PARTECIPA AL SALVATAGGIO PEER-TO-PEER (P2P) DEI VIDEO DI AGORASTREA. INSTALLA WEBTORRENT ED AIUTACI A SALVAGUARDARE, PROTEGGERE E DIFFONDERE I NOSTRI CONTENUTI. PER DETTAGLI LEGGERE QUI http://agorastrea.dyndns.info/videos/607/operation-backup-agorastrea-2017/

ADVANCED SEARCH / RICERCA AVANZATA


GARI WEBB: LA REGOLA DEL GIOCO. IL CASO CONTRAS-NARCOS, LA CIA E LA COCAINA

323

0

About

GARI WEBB: LA REGOLA DEL GIOCO. IL CASO CONTRAS-NARCOS, LA CIA E LA COCAINA Titolo originale Kill the Messenger Paese di produzione USA Anno 2014 Durata 112 min Genere drammatico, thriller, biografico Regia Michael Cuesta Soggetto Nick Schou, Gary Webb Sceneggiatura Peter Landesman Produttore Jeremy Renner, Scott Stuber, Pamela Abdy, Naomi Despres Produttore esecutivo Don Handfield, Peter Landesman, Michael Bederman Casa di produzione Bluegrass Films The Combine Distribuzione (Italia) BiM Distribuzione Fotografia Sean Bobbitt Montaggio Brian A. Kates Musiche Nathan Johnson Scenografia John Paino Jeremy Renner: Gary Webb Rosemarie DeWitt: Susan Webb Ray Liotta: John Cullen Barry Pepper: Russell Dodson Mary Elizabeth Winstead: Anna Simons Tim Blake Nelson: Alan Fenster Paz Vega: Coral Baca Oliver Platt: Jerry Ceppos Michael Sheen: Fred Weil Richard Schiff: Walter Pincus Andy García: Norwin Meneses Robert Patrick: Ronny Quail Michael K. Williams: "Freeway" Rick Ross Lucas Hedges: Ian Webb Jena Sims: Little Hottie Joshua Close: Rich Kline Yul Vazquez: Danilo Blandon Dan Futterman: Leo Wolinsky Gil Bellows: Agente Miller Il giornalista Gary Webb pubblica un articolo in cui si dimostra la corruzione di gran parte della CIA nel traffico di droga dal Nicaragua alla California, i cui profitti servivano per armare i ribelli Contras. Le sue indagini iniziano ad essere scomode, ma nonostante gli avvertimenti di boss della droga e agenti della CIA, Webb continua ad indagare per far venire a galla la verità. Based on the True story of Journalist Gary Webb. The film takes place in the mid 1990s, when Webb uncovered the CIA's past role in importing huge amounts of cocaine into the U.S. ------------------------------------------ ------------------------------------------ «THE KILLING GAME». LA CIA E LA COCAINA.Gary Webb è stato trovato senza vita nella sua casa di Sacramento venerdì 10 dicembre 2004. Suicida a quarantanove anni, a quanto hanno subito stabilito le autorità, coroner e polizia. Ma chi era Gary Webb? Era un giornalista investigativo del Sacramento news and review, due volte vincitore del Premio Pulitzer, noto per le sue inchieste spericolate, che gli valsero le ostilità non soltanto del mondo della politica, di cui denunciava i traffici, ma anche dei giornali «mainstream», come il Washington Post, il New York Times e il Los Angeles Times. Suicida con due colpi di pistola? Il reporter californiano è stato ritrovato morto con due colpi di pistola in corpo: difficile sparare a se stessi più di un colpo, perciò una pallottola era di troppo e – secondo qualcuno – era difficile poter parlare di suicidio: tuttavia, la famiglia e i suoi amici più stretti non hanno dubbi sulle cause della morte. Il nome di Gary Webb era diventato famoso grazie ad una serie di inchieste che Webb aveva condotto nel 1996 per il San José Mercury News: tema, i rapporti tra la Cia, i «contras» nicaraguensi e il traffico di cocaina nell’area di Los Angeles. «L’alleanza oscura», questo era il nome dell’inchiesta, è quella tra il servizio segreto e i narcotrafficanti, e grazie alla quale l’intelligence statunitense era stata in grado di finanziare gli squadroni della morte in Nicaragua. Due anni dopo, le inchieste, ampliate, confluirono in un libro con lo stesso titolo. Siamo negli anni ottanta, amministrazione Reagan. L’allora presidente degli Stati uniti definiva i «contras» in Nicaragua «combattenti per la libertà», come i padri fondatori degli Stati uniti. Non è ancora tempo di «guerre infinite» e «libertà durature»: la Costituzione obbliga il presidente ad informare il Congresso circa qualunque operazione militare svolta dagli Stati uniti fuori dei confini nazionali. È il Congresso, inoltre, che ha il potere di approvare o non approvare la copertura finanziaria. E il Cogresso non è favorevole alla guerra «per procura» in Nicaragua. Come fare? I «contras» rappresentano la soluzione: qualcuno che porta avanti la guerra «autonomamente», per di più una guerra «di liberazione». A questo punto è sufficiente allestire l’addestramento degli squadroni della morte. E soprattutto rifornirli di armi. Gli articoli di Webb ricostruiscono il legame tra Cia e narcotraffico, legandolo alla spaventosa diffusione del crack, a Los Angeles, negli anni ottanta. Innanzi tutto, Webb dimostra come alcuni dei narcotrafficanti responsabili dell’epidemia di crack in California figurassero anche tra i fondatori dei «contras». In particolare, si sofferma sulla figura di Oscar Danilo Blandon, un trafficante di cocaina e informatore dell’Fbi, che aveva testimoniato: «Qualunque cosa portassimo a Los Angeles, i profitti andavano alla rivoluzione dei ‘contras», aggiungendo che il colonnello Enrique Bermudez, che aveva guidato i paramilitari contro il governo sandinista, era al corrente che i finanziamenti che gli arrivavano provenivano dal traffico di cocaina. La droga importata da Blandon veniva poi immessa sul mercato dalla «Freeway» di Ricky Donnell Ross, che pensava a rifornire tutte le gangs della città. I grandi giornali contro Gari Webb L’inchiesta di Webb suscitò grande interesse tra le comunità afroamericane di Los Angeles, particolarmente investite dal fenomeno del crack, che aveva trasformato una droga da ricchi in un «prodotto» alla portata di tutti, anche dei poveri, con conseguenze devastanti. Ne seguirono dibattiti, proteste di piazza, una richiesta di investigazione governativa. E un grande ostracismo da parte dei principali quotidiani nei confronti di Gary Webb. Anche se, a dire il vero, Webb non fu l’unico a subire questa sorte per aver tentato di parlare delle connessioni tra narcotraffico e guerra, in un quadro di guerra globale che dall’amministrazione Reagan passa per Bush padre [all’epoca vicepresidente] e che si evolverà, ai nostri giorni, nella guerra preventiva di Bush figlio. Robert Parry e Brian Barger provarono a parlare della connessione tra «contras» e narcotraffico già nell’85. Due anni più tardi Time magazine bloccò un articolo di Laurence Zuckermann che riportava prove evidenti di questa connessione, e in una conversazione privata, un caporedattore della rivista disse a Zuckermann: «Se la storia fosse stata sui sandinisti e la droga, non avresti avuto alcun problema, a fartela pubblicare». Infine, nell’89, quando il senatore Kerry rese noto un rapporto che condannava la complicità del governo Usa con i «contras» legati al narcotraffico, fu accusato dai media di essere un fanatico della teoria del complotto. Per questa sua famosissima inchiesta, che aveva alcuni punti deboli ai quali si appigliò la stampa «per bene», Webb fu messo all’indice e non riuscì più a trovare un impiego stabile in un giornale. La persecuzione dei grandi media nei suoi confronti arrivò a tal punto che il difensore civico del Washington Post, la figura che ha il compito di tutelare i diritti dei lettori, criticò la direzione del giornale per aver speso più risorse nella caccia alle lacune delle inchieste di Webb di quante non ne fossero state investite per verificare se Webb dicesse il vero. «La verità non rende liberi» La sua situazione economica era diventata, negli anni, insostenibile, e la sua casa di Sacramento era appena stata venduta perché Webb non poteva permettersi di pagare il mutuo. Prima di "suicidarsi", Webb ha lasciato sulla porta un biglietto per gli operai della ditta di traslochi venuti a portare via i suoi mobili. Era il giorno del trasloco finale. Al suo funerale, affollato di colleghi e amici, tra gli oratori funebri c’era anche Lok Lau, ex agente dell’Fbi e amico di Webb. «La verità non ti rende libero, ma solo disoccupato», ha detto davanti alle trecento persone arrivate a rendere omaggio a un giornalista indipendente nell’epoca degli «embedded». Gary Webb cominciò la propria carriera giornalistica con il Kentucky Post, per poi passare al Cleveland Plain Dealer e, nel 1988, al San José Mercury News. Nel 1990, insieme ai suoi co-redattori, ha ricevuto il premio Pulitzer per la copertura del disastroso terremoto di Loma Prieta. Nell'agosto 1996 il San José Mercury pubblicò la più famosa ricerca investigativa di Gary Webb, intitolata Dark Alliance, che conferì al giornalista notorietà su scala internazionale. Grazie a quest'inchiesta ricevette il premio di "Journalist of the year" da parte della Bay Area Society of Professional Journalists e, nel 1997, quello di "Media Hero Award" assegnatogli dal II Congresso Annuale Media & Democracy. Nel 1999 l'inchiesta Dark Alliance sarà pubblicata anche come libro, con l'aggiunta di molte nuove citazioni di fonti. Nel frattempo, nel dicembre 1997 Webb aveva lasciato il San José Mercury News in polemica con il sottomansionamento cui era stato destinato dalla direzione. Non di meno, il premio Pulitzer non riuscì più a trovare impieghi presso grandi giornali. Abbandonato dalla moglie e depresso, il 10 dicembre 2004 Gary Webb fu trovato morto, con due colpi di fucile alla testa. Le autorità hanno classificato la sua morte come "suicidio", ma permangono diversi dubbi. Infatti, è estremamente improbabile che un suicida riesca a spararsi una seconda volta dopo essersi già colpito alla testa; inoltre, pochi giorni prima di morire aveva confessato ad alcuni amici d'aver ricevuto minacce di morte e d'essere convinto di venire pedinato. Nella sua inchiesta Dark Alliance Gary Webb sostiene che il traffico di droga a Los Angeles, negli anni ottanta, fu gestito da nicaraguensi che destinavano i proventi al finanziamento dei Contras, movimento contro-insurrezionale del paese centroamericano sostenuto dagli USA. Secondo la documentazione presentata da Webb, tale manovra illecita fu condotta con la piena acquiescenza del governo federale e della CIA, che anzi ostacolarono le indagini della DEA.

Share

Share

Add To

You must login to add videos to your playlists.

Comments (1)

or Register to post comments.

oseido 05/04/2016

GARI WEBB: LA REGOLA DEL GIOCO. IL CASO CONTRAS-NARCOS, LA CIA E LA COCAINA.GARI WEBB: LA REGOLA DEL GIOCO. IL CASO CONTRAS-NARCOS, LA CIA E LA COCAINA.


Titolo originale: Kill the Messenger
Paese di produzione USA
Anno 2014
Durata 112 min
Genere drammatico, thriller, biografico
Regia Michael Cuesta
Soggetto Nick Schou, Gary Webb
Sceneggiatura Peter Landesman
Produttore Jeremy Renner, Scott Stuber, Pamela Abdy, Naomi Despres
Produttore esecutivo Don Handfield, Peter Landesman, Michael Bederman
Casa di produzione Bluegrass Films The Combine
Distribuzione (Italia) BiM Distribuzione
Fotografia Sean Bobbitt
Montaggio Brian A. Kates
Musiche Nathan Johnson
Scenografia John Paino
Jeremy Renner: Gary Webb
Rosemarie DeWitt: Susan Webb
Ray Liotta: John Cullen
Barry Pepper: Russell Dodson
Mary Elizabeth Winstead: Anna Simons
Tim Blake Nelson: Alan Fenster
Paz Vega: Coral Baca
Oliver Platt: Jerry Ceppos
Michael Sheen: Fred Weil
Richard Schiff: Walter Pincus
Andy García: Norwin Meneses
Robert Patrick: Ronny Quail
Michael K. Williams: "Freeway" Rick Ross
Lucas Hedges: Ian Webb
Jena Sims: Little Hottie
Joshua Close: Rich Kline
Yul Vazquez: Danilo Blandon
Dan Futterman: Leo Wolinsky
Gil Bellows: Agente Miller


Il giornalista Gary Webb pubblica un articolo in cui si dimostra la corruzione di gran parte della CIA nel traffico di droga dal Nicaragua alla California, i cui profitti servivano per armare i ribelli Contras. Le sue indagini iniziano ad essere scomode, ma nonostante gli avvertimenti di boss della droga e agenti della CIA, Webb continua ad indagare per far venire a galla la verità. Based on the True story of Journalist Gary Webb. The film takes place in the mid 1990s, when Webb uncovered the CIA's past role in importing huge amounts of cocaine into the U.S.


«THE KILLING GAME». LA CIA E LA COCAINA.


Gary Webb è stato trovato senza vita nella sua casa di Sacramento venerdì 10 dicembre 2004. Suicida a quarantanove anni, a quanto hanno subito stabilito le autorità, coroner e polizia. Ma chi era Gary Webb? Era un giornalista investigativo del Sacramento news and review, due volte vincitore del Premio Pulitzer, noto per le sue inchieste spericolate, che gli valsero le ostilità non soltanto del mondo della politica, di cui denunciava i traffici, ma anche dei giornali «mainstream», come il Washington Post, il New York Times e il Los Angeles Times.


Suicida con due colpi di pistola? Il reporter californiano è stato ritrovato morto con due colpi di pistola in corpo: difficile sparare a se stessi più di un colpo, perciò una pallottola era di troppo e – secondo qualcuno – era difficile poter parlare di suicidio: tuttavia, la famiglia e i suoi amici più stretti non hanno dubbi sulle cause della morte.


Il nome di Gary Webb era diventato famoso grazie ad una serie di inchieste che Webb aveva condotto nel 1996 per il San José Mercury News: tema, i rapporti tra la Cia, i «contras» nicaraguensi e il traffico di cocaina nell’area di Los Angeles. «L’alleanza oscura», questo era il nome dell’inchiesta, è quella tra il servizio segreto e i narcotrafficanti, e grazie alla quale l’intelligence statunitense era stata in grado di finanziare gli squadroni della morte in Nicaragua. Due anni dopo, le inchieste, ampliate, confluirono in un libro con lo stesso titolo. Siamo negli anni ottanta, amministrazione Reagan.


L’allora presidente degli Stati uniti definiva i «contras» in Nicaragua «combattenti per la libertà», come i padri fondatori degli Stati uniti. Non è ancora tempo di «guerre infinite» e «libertà durature»: la Costituzione obbliga il presidente ad informare il Congresso circa qualunque operazione militare svolta dagli Stati uniti fuori dei confini nazionali. È il Congresso, inoltre, che ha il potere di approvare o non approvare la copertura finanziaria. E il Cogresso non è favorevole alla guerra «per procura» in Nicaragua. Come fare? I «contras» rappresentano la soluzione: qualcuno che porta avanti la guerra «autonomamente», per di più una guerra «di liberazione». A questo punto è sufficiente allestire l’addestramento degli squadroni della morte.


E soprattutto rifornirli di armi. Gli articoli di Webb ricostruiscono il legame tra Cia e narcotraffico, legandolo alla spaventosa diffusione del crack, a Los Angeles, negli anni ottanta. Innanzi tutto, Webb dimostra come alcuni dei narcotrafficanti responsabili dell’epidemia di crack in California figurassero anche tra i fondatori dei «contras». In particolare, si sofferma sulla figura di Oscar Danilo Blandon, un trafficante di cocaina e informatore dell’Fbi, che aveva testimoniato: «Qualunque cosa portassimo a Los Angeles, i profitti andavano alla rivoluzione dei ‘contras», aggiungendo che il colonnello Enrique Bermudez, che aveva guidato i paramilitari contro il governo sandinista, era al corrente che i finanziamenti che gli arrivavano provenivano dal traffico di cocaina.


La droga importata da Blandon veniva poi immessa sul mercato dalla «Freeway» di Ricky Donnell Ross, che pensava a rifornire tutte le gangs della città. I grandi giornali contro Gari Webb L’inchiesta di Webb suscitò grande interesse tra le comunità afroamericane di Los Angeles, particolarmente investite dal fenomeno del crack, che aveva trasformato una droga da ricchi in un «prodotto» alla portata di tutti, anche dei poveri, con conseguenze devastanti. Ne seguirono dibattiti, proteste di piazza, una richiesta di investigazione governativa. E un grande ostracismo da parte dei principali quotidiani nei confronti di Gary Webb. Anche se, a dire il vero, Webb non fu l’unico a subire questa sorte per aver tentato di parlare delle connessioni tra narcotraffico e guerra, in un quadro di guerra globale che dall’amministrazione Reagan passa per Bush padre [all’epoca vicepresidente] e che si evolverà, ai nostri giorni, nella guerra preventiva di Bush figlio.


Robert Parry e Brian Barger provarono a parlare della connessione tra «contras» e narcotraffico già nell’85. Due anni più tardi Time magazine bloccò un articolo di Laurence Zuckermann che riportava prove evidenti di questa connessione, e in una conversazione privata, un caporedattore della rivista disse a Zuckermann: «Se la storia fosse stata sui sandinisti e la droga, non avresti avuto alcun problema, a fartela pubblicare». Infine, nell’89, quando il senatore Kerry rese noto un rapporto che condannava la complicità del governo Usa con i «contras» legati al narcotraffico, fu accusato dai media di essere un fanatico della teoria del complotto.


Per questa sua famosissima inchiesta, che aveva alcuni punti deboli ai quali si appigliò la stampa «per bene», Webb fu messo all’indice e non riuscì più a trovare un impiego stabile in un giornale. La persecuzione dei grandi media nei suoi confronti arrivò a tal punto che il difensore civico del Washington Post, la figura che ha il compito di tutelare i diritti dei lettori, criticò la direzione del giornale per aver speso più risorse nella caccia alle lacune delle inchieste di Webb di quante non ne fossero state investite per verificare se Webb dicesse il vero. «La verità non rende liberi» La sua situazione economica era diventata, negli anni, insostenibile, e la sua casa di Sacramento era appena stata venduta perché Webb non poteva permettersi di pagare il mutuo.


Prima di "suicidarsi", Webb ha lasciato sulla porta un biglietto per gli operai della ditta di traslochi venuti a portare via i suoi mobili. Era il giorno del trasloco finale. Al suo funerale, affollato di colleghi e amici, tra gli oratori funebri c’era anche Lok Lau, ex agente dell’Fbi e amico di Webb. «La verità non ti rende libero, ma solo disoccupato», ha detto davanti alle trecento persone arrivate a rendere omaggio a un giornalista indipendente nell’epoca degli «embedded». Gary Webb cominciò la propria carriera giornalistica con il Kentucky Post, per poi passare al Cleveland Plain Dealer e, nel 1988, al San José Mercury News.


Nel 1990, insieme ai suoi co-redattori, ha ricevuto il premio Pulitzer per la copertura del disastroso terremoto di Loma Prieta. Nell'agosto 1996 il San José Mercury pubblicò la più famosa ricerca investigativa di Gary Webb, intitolata Dark Alliance, che conferì al giornalista notorietà su scala internazionale. Grazie a quest'inchiesta ricevette il premio di "Journalist of the year" da parte della Bay Area Society of Professional Journalists e, nel 1997, quello di "Media Hero Award" assegnatogli dal II Congresso Annuale Media & Democracy.


Nel 1999 l'inchiesta Dark Alliance sarà pubblicata anche come libro, con l'aggiunta di molte nuove citazioni di fonti. Nel frattempo, nel dicembre 1997 Webb aveva lasciato il San José Mercury News in polemica con il sottomansionamento cui era stato destinato dalla direzione. Non di meno, il premio Pulitzer non riuscì più a trovare impieghi presso grandi giornali. Abbandonato dalla moglie e depresso, il 10 dicembre 2004 Gary Webb fu trovato morto, con due colpi di fucile alla testa. Le autorità hanno classificato la sua morte come "suicidio", ma permangono diversi dubbi.


Infatti, è estremamente improbabile che un suicida riesca a spararsi una seconda volta dopo essersi già colpito alla testa; inoltre, pochi giorni prima di morire aveva confessato ad alcuni amici d'aver ricevuto minacce di morte e d'essere convinto di venire pedinato. Nella sua inchiesta Dark Alliance Gary Webb sostiene che il traffico di droga a Los Angeles, negli anni ottanta, fu gestito da nicaraguensi che destinavano i proventi al finanziamento dei Contras, movimento contro-insurrezionale del paese centroamericano sostenuto dagli USA.


Secondo la documentazione presentata da Webb, tale manovra illecita fu condotta con la piena acquiescenza del governo federale e della CIA, che anzi ostacolarono le indagini della DEA.

AGORASTREA

RACCOLTA FONDI 2017 TERMINATA. OBIETTIVO RAGGIUNTO. 15/GENNAIO/2017"..

RACCOLTA FONDI 2016/2017 TERMINATA POSITIVAMENTE
PER DETTAGLI E STORICO DONATORI ACCEDERE QUI. (REGISTRAZIONE RICHIESTA)

ADVANCED SEARCH / RICERCA AVANZATA


(CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD) QUI .CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD


SUPPORTA AGORASTREA CON UNA DONAZIONE IN BITCOIN A QUESTO INDIRIZZO

1BwWKDMAFypQw8AvRgfyRrN3wQezWjtxia

BITCOIN DONATION ADDRESS

1BwWKDMAFypQw8AvRgfyRrN3wQezWjtxia

QUESTO SITO VIVE ESCLUSIVAMENTE GRAZIE AD UNA RACCOLTA FONDI ANNUALE.

OGNI ANNO, A GENNAIO, DEVONO ESSERE RACCOLTI BITCOIN PARI LA CIFRA DI 1200 EURO PER PAGARE IL SERVER DI AGORASTREA.

POTETE EFFETTUARE UNA DONAZIONE SEGUENDO LE ISTRUZIONI CHE TROVERETE CLICCANDO QUI.

POTETE CONTROLLARE IN TEMPO REALE IL SALDO (Current Balance) E LO STORICO TRANSAZIONI DEL PORTAFOGLIO (WALLET) IN BITCOIN DI "AGORASTREA" CLICCANDO QUI.

SE AVETE DUBBI O DOMANDE DA FARE RIMANIAMO A DISPOSIZIONE QUI .
DONAZIONE AGORASTREA


POSIZIONI DI BARNARD SULLE DONAZIONI

AUDIO CONFERENZA

SOCIAL NETWORK

SITI CONSIGLIATI


PAOLOBARNARD.INFO
MOTORE DI RICERCA "DUCKDUCKGO"

"NON ERAVAMO I PIIGS. TORNEREMO ITALIA." - PROGRAMMA ME-MMTDI SALVEZZA ECONOMICA PER IL PAESE

DOWNLOAD PDF

SCARICA I CONTENUTI DI AGORASTREA

ESTENSIONE PER FIREFOX
ESTENSIONE PER CHROME

BLOCCA LE PUBBLICITA' SU INTERNET

EVITA DI VISUALIZZARE LE PUBBLICITA' SU SITI CHE NON SE LO MERITANO. UTILIZZA "ADBLOCKPLUS"

(CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD) QUI .CANALE AGORASTREA DI P. BARNARD