società come la IT&T risucchiavano il denaro fuori dal paese. Questo era un modello nuovo ed eccitante di cambiamento per l’America Latina e per il mondo. Fu questo che lo rese così pericoloso per i Nixon e i Kissinger del mondo.




Dunque Charlie e sua moglie erano là. Charles Horman stava in realtà … come parte del suo approccio giornalistico stava in realtà indagando l’assassinio del comandante in capo cileno, generale René Schneider, che ebbe luogo nell’ottobre del 1970 come parte di un’operazione della CIA per fomentare un colpo di stato, per creare un clima da colpo di stato in Cile che potesse impedire ad Allende di insediarsi effettivamente nella prima settimana di novembre. Fu un’atrocità, uno spudorato assassinio del comandante in capo delle forze armate cilene per strada in piena luce del sole. Ci fu un processo che ebbe luogo in Cile. Ci furono documenti che si concentrarono realmente sui contatti con gli Stati Uniti e sui complottisti del colpo di stato. Nel mio libro, The Pinochet File, ho un documento della CIA tuttora segreto che rivela che l’agenzia pagò 35.000 dollari a quelli che uccisero René Schneider per tappar loro la bocca sul ruolo degli Stati Uniti e per aiutarli a fuggire dal Cile per porsi fuori dalla portata della giustizia. Ma alcuni furono arrestati, processati. Charlie Horman stava indagando questo, esaminando i documenti del processo. Gli accadde anche di essere a Valparaiso nel giorno del colpo di stato e di incontrare numerosi ufficiali statunitensi …




AMY GOODMAN: Dov’è Valparaíso?




PETER KORNBLUH: Valparaíso è sulla costa … una famosissima città costiera. Andò a Viña del Mar. Andò a Valparaíso. Era là che aveva base il gruppo della Marina statunitense che consigliava l’esercito cileno.




AMY GOODMAN: Noto come il MILGROUP USA.




PETER KORNBLUH: Il MILGROUP USA era là. Lui conobbe il capo del MILGROUP USA, capitano Ray Davis, che in effetti riportò in auto lui e un compagno a Santiago perché c’era un coprifuoco. E così l’implicazione fu … è che aveva parlato con questi statunitensi … che avrebbe potuto in realtà sapere qualcosa del colpo di stato. E’ tuttora … i dettagli della sua morte e del perché sia stato ucciso sono tuttora torbidi e il caso procede. E in effetti, quasi quarant’anni dopo, un giudice cileno ha incriminato il capitano Ray Davis, il capo del MILGROUP USA, per la sua morte. Dunque speriamo nei mesi a venire di saperne di più sulle circostanze della sua morte.




AARON MATE’: Peter, il ruolo della ITT Corporation, questa enorme società statunitense che aveva un mucchio di interessi in Cile?




PETER KORNBLUH: La ITT possedeva le compagnie telefoniche del Cile, possedeva l’Hotel Sheraton. Era una società molto aggressiva in America Latina. E decise di avere una propria politica estera e cominciò a spingere per avere incontri con … con la CIA. Fu d’aiuto il fatto che aveva nel proprio consiglio d’amministrazione un ex direttore della CIA, John McCone. E lui fu in grado di avere accesso alla CIA piuttosto facilmente. Ci furono più di 40 riunioni tra funzionari della CIA e dirigenti dell’ITT. L’ITT voleva cominciare a canalizzare fondi segreti all’avversario di Allende alle elezioni del 1970. Uno dei … per gli studiosi di questa storia, i primi veri documenti emersi sull’intervento di Washington in Cile sono stati promemoria interni dell’ITT che verbalizzavano gli incontri con la CIA e l’ambasciatore USA, come il tuo pubblico ha sentito nel nastro che avete riprodotto nel programma. Dunque questo fu il primo indizio di ciò che stava accadendo. Scoppiò uno scandalo. Juan Garcés può ricordare cosa accadde, perché Allende era presidente all’epoca e dichiarò semplicemente: “Bene, noi stavamo negoziando per nazionalizzare e risarcire l’ITT, ma adesso che vediamo che è una società del tutto criminale che interviene con la CIA nei nostri affari interni, esproprieremo le sue attività in Cile.”




AMY GOODMAN: E in che modo, Juan Garcés, Allende trattava con l’ITT? Kissinger, Nixon … quale riteneva fosse il loro ruolo nell’appoggiare Pinochet? Ne era al corrente?




JUAN GARCES: Bene, Allende voleva sempre un buon accordo con gli Stati Uniti. E certamente lui disse che avrebbe governato in conformità con il volere del popolo cileno, del Congresso cileno, ma cercando un modo per mantenere buone relazioni con gli Stati Uniti. E, in realtà, diversi mesi prima del colpo di stato un’alta delegazione del Cile venne a Washington per aprire negoziati formali per cercare di risolvere le differenze che … in termini degli investimenti o in termini delle differenze economiche presenti in quel periodo. E le porte del governo USA a Washington furono praticamente chiuse … niente dialogo, niente negoziato, colpo di stato.




Così, quello che è … quarant’anni dopo, quello che è interessante è che si assiste a questo colpo di stato contro una società democratica molto attiva, articolato da un’operazione in cui uno dei pilastri è un gruppo mediatico di massa, El Mercurio, che sollecita l’intervento del governo statunitense attraverso i servizi segreti, in rapporto con alcune imprese che avevano investimenti privati in Cile. E con quei tre […]pilastri furono attuati il colpo di stato e la destabilizzazione della società. Oggi, con i mezzi tecnologici che attualmente abbiamo a nostra disposizione, a disposizione dei governi, ci si rende conto che i tre pilastri funzionano tuttora … imprese che hanno collegamenti … hanno collegamenti con i servizi segreti e l’articolazione con il governo, il governo per preparare interventi in altri paesi, invasioni. E le cose sono andate così in particolare dopo la tragedia dell’attacco a New York nel 2001. Ma la domanda che noi possiamo porci, e che molti paesi si pongono, e che anche cittadini degli Stati Uniti si pongono è quale sia il costo di queste scelte, di seguire questa via, per l’economia di altri paesi e per la salute del nostro sistema democratico.




AMY GOODMAN: Volevo chiedere a proposito di qualcosa di notevole che avete fatto nei vostri tentativi di dare giustizia al popolo del Cile e di chiamare Pinochet a rispondere. Ed è stato arrivare ai suoi soldi, che erano denaro del popolo cileno, i milioni di dollari che aveva messo al sicuro. Peter, prima … Peter Kornbluh, esponi questo, diciamo, per il pubblico statunitense. Parla della storia della Riggs Bank.




PETER KORNBLUH: Beh, permettimi solo di dire che mi fa molto piacere essere qui, in questo programma, con Juan Garcés, per quello che lui ha fatto durante il periodo di Allende e per quello che ha fatto davvero per portare Pinochet davanti alla giustizia e poi quello che ha fatto per cercare di recuperare i soldi che Pinochet aveva chiaramente rubato e aveva celato in conti bancari segreti. I documenti della CIA su Pinochet lo descrivono come “gran lavoratore” e “onesto”. Ma emerge che era assolutamente corrotto … oltre a essere un assassino. E si impossessò segretamente di 26 milioni di dollari di fondi cileni, li celò in 120 conti bancari, alcuni … molti di essi conti all’estero, usando passaporti falsi, le cui immagini sono nella nuova edizione di The Pinochet File, e utilizzando delle specie di varianti del suo nome, ma senza il cognome Pinochet, per cercare di nascondere il fatto che erano conti suoi.




AMY GOODMAN: Come?




PETER KORNBLUH: Utilizzò il nome Augusto Ugarte P., o semplicemente Augusto Ugarte, o Ramòn Ugarte, perché il suo nome completo era Augusto Ramòn Ugarte Pinochet, giusto? O Pinochet Ugarte.




JUAN GARCES: Sì.




PETER KORNBLUH: Giusto. E alcuni altri nomi falsi. E usò alcuni dei nomi dei suoi assistenti e alcuni dei … varianti dei nomi dei suoi figli su questi conti. E la Riggs Bank, la famosa banca di Washington, D.C., di proprietà di Joseph Allbritton, aveva avvicinato Pinochet per anni. E a un certo … un punto su cui mantenne in effetti il segreto … i conti della polizia segreta cilena, la DINA, nella loro … nella loro banca di Washington. Ma alla fine il Senato statunitense … questa è stata la cosa più sorprendente. Gli USA … l’indagine del Senato indagando se le banche avevano regole sufficientemente severe sul riciclaggio di fondi da parte dei terroristi dopo l’11 settembre, è incappata nel fatto che Riggs Bank celava tutti questi fondi di Pinochet e allora ha recuperato … quasi l’intera pratica che …




AMY GOODMAN: Come l’ha scoperta?




PETER KORNBLUH: Stavano indagando sulle banche e se avevano … le loro regole erano così lasche che i terroristi, nel mondo post 11 settembre, potevano riciclare fondi per attività terroristiche. Cercavano … il lato finanziario del terrorismo nel mondo post 11 settembre. E così cercavano conti sospetti e avviarono un’indagine. E immediatamente fu loro detto che nella Riggs Bank c’erano molte persone che sapevano che c’era questo conto molto sospetto che apparteneva a Augusto Pinochet. E chiesero la pratica relativa e alla fine ottennero l’intera documentazione, il che fu assolutamente incredibile, perché comprendeva tutta la corrispondenza tra Joseph Allbritton, il presidente del consiglio d’amministrazione della banca, e lo stesso Pinochet e i promemoria delle visite di funzionari della banca a Pinochet e ad altri dirigenti cileni a Santiago, comprese visite a club e manifestazioni ippiche e scambi di regali e gemelli da polso e …




AMY GOODMAN: E chi era Joseph Allbritton? Voglio dire …




PETER KORNBLUH: Beh, Joseph Albritton era uno dei magnati della grande industria bancaria di Washington, D.C.. Era proprietario della squadra sportiva. Ho dimenticato se era la squadra di pallacanestro o erano i Redskins. A un certo punto fu proprietario di un mucchio di giornali e di stazioni radio. Era proprietario della Riggs Bank. Ma fondamentalmente partecipò alla cospirazione per nascondere i soldi di Augusto Pinochet. E lui … sottrassero le attività … Juan Garcés riuscì a far congelare le attività di Pinochet ma la Riggs Bank violò l’ordine del tribunale di congelare le sue attività cominciando a ritrasmettergli tutti i suoi soldi in assegni circolari da 50.000 dollari. Avevano un corriere che portava letteralmente pacchi di questi assegni a casa di Pinochet, a Santiago. E la storia torna a Juan Garcès, perché più di otto milioni di questi più di venti milioni di dollari di soldi nascosti furono restituiti illegalmente a Pinochet dalla Riggs e Juan Garcès intervenne e disse: “Quei soldi appartengono al popolo cileno e alle vittime di Pinochet.” E li recuperò.




AMY GOODMAN: Il figlio di Allbritton adesso amministra Politico.




PETER KORNBLUH: Albritton era proprietario … avviò Politico, creò Politico. E poi, quando scomparve, suo figlio …




AMY GOODMAN: Robert Albritton.




PETER KORNBLUH: … subentrò. Così c’è ancora una presenza della famiglia, sì.




AMY GOODMAN: Così, Juan Garcès, hai ottenuto milioni di dollari di fondi cileni congelati e poi come sono stati ridistribuiti al popolo del Cile?




JUAN GARCES: Grazie a un’indagine del Senato USA, come stava spiegando Peter …




PETER KORNBLUH: Che era guidata dal senatore Carl Levin, del Michigan, un senatore formidabile.




JUAN GARCES: Sì, il loro comitato d’indagine. E accettarono di collaborare con un tribunale che stava processando Pinochet. E grazie a questa collaborazione tra il Senato USA e il tribunale spagnolo riuscimmo a incriminare i proprietari della Riggs Bank. E’ una cosa senza precedenti. Di tasca loro …




PETER KORNBLUH: Esatto.




JUAN GARCES: … pagarono l’intera somma passata attraverso i canali bancari che celavano i fondi di Pinochet. E noi la distribuimmo alle vittime di Pinochet considerate tali nell’avvio della causa. Sono i soli soldi collegati direttamente a Pinochet che siano mai stati distribuiti alle vittime.




AMY GOODMAN: Ma quei soldi, i milioni di dollari … come avete identificato le vittime, i sopravvissuti e come li avete distribuiti?




JUAN GARCES: Quello è stato … le vittime erano state riconosciute tali in giudizio, perché migliaia di loro erano state oggetto di un’inchiesta nazionale in Cile da parte di una commissione ufficiale, il comitato Riggs, che creò la lista delle migliaia di persone che erano state uccise, anche fatte scomparire con la forza. E noi in Spagna, con la collaborazione di cileni in Cile, creammo una nuova commissione per le vittime delle torture, vittime che sopravvissero alle torture. E scoprimmo, attraverso tale commissione… identificammo più di 20.000 persone. E allora hanno diritto a ricevere una parte dei risarcimenti.




AMY GOODMAN: Approfondendo questo, come hai preso Pinochet, come lo hai fatto arrestare in Inghilterra? Abbiamo appena partecipato a un grande evento ieri sera in cui tu, Juan Garcés, tu, Peter Kornbluh, Baltasar Garzòn, il giudice spagnolo, e altri siete stati onorati in questo quarantesimo anniversario dell’altro 11 settembre, l’11 settembre 1973 quando Pinochet salì al potere in Cile. Tu hai lasciato il palazzo, portando con te la notizia dell’accaduto là, l’11 settembre 1973, come il presidente Allende ti aveva chiesto di fare, e sei partito. In effetti sei nato in Spagna. Alla fine sei andato in Spagna. Sei un avvocato. Come hai fatto arrestare Pinochet in Inghilterra?




JUAN GARCES: E’ una questione di convinzione. Quest’uomo era un criminale, ovviamente, e merita di … di essere chiamato a rispondere di quei crimini. Dunque, qualcuno tentò di ucciderlo. Ci fu un attentato alla sua vita. Il mio modo di pensare è diverso. Consiste nel lavorare per raccogliere, per mettere insieme prove dei suoi crimini, nel cercare un tribunale e nell’attendere il momento in cui la situazione politica potrebbe chiamarlo a rispondere. E ciò accadde dopo la fine della guerra fredda. E applicammo trattati internazionali – la Convenzione Europea sull’Estradizione e la Convenzione Internazionale contro la Tortura – e trovammo un tribunale in Europa e applicammo i principi della giurisdizione universale. E prendemmo Pinochet.




E la differenza tra un’uccisione, un assassinio, e un procedimento legale la si può vedere qui, nelle conseguenze. Se fosse rimasto ucciso nel tentato assassinio del 1960 … del 1986, le cose in Cile sarebbero molto diverse da ciò che è successo dopo la procedura legale, in cui i crimini sono stati esposti pubblicamente di fronte a una giuria indipendente. E la società cilena da allora, poiché Pinochet è stato arrestato nel 1999, e da allora sino a oggi la grande maggioranza dei cileni è d’accordo sul fatto che la transizione alla democrazia in Cile inizia dal giorno in cui Pinochet è stato portato davanti a una corte di giustizia.




AMY GOODMAN: Peter Kornbluh, puoi parlarci di questo notevole evento da una prospettiva statunitense, che cosa è successo davvero? Dunque, ’73, Pinochet sale al potere. Governa per 17 anni. Nel 1989 va dal medico a Londra. Ha anche … cosa? … un incontro con l’ex primo ministro, la Thatcher, ed è certamente trattato da dignitario. Dov’eri quando è stato arrestato?




PETER KORNBLUH: No, nel 1998, il 16 ottobre è il giorno che tutti nella comunità cilena ricordano. Il generale Pinochet … grazie al lavoro di Juan Garcés e Baltasar Garzòn e di alcune persone chiave a Londra si approfitta del fatto che Pinochet ha un intervento chirurgico minore in un luogo chiamato la Clinica a Londra e loro depositano una richiesta di arresto in base alla convenzione europea contro il terrorismo, perché Pinochet aveva commesso gravi atti di terrorismo internazionale. Aveva guidato l’Operazione Condor, che fu un programma di sequestri, ‘consegne’ e assassinii in tutto il mondo, ucciso Orlando Letelier e Ronni Moffitt a Washington, D.C..




AMY GOODMAN: L’ex ambasciatore cileno negli Stati Uniti.




PETER KORNBLUH: L’ex ambasciatore cileno, amico di Juan Garcés.




AMY GOODMAN: Nel 1976 …




PETER KORNBLUH: Nel millenovecento….




AMY GOODMAN: … in Embassy Row, a Washington, D.C..




PETER KORNBLUH: Esattamente. Dunque, queste nuove leggi entrate in vigore hanno facilitarono la richiesta del suo interrogatorio e arresto. E quello fu un momento di trasformazione. Fu un momento di trasformazione per i cileni. Fu un momento di trasformazione per il popolo degli Stati Uniti. Fu un momento di trasformazione per il movimento dei diritti umani, che ne trasse ispirazione. E quello che chiamiamo il precedente Pinochet o l’effetto Pinochet ha portato ora all’incriminazione di persone come Alberto Fujimori in Perù e di Rìos Montt in Guatemala e a cause in Spagna contro gli assassinii dei gesuiti in El Salvador, una vera cascata di tentativi …




AMY GOODMAN: Hissène Habrè in Senegal, l’ex dittatore del Ciad.




PETER KORNBLUH: Una vera cascata di tentativi di far chiamare i Pinochet del mondo a rispondere delle loro atrocità. Dunque non avrebbe potuto esserci un evento più importante, fondamentale nella storia recente. E, sai, voglio approfittare dell’occasione di essere nel tuo programma per affermare che Juan Garcés è un eroe, e che quello che accaduto in Spagna è stato uno sforzo eroico, eroico. E il fatto che c’è questo filo diretto da quarant’anni a questa parte, tra essere a La Moneda e poi in Spagna ed essere in grado di far rispondere Pinochet e creare un insieme molto diverso di circostanze per i dittatori del futuro è semplicemente un risultato enorme.




AARON MATE’: Peter, qual è stata la reazione del governo statunitense a questa idea della giurisdizione universale?




PETER KORNBLUH: Beh, c’è una quantità di problemi. Dopo l’arresto di Pinochet noi a Washington abbiamo approfittato per premere sull’amministrazione Clinton perché desegretasse i profondi … i profondi oscuri segreti del governo sul Cile, nell’era Pinochet, e alla fine le stesse operazioni della CIA in Cile. E l’amministrazione Clinton in effetti merita molto credito. Persone dell’amministrazione detestavano Pinochet. Alcune di esse erano state sostenitrici di Allende in gioventù. E il presidente fu convinto a una speciale declassificazione di 24.000 documenti, tra cui, alla fine, duemila documenti operativi della CIA, che altrimenti non avremmo mai visto, che registravano il ruolo degli Stati Uniti in Cile, il ruolo di Nixon e Kissinger nel minare la democrazia e appoggiare la dittatura. Dunque questa fu la reazione iniziale degli Stati Uniti.




Nel complesso gli Stati Uniti non amano il concetto di giurisdizione universale, perché non vogliono che altri paesi processino dirigenti statunitensi per atrocità commesso in giro per il mondo. E naturalmente oggi abbiamo un’intera squadra dell’amministrazione Bush che potrebbe essere facilmente processata come fu processato Pinochet.




AMY GOODMAN: Dunque in che misura ne sono colpiti quando si recano all’estero, compreso il presidente Bush, l’ex presidente Bush?




PETER KORNBLUH: Beh, voglio dire, ci sono stati certamente tentativi in Europa di interrogare George Bush, di interrogare Donald Rumsfeld. Ci sono stati … Ieri sera Juan e io eravamo con persone del Centro per i Diritti Costituzionali, Michael Ratner e altri, che hanno tentato di intentare cause contro ex dirigenti dell’amministrazione Bush per torture, per sequestri, per uccisioni, in nome della lotta al terrorismo.




AMY GOODMAN: Che cosa pensi potrebbe succedere a Henry Kissinger?




PETER KORNBLUH: Beh, Henry Kissinger ha 91 anni. E permettimi di cogliere questa occasione per dire che mentre i cinesi spingono la loro … la loro società a fare ammenda per quello che è successo quarant’anni fa, il problema è se Kissinger si farà avanti a riconoscere e a scusarsi per i crimini che lui ha appoggiato e contribuito a perpetrare in Cile. E’ l’ultimo membro sopravvissuto di quella squadra.




C’è … Kissinger e, in una certa misura, Bush sono stati quello che diciamo ‘pinochettati’. E’ un nuovo verbo del lessico del movimento dei diritti umani dalla riuscita di Garcés nell’ottenere l’arresto di Pinochet. Hanno avuto il problema, quando viaggiano all’estero: riceveranno un mandato di comparizione e saranno interrogati per i crimini che hanno appoggiato o cui hanno partecipato o che hanno istigato? E così c’è una situazione molto diversa per persone come Henry Kissinger. Non viaggia liberamente all’estero. Lui adesso … particolarmente dopo l’arresto di Pinochet nel 1998, manda emissari per assicurarsi che non ci saranno problemi. A un certo punto si è recato in Francia, nel 1999 penso, o nel 2000, e gli è stato presentato un mandato di comparizione e se n’è andato immediatamente. Doveva andare in Brasile a ricevere un grosso premio e un giudice in Brasile ha detto: “Intendo interrogarlo sull’Operazione Condor”, e Kissinger ha cancellato il viaggio. Così … e lo stesso Bush. Anche George Bush ha, in una certa misura, questo problema. Penso che la questione sia … sai, come dirà Juan Garcés, Pinochet è sembrato intoccabile per anni e anni e anni e poi, improvvisamente, non lo è stato più, grazie a un duro lavoro.




AMY GOODMAN: Juan Garcés, cosa pensi dovrebbe succedere con Henry Kissinger? [inciso di Amy Goodman sulla corretta pronuncia in catalano del cognome Garcés, omesso perché intraducibile – n.d.t.] Dunque Juan Garcés, cosa dovrebbe succedere con Henry Kissinger?




JUAN GARCES: Beh, alcune delle vittime di quei crimini di cui abbiamo parlato hanno presentato una denuncia in un tribunale distrettuale di Washington, D.C., una denuncia contro Henry Kissinger. Sfortunatamente la data non è stata quella buona. E’ stato prima dell’11 settembre 2001, così …




PETER KORNBLUH: Tredici anni fa, oggi.




JUAN GARCES: Sì, esattamente. E dunque questa denuncia non … non ebbe successo, perché il tribunale distrettuale affermò che una corte di giustizia statunitense non può esaminare le decisioni assunte da altri dirigenti del Dipartimento di Stato, anche se tali decisioni sono collegate a crimini contro l’umanità e ad azioni genocide. Tale decisione fu confermata dalla corte d’appello. La Corte Suprema non accettò di riesaminare tali decisioni. Io spero … penso che ciò sia stato molto infelice. I leader degli Stati Uniti hanno poteri straordinari. Se sono complici di crimini, o li commettono, contro l’umanità all’estero, dovrebbero essere tenuti a risponderne. Non potrebbero … non possono essere giudicati all’estero perché nessun paese, nessun tribunale al mondo osa avviare una seria causa penale contro un più alto … un alto dirigente degli Stati Uniti. E se i tribunali statunitensi affermano che in virtù della separazione dei poteri non possono indagare tali crimini, la conseguenza è l’impunità assoluta. E io penso che ciò sia inaccettabile e che sia un pericolo per tutti noi.




E in realtà stai parlando di questo caso di Pinochet … permettimi di dirti che io sto proprio seguendo la via aperta dal governo statunitense nel 1945. Quando stava per finire la seconda guerra mondiali ci furono discussioni tra i leader delle Nazioni Unite: che cosa facciamo con questi grandi criminali che hanno usato il potere del Terzo Reich per commettere crimini enormi? E poi ci fu un dibattito. Per il primo ministro britannico, Churchill, la risposta era chiarissima: li si mette al muro e ta-ta-ta, finito, li ammazzi. E’ tutto. Stalin era d’accordo. Ma non Roosevelt né il governo, il governo statunitense. Loro dissero: “No, no. Queste persone devono affrontare un tribunale in cui siano rivelati i loro crimini”: E poi ci fu il processo di Norimberga. Quello è l’inizio dell’attuale legge penale internazionale. Dunque le radici della legge internazionale attualmente sono nel pensiero strategico degli Stati Uniti riguardo al mondo dopo la seconda guerra mondiale.




AMY GOODMAN: Mentre parli della legge internazionale possono fare una digressione, un minuto, prima di parlare delle attuali elezioni in Cile, e chiederti cosa pensi della Siria? Perché ciò che oggi si afferma spesso è che si tratta della violazione di una legge che ha cent’anni sull’uso delle armi chimiche. E il presidente Obama ha tracciato questa linea rossa. Dice che l’ha tracciata la comunità internazionale nel bando all’uso delle armi chimiche. Cosa pensi dovrebbe succedere in Siria? Pensi che gli Stati Uniti dovrebbero reagire a questo anche se non è completamente … i fatti non sono chiari su chi esattamente abbia fatto questo in Siria, ma dovrebbero attaccare la Siria militarmente?




JUAN GARCES: Beh, secondo me gli Stati Uniti e il mondo affrontano oggi le conseguenze di una cattiva scelta strategica due anni fa sulla Libia. Secondo le norme legali internazionali, la Carta dell’ONU, la legittimazione all’uso della forza contro un governo sovrano in un paese indipendente viene dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E’ l’unico organo che può prendere queste decisioni. E gli Stati Uniti hanno chiesto il permesso del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per proteggere i civili nella parte orientale della Libia contro i bombardamenti del governo di Gheddafi. E il Consiglio di Sicurezza ha accolto la richiesta. Grande! E poi è stata creata una zona di esclusione per proteggere i civili.




Quello che è stato un errore, dal mio punto di vista, è stato che hanno trasformato questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza in un cambiamento di regime, accettando di utilizzare questa autorizzazione del Consiglio di Sicurezza per bombardare altre aree del Cile … della Libia e permettendo il rovesciamento del regime di Gheddafi. Allora i russi e i cinesi, stavano osservando: ‘Cosa è stato fatto dell’autorizzazione?”




AMY GOODMAN: Che avevano approvato.




JUAN GARCES: L’uso della forza … che loro … la Libia. [incomprensibile]. “Questa è l’ultima volta. Non accetteremo un’altra volta che concediamo l’autorizzazione per questo e diventa un pretesto per qualcosa che non abbiamo autorizzato.” E questa è la tragedia per il popolo siriano da due anni a questa parte, quando il Consiglio di Sicurezza è bloccato. Oggi, quello che io mi rendo conto è la proposta per risolvere la situazione in Siria è che abbiamo qui la posizione che è stata assunta dall’esecutivo statunitense, e [incomprensibile] in altri paesi sull’uso della forza fuori dall’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, la forza legittima. E mi rendo conto che alcuni governi – per esempio il governo tedesco – dicono che chi è responsabile di questi attacchi chimici dovrebbe essere dichiarato responsabile dalla Corte Penale Internazionale …




AMY GOODMAN: Cui gli Stati Uniti non hanno aderito.




JUAN GARCES: Ma il Consiglio di Sicurezza può ordinare che queste persone in Siria che hanno commesso questi crimini siano tradotte alla Corte Penale Internazionale. Questa è una soluzione legale. E certamente le possibilità diplomatiche non sono esaurite. E io considero che dopo le esperienze, i fiaschi dell’invasione dell’Iraq e la reazione all’attacco a New York … invadere un altro paese … beh, considera quello che è successo qui a New York dieci anni fa. C’è stato un attacco terroristico. Per rispondere all’attacco terroristico c’erano molti modi. La scelta è stata di invadere un paese, di usare la violenza. Qual è dieci anni dopo il numero dei terroristi, dei jihadisti, che ci sono oggi nel mondo? Dunque io penso che alla forza si dovrebbe ricorrere, ma mediante mezzi legittimi. E l’uso della forza fuori dalla legittimità della legge internazionale … gli effetti collaterali sono – in questo caso è evidente – più negativi che positivi. Questa è la mia valutazione.




AARON MATE’: Peter Kornbluh, tornando al 1973, puoi parlarci del ruolo della CIA nel fornire liste di dissidenti all’esercito cileno?




PETER KORNBLUH: Ci sono delle prove, anche se non emergono in realtà nei documenti di cui disponiamo. Sono state scoperte dal comitato del Senato guidato dal senatore Frank Church, il cosiddetto Comitato Church, che indagò l’intervento statunitense in Cile a metà degli anni ’70; prove che la CIA finanziò un particolare istituto che stava preparandosi per un colpo di stato, che in effetti compilò liste di civili e di persone appartenenti al governo di Allende di cui era necessario prendersi cura, se vogliamo dir così, nel caso di un colpo di stato. La CIA alla fine si inserì, inviò una squadra per contribuire a creare la polizia segreta cilena, la DINA. Sono appena stato in Cile e ci sono pochissimi documenti disponibili della DINA. La DINA fece scomparire i suoi archivi, proprio come fece scomparire così tante vittime.




AMY GOODMAN: Il capo della DINA è stato arrestato e incarcerato?




PETER KORNBLUH: Manuel Contreras è stato prima processato per l’assassinio di Orlando Letelier, l’ex ambasciatore cileno a Washington, e del suo collega Ronni Karpen Moffitt. E poi è stato processato in continuazione e adesso è in carcere, è da tempo in carcere, e deve scontare una condanna complessiva a più di duecento anni.




Ma stavo dicendo che la CIA in effetti inviò una squadra per contribuire a consigliare la DINA sulle infrastrutture, sulle risorse umane, sul tipo di … come condurre operazioni di spionaggio. E una delle cose che ho scoperto mentre ero in Cile, due settimane fa, è stata che esisteva in effetti un manuale in possesso della DINA su come condurre le operazioni di spionaggio e che sembra interamente tradotto da un vecchio manuale statunitense degli anni ’50. E ovviamente qualcuno ha dato alla DINA quel manuale perché lo utilizzasse. Dunque c’è una storia qui della CIA coinvolta con l’impronta cilena, sino al punto in cui Pinochet manda i suoi sicari a Washington, D.C., a commettere un atto di terrorismo internazionale. Ci avviciniamo all’11 settembre, domani. L’assassinio di Letelier con un’autobomba nel centro di Washington, D.C., fu il primo atto di terrorismo internazionale patrocinato da uno stato nella città capitale di Washington.




AMY GOODMAN: Molto rapidamente – ci resta ancora un minuto – le elezioni in corso proprio ora in Cile sono un fatto considerevole. Ci sono due donne; una, l’ex presidente, Michelle Bachelet, giusto? Due sorelle di generali. Uno può essere stato responsabile della tortura e della morte dell’altro, il padre assassinato di Michelle Bachelet. E da ragazze erano le migliori amiche, ora corrono l’una contro l’altra.




PETER KORNBLUH: Beh, sono elezioni storiche, perché ci sono due donne che si contendono la presidenza. Sono le prime in America Latina. Possono essere le prime al mondo in cui due donne sono le candidate principali per … per essere presidenti. E a motivo del loro passato, naturalmente, e a motivo della coincidenza con il quarantesimo anniversario in arrivo domani nel mezzo di queste elezioni, la storia del colpo di stato è a suo modo centrale nel dibattito sui problemi e sul problema dell’espiazione, del presentare le scuse, dell’assumere la responsabilità da parte di quelli che appoggiarono Pinochet. E’ improvvisamente diventato vantaggioso politicamente per la destra scusarsi, e Evelyn Matthei è addirittura spinta a scusarsi per suo padre, a scusarsi per la sua famiglia, per la loro partecipazione alla repressione. E questa è politicamente un’inversione di marea in Cile, in cui il paese è stato diviso. Ma oggi, davvero, è rimasto pochissimo spazio per chiunque abbia appoggiato il colpo di stato e ritenga di poter fare progressi politicamente in Cile. La popolazione è cambiata. Le commemorazioni del quarantesimo anniversario, che è domani, sono state dominanti nella stampa, nei media, negli eventi culturali. Un magnifico concerto intitolato ‘Victor sin Victor’, sulla musica di Victor Jara, ha appena avuto luogo la settimana scorsa. E’ stato magnifico e ispiratore assistervi. E in gran parte è dovuto allo sforzo dei cileni e allo sforzo della comunità mondiale di assicurarsi che il colpo di stato e le sue atrocità siano ripudiati.




AMY GOODMAN: Bene, voglio ringraziare entrambi per essere stati con noi, Peter Kornbluh e Juan Garcés. Juan Garcès, per inciso, è vincitore del premio Right Livelihood e ha partecipato a una riunione a Bonn, qualche anno fa, quando lo abbiamo intervistato, un incontro di circa 75 vincitori del premio Right Livelihood. E’ stato assegnato nel Parlamento Svedese. Juan Garcès, di nuovo, il più stretto consigliere del presidente Salvador Allende. Il presidente Allende morì nel palazzo l’11 settembre 1973, quarant’anni fa. Juan Garcés lasciò il palazzo e da allora a oggi non solo ha raccontato al mondo cosa avvenne, ma ha fatto sì che le forze che deposero Salvador Allende rispondessero delle loro responsabilità. Moltissime grazie a entrambi per essere stati con noi.




PETER KORNBLUH: E’ stato un piacere.




FONTI




http://www.democracynow.org/blog/2013/9/10/the_pinochet_file_how_us_politicians_banks_corporations_aided_chilean_coup_dictatorship




http://softarchive.pw/blogs/d3pz4i/the_pinochet_file_a_declassified_dossier_on_atrocity_and_accountability.1385282.html




http://znetitaly.altervista.org/art/12310

AGORASTREA

RACCOLTA FONDI 2018 INIZIATA. OBIETTIVO: 1400 EURO EQUIVALENTI IN BITCOIN (CIRCA 0.15 BITCOIN) ENTRO IL 08/FEBBRAIO/2018"..

PER DETTAGLI SU COME SI DONA, CLICCATE QUI
PER DETTAGLI E STORICO DONATORI 2014/2015/2016/2017 ACCEDERE QUI. (REGISTRAZIONE RICHIESTA)

ADVANCED SEARCH / RICERCA AVANZATA


(CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD) QUI .CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD


SUPPORTA AGORASTREA CON UNA DONAZIONE IN BITCOIN A QUESTO INDIRIZZO

1BwWKDMAFypQw8AvRgfyRrN3wQezWjtxia

BITCOIN DONATION ADDRESS

1BwWKDMAFypQw8AvRgfyRrN3wQezWjtxia

QUESTO SITO VIVE ESCLUSIVAMENTE GRAZIE AD UNA RACCOLTA FONDI ANNUALE.

OGNI ANNO, A FEBBRAIO, DEVONO ESSERE RACCOLTI BITCOIN PARI LA CIFRA DI 1400 EURO PER PAGARE IL SERVER DI AGORASTREA.

POTETE EFFETTUARE UNA DONAZIONE SEGUENDO LE ISTRUZIONI CHE TROVERETE CLICCANDO QUI.

POTETE CONTROLLARE IN TEMPO REALE IL SALDO (Current Balance) E LO STORICO TRANSAZIONI DEL PORTAFOGLIO (WALLET) IN BITCOIN DI "AGORASTREA" CLICCANDO QUI.

SE AVETE DUBBI O DOMANDE DA FARE RIMANIAMO A DISPOSIZIONE QUI .
DONAZIONE AGORASTREA


CHAT INTERNA AGORASTREA

INVITIAMO TUTTI COLORO HANNO A CUORE LA PROPRIA PRIVACY ONLINE, AD UTILIZZARE MASSICCIAMENTE RETROSHARE

POSIZIONI DI BARNARD SULLE DONAZIONI

AUDIO CONFERENZA

PRIVATE SOCIAL NETWORK

SITI CONSIGLIATI


PAOLOBARNARD.INFO
MOTORE DI RICERCA "DUCKDUCKGO"

"NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA." - PROGRAMMA ME-MMTDI SALVEZZA ECONOMICA PER IL PAESE

DOWNLOAD PDF

SCARICA I CONTENUTI DI AGORASTREA

ESTENSIONE PER FIREFOX
ESTENSIONE PER CHROME

BLOCCA LE PUBBLICITA' SU INTERNET

EVITA DI VISUALIZZARE LE PUBBLICITA' SU SITI CHE NON SE LO MERITANO. UTILIZZA "ADBLOCKPLUS"

(CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD) QUI .CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD