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PESTEXIT. L'ECATOMBE PROVOCATA DAI PESTICIDI PETROLCHIMICO-FARMACEUTICI

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oseido

By: oseido

Date Uploaded: 04/22/2017

Tags: Agernova   Giuseppe Altieri   Mangia Come Parli   Agricoltura Biologica   Pesticidi   Morte   petrolchimica Farmaceutica  

PESTEXIT. L'ECATOMBE PROVOCATA DAI PESTICIDI PETROLCHIMICO-FARMACEUTICI ------------------------------------------------- PESTEXIT: Pesticidi, i nostri bambini in pericolo! ------------------------------------------------- L'Associazione PAN Italia (Pesticides Action Network), propone le esperienze di un gruppo di reporter Francesi sui pericoli prodotti da tutti i pesticidi di sintesi, sui conflitti d' interesse delle grandi Case Chimico-Farmaceutiche e sulle responsabilità della politica. Dalle stesse Case Chimico-Farmaceutiche vengono prodotti micidiali pesticidi (insetticidi, fungicidi, erbicidi, etc) ed anche i principi attivi per i farmaci per curare (?) le terribili malattie acute e croniche dagli stessi causate ...! Durata 28’ 34” – 25 marzo 2017 - pubblicato il 2 Aprile 2017 FONTE https://www.youtube.com/watch?v=LJKb4-bSySw ------------------------------------------------------------ FONTE DOCUMENTARIO ORIGINALE Cash Investigation Pesticides et leurs dangers pour la santé https://www.youtube.com/watch?v=QFMqmZn3u4I ------------------------------------------------------------ Pesticidi ovunque… Ogni giorno i nostri bambini, attraverso l'aria, l'acqua, l'alimentazione possono essere esposti a una media di 130 residui chimici di Pesticidi …bombe a scoppio ritardato con costi sociali immensi l'analisi dei capelli dei bambini conferma i dati drammatici sui pesticidi presenti nel loro corpo: fino a 44 pesticidi ritrovati in Francia con malformazioni neonatali, e danni cerebrali sempre più diffusi. Mentre nelle scuole aumentano gli insegnanti di sostegno per i bambini malati… Azioni collettive dei cittadini in tutto il mondo la Syngenta condannata a risarcire decine di città californiane per i danni da Pesticidi Monsanto condannata per pubblicità ingannevole in francia Bayer produce medicinali chimici per curare malattie e vende pesticidi in grado di creare le stesse malattie… In Svizzera si voterà a breve per l'eliminazione di tutti i Pesticidi dall'agricoltura e per il divieto di residui chimici negli alimenti importati L'Italia impiega oltre 150.000 tonnellate di pesticidi, il 40% circa di tutto il consumo europeo… e raggiunge nel 2011 il record mondiale dei tumori infantili con una perdita di aspettativa di vita sana di almeno 8 anni negli ultimi 15 anni…. Un programma di sterminio di massa che va avanti da 70 anni… Pesticidi inutili in quanto sostituibili con tecniche biologiche che non si sviluppano solo per volontà "politico-criminali" che lavorano nella penombra. Mentre l'europa garantisce in forma obbligatoria e prioritario agli agricoltori biologici il pagamento agroambientale corrispondente a tutti i mancati ricavi, maggiori costi, più un 20% per le burocrazie di transazione e un 30% per le azioni collettive territoriali di più agricoltori, tali fondi finiscono nelle tasche di chi acquista pesticidi, attraverso una falsa agricoltura Integrata... Un filmato da vedere e far circolare https://www.youtube.com/watch?v=LJKb4-bSySw --------------------- Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG) tel 075-8947433, Cell 347-4259872 P. IVA 02322010543 Email: agernova@libero.it http://www.agernova.it COMUNICATO STAMPA AGERNOVA I pesticidi usati in Europa sono circa 300. Nella biosfera vengono immesse circa 4-5 milioni di tonnellate di pesticidi e il giro di affari che li riguarda, ammonta a oltre 15 miliardi di Euro. Soltanto in Italia, ogni anno se ne impiegano 175.000 tonnellate, circa 3 kg a testa, oltre il 30% di tutto il consumo europeo, sotto la spinta sempre più aggressiva di una miriade di venditori di Pesticidi e Consorzi Agrari, senza un'assistenza tecnica indipendente ne una prescrizione (ricetta) da parte di un esperto abilitato, come previsto dalle norme di legge (Atto fitoiatrico di un Consulente fitosanitario). Nonostante dal 1 gennaio 2014 sia obbligatoria l'Agricoltura Integrata su tutto il territoiro nazionale, ai sensi del D. lgsl n 150 del 14 agosto 2012 "Uso sostenibile degli Agrofarmaci", i Disciplinari di Agricoltura Integrata in Italia non prevedono l'impiego obbligatorio e prioritario di tutte le tecniche sostitutive dei prodotti chimici di sintesi (Agrofarmaci Biologici, Insetti utili, mezzi meccanici per il controllo delle erbe infestanti, ecc.), regolarmente registrate al commercio, ovvero reputate efficaci contro le diverse Avversità delle coltivazioni. Priorità prevista dalla Decisione CE del 30-12-1996 - All. 1 Norme OILB, Decisione "obbligatoria e immediatamente applicativa" ...di ben 20 anni fa !!! In tal modo, negli ultimi 20 anni, miliardi di € erogati attraverso i Pagamenti Agroambientali, risorse destinate prioritariamente alla riconversione biologica dell'Agricoltura, sono stati distratti dalle Regioni (in maniera illegittima dal 1996, vista la falsificazione dei disciplinari di difesa integrata) verso agricoltori che hanno usato sempre più pesticidi e disseccanti chimici di sintesi. Con netto peggioramento Ambientale, evidenziatosi nel crescente inquinamento delle acque, erosione, alluvioni e dissesto idrogeologico (per la distruzione dell'Humus e conseguente mancanza di trattenimento delle acque a monte) e Sanitario (incremento drammatico delle Patologie degenerative e mortali nel nostro paese, con crollo dell'Aspettativa di vita sana negli ultimi 10 anni e record mondiale dei tumori dell'Infanzia (dati Eurostat - OMS). Oltre all'incremento continuo delle Patologie delle Piante per mancanza di assistenza tecnica adeguata e, spesso, per inefficacia dei prodotti chimici stessi. Un "Disastro Agroambientale" sostenuto dai fondi europei che erano stanziati per l'esatto opposto. Ed avrebbero dovuto e potuto risolvere il problemi derivanti dall'enorme abuso di Pesticidi nel nostro paese, che incidono pesantemente sul Bilancio dello Stato, laddove la spesa "sanitaria" (per malattie, ndr) rappresenta oltre l'80% dei Bilanci regionali !!! 150 miliardi di € ogni anno si spendono per le terapie di malattie degenerative che potrebbero essere "curate con l'Alimentazione Biologica". Cui si sommano almeno 10 miliardi all'anno di costi sociali per il dissesto idrogeologico causato dalla distruzione dell'humus dei terreni che non trattengono più l'acqua, a causa di Concimi chimici e Disseccanti.. Bastano 7 miliardi di € per compensare gli agricoltori dei mancati ricavi, maggiori costi, più un 20% per le burocrazie e il 30% per i benefici dovuti alle azioni collettive, come prevedono le norme europee sui Pagamenti Agroambientali... e riconvertire tutta l'Italia alla Coltivazione Biologica Europa che ci mette a disposizione 70 miliardi di € di contributi agricoli dal 2015 al 2020 !!! (12 miliardi di € all'anno...) I soldi ci sono per tutti. Anche per le assicurazioni agevolate verso le malattie delle piante, con rimborso del 65% della polizza, se si dimostra un beneficio ambientale, con l'Agricoltura Biologica. E con pochi € /ha gli agricoltori sarebbero molto più tranquilli nel passaggio all'Agricltura Biologica Ma qualcuno vuol continuare a regalarli a chi acquista pesticidi e disseccanti arancio. Mentre i Sindacati agricoli che concertano le politiche regionali e nazionali rimangono in conflitto di interessi essendo, partecipi alle società di gestione dei Consorzi Agrari che vendono Pesticidi chimici... Invece di aumentare i loro fatturati vendendo prodotti per l'agricoltura biologica, sostenuti dai Pagamenti Agroambientali europei, passando così "dal conflitto alla convergenza di interessi", per il bene di tutti, in primis degli agricoltori. E' necessaria un'azione decisa della Corte dei Conti, per il recupero delle somme economiche percepite illegittimamente con individuazione dei responsabili di tale abuso di poteri pubblici. E alla Corte di Giustizia nei confronti della Commissione UE e delle Regioni Dal 2014 vanno immediatamente interrotti i Pagamenti Agro-climatico-ambientali regionali per l'Agricoltura Integrata, in quanto obbligo di Legge e non più impegno facoltativo agroambientale degli agricoltori. Ma, purtroppo, inserita arbitrariamente tra le sotto misure Agro-climatico-ambientali finanziate dalle regioni italiane. In Italia si sono inventati due livelli di Agricoltura Integrata, quanto le norme di difesa delle coltivazioni ne prevedono una sola... I Pesticidi sono molto pericolosi per la salute e rappresentano le principali "concause aggravanti" dell'enorme sviluppo delle patologie degenerative nel nostro cosiddetto "Bel Paese" le cui terre sempre più spesso sono colorate di arancio per l'abuso di Disseccanti che distruggono la fertilità dei terreni e l'Humus che trattiene l'acqua, predisponendo il territorio al dissesto idrogeologico e alle drammatiche alluvioni, sempre più frequenti. Che ci costano almeno 10 miliardi di € all'anno... In Italia non è ancora stata stabilita nemmeno la soglia massima ammessa della somma dei diversi residui dei cosiddetti "Agrofarmaci chimici di sintesi", nonostante un referendum tenutosi nel 1992. Benché esista un’imponente bibliografia scientifica internazionale, ed emergano continuamente nuovi dati sull’impatto negativo che tali prodotti possono comportare per la salute e per l’ambiente, l’argomento viene ancora poco considerato dai media, ed è troppo spesso ignorato anche da coloro che, per motivi professionali, sono frequentemente a contatto con le varie specie di pesticidi. Martedi 9 dicembre - Radio Rai Uno "La Radio ne parla", ore 11 - 11,30, sull'abuso drammatico di pesticidi in Italia. “Ospite in diretta il Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo Link della registrazione: Maggiori informazioni… --------------------- ARTICOLO TECNICO-GIURIDICO Pesticidi in Italia: Recuperare 20 anni di ritardo... Per una Magistatura Agroecologia contro l'uso illegittimo di Pesticidi ed OGM in Italia e in Europa. Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo Relazione Presentata alle VIII Giornate Mediche per l'Ambiente - ISDE "Agricoltura e Salute: il caso pesticidi" - Arezzo 24-25 Ottobre 2014 -------------- Premessa Di seguito si illustrano le principali linee guida di ingegneria forense per le azioni istituzionali, giuridico-legali e sociali,a tutela dei diritti inviolabili alla Salute (Art. 32 Costituzione), all'Ambiente salubre (Art. 9) e alla conservazione della Fertilità dei terreni (e degli esseri Umani) per le generazioni future (Art. 44) A breve è necessario presentare un dossier di richieste in materia, con diffide alle istituzioni competenti, coinvolgendo i portatori di interesse, agricoltori in primis, che continuano ad essere danneggiati nella loro salute dall'uso di pesticidi, oggi per lo più inutili, oltrechè principali "concause aggravanti" di innumerevoli malattie degenerative e causa di dissesto idrogeologico ed alluvioni, per la distruzione dell'humus che trattiene l'acqua nei terreni, delle siepi e alberature, della fertilità dei suoli. Si fa appello ai sindaci per il divieto d'uso di pesticidi sul proprio comune, attivando i Territori Biologici, Biodistretti che godono di enormi sostegni comunitari agroambientali anche attraverso i GAL. E al Ministero della Sanita e alla Magistratura, per stabilire l'obiettivo di assenza e, intanto, la definizione delle sommatorie massime ammesse dei diversi residui chimici negli alimenti, che tengano contro delle categorie più deboli e del principio di precauzione. I produttori Biologici possono inoltre far valere il loro diritto a non essere contaminati da Pesticidi chimici provenienti dalla deriva dei vicini (tolleranza zero), i quali in caso di impiego di sostanze pericolose devono mantenersi almeno 150 metri all'interno delle proprietà (sperimentando la conduzione biologica delle coltivazioni nelle zone di confine, tra l'altro ben sovvenzionata dai Pagamenti Agroambientali europei che coprono tutti i mancati ricavi e maggiori costi. E' necessario organizzare inoltre un'associazione "vittime dei pesticidi", per le necessarie azioni legali nei confronti delle multinazionali sul modello della Vertenza Amianto, per i danni alla salute ambientale dimostrati, arrecati dai Pesticidi chimici sintetici Si rimane a disposizione delle Istituzioni, per la partecipazione in qualità di consulente esperto nelle tecniche sostitutive dei mezzi chimici di sintesi, per le commissioni Ministeriali/Regionali/Europee preposte alle definizioni dei corretti recepimenti in materia Agroambientale e di Impiego prioritario dei Mezzi di Difesa Biologici "Integrati" tra loro (e non nella chimica, ndr), al fine di sostituire le sostanze chimiche di sintesi (ai sensi del D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150), le quali vanno bandite dal commercio in caso di disponibilità tecniche sostitutive regolarmente registrate al commercio, ovvero sottoposte a prove di efficacia, sulla base del principio di precauzione Europeo e della tutela Costituzionale della Salute e dell'Ambiente. Sintesi - Recepimento della nuova direttiva europea sull'uso sostenibile degli agrofarmaci (D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150) e disciplina dell'Agricoltura Integrata obbligatoria, sua controllabilità e verificabilità - Distrazione dolosa delle enormi risorse europee per i Pagamenti Agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali verso una "falsa agricoltura integrata" e inadeguati Pagamenti per l'Agricoltura Biologica - Diritto alla deriva zero di Pesticidi e problematiche connesse ai Residui negli alimenti e nelle acque - Abusi di professione in campo fitoiatrico - Assicurazioni agevolate a beneficio Ambientale e sanitario in campo fitoiatrico: un'opportunità da non perdere per la riconversione biologica del'agricoltura - La tutela delle vittime di malattie epigenetiche di cui i Pesticidi sono concause aggravanti, sul modello della vertenza per l'Amianto. - Conflitti di interesse da risolvere ...per una convergenza di interessi ------------------------- - Recepimento della nuova direttiva europea sull'uso sostenibile degli agrofarmaci (D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150) e disciplina dell'Agricoltura Integrata obbligatoria, sua controllabilità e verificabilità La nuova Direttiva europea e il recepimento nazionale sull'Uso Sostenibile degli Agrofarmaci (D. lgsl. 150 del 14 agosto 2012) prevedono lo sviluppo prioritario dell'Agricoltura Biologica e l'obbligatorietà della Produzione integrata su tutto il territorio Nazionale ed Europeo dal 1 gennaio 2014, ovvero l'impiego prioritario ed "integrato" di tutti i mezzi tecnici biologici, alternativi ai Pesticidi chimici di sintesi, disponibili e regolarmente registrati al commercio, ovvero sottoposti alle prove preliminari di efficacia sufficiente a garantire produzioni economiche contro le avversità delle coltivazioni agricole. Pertanto, le tecniche biologiche registrate in commercio devono essere impiegate obbligatoriamente e in forma prioritaria all'interno delle linee guida nazionali del PAN per l'uso sostenibile degli Agrofarmaci, in osservanza del principio di precauzione e dei diritti costituzionali inviolabili alla salute e ambiente salubre, trattandosi di prodotti non pericolosi per la salute e l'ambiente, ovvero di mezzi tecnici autorizzati nell'Agricoltura Biologica. L'agricoltura integrata, definita dalle norme OILB allegate alla decisione CE, vincolante, del 30-12-1996, (di 16 anni fa, ndr) e presentate al Convegno COLIBRI-OILB del Marzo 1996 a Bologna, prevede chiaramente l'impiego prioritario obbligatorio di tutti i mezzi tecnici biologici, prima dell'eventuale autorizzazione all'uso di prodotti chimici di sintesi, prescritta da un tecnico abilitato e adeguatamente formato, come previsto dalla nuova direttiva sull'Uso Sostenibile dei Pesticidi. Tecnico che non dev'essere dipendente dei commercianti di Pesticidi, bensi libero professionista che non operi per interesse. Dal 2015 solo i tecnici professionisti abilitati potranno “prescrivere” pesticidi chimici (come i medici per i farmaci). Gli ordini professionali degli Agronomi, Periti Agrari ed Agrotecnici hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, contro la vendita di Pesticidi senza prescrizione (ai sensi della relativa Circolare MIPAAF sull' Atto fitoiatrico, del 2010). Le commissioni che definiscono le linee guida del PAN e dei Disciplinari di Produzione Integrata devono consultare gli esperti Agroecologi di comprovato curriculuum sulle tecniche alternative ai Pesticidi chimici. Essendo obbligatoria, non è più possibile erogare fondi europei agroambientali come Pagamenti per chi attua l'agricoltura integrata, essendo tali fondi (molti miliardi di €) destinati ad impegni facoltativi aggiuntivi agli obblighi di legge, ovvero all'Agricoltura Biologica e alle Misure Agro-climatiche aggiuntive, quali Inerbimenti controllati, Siepi, colture da sovesci, consociazioni colturali e sistemazioni dei tereni, incremento dell'Humus, ecc). - Distrazione dolosa delle enormi risorse europee per i Pagamenti Agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali verso una "falsa agricoltura integrata" e inadeguati Pagamenti per l'Agricoltura Biologica Dobbiamo agire immediatamente sulle Regioni le quali stanno per approvare (entro il 2015) i nuovi Piani di sviluppo rurale per il 2014-2020, laddove abbiamo a disposizione per l'Italia enormi risorse economiche (20 Miliardi di € dei PSR che si aggiungono a 50-60 miliardi della PAC) sufficienti a riconvertire tutta l'agricoltura alla Produzione Biologica, in primis attraverso i Pagamenti Agroambientali europei per le aziende agricole biologiche, obbligatori e prioritari. Il corretto recepimento dei Regolamenti Europei prevede per gli agricoltori biologici la compensazione delle mancate produzioni (riconosciuto il 30-40% di calo di rese), dei maggiori costi, più un 20% per le burocrazie del sistema di certificazione biologica e un 30% per le azioni collettive ad immensi benefici territoriali. Oltre a ciò, i PSR Regionali prevedono il rimborso delle spese di certificazione biologica, l’assistenza tecnica, i programmi di innovazione agroeco-biologica e la promozione commerciale dei prodotti alimentari Bio-Italiani. . Purtroppo, invece, ancora oggi tali risorse vengono destinate, illegittimamente, ad agricoltori che acquistano pesticidi in gran quantità, attraverso il sostegno dell'Agricoltura cosiddetta "Integrata", o peggio definita "conservativa" (a base di enormi dosi di Disseccanti chimici totali), senza rispettare gli obblighi di impiego prioritario delle tecniche sostitutive dei prodotti chimici sintetici, non previsto nei disciplinari di riferimento, con i quali si stanno "distraendo" enormi risorse agroambientali, europee e nazionali, per una "falsa agricoltura integrata". Trattasi in realtà di una semplice lotta chimica "guidata" (...dalle Multinazionali) con danno doloso alla salute pubblica e all'ambiente, per il conseguente continuo aumento delle vendite di Pesticidi Chimici realizzatasi in Italia, a differenza di quanto accaduto in altri paesi europei. Una truffa comunitaria pesantissima a danno della nostra salute e di quella degli agricoltori in primis, attuata con i soldi delle nostre tasse, altresi destinati al Biologico. Anzi, le regioni intenderebbero continuare a utilizzare fondi agroambientali per l'agricoltura integrata, o cosiddetta "conservativa", nonostante su ciò si sia chiaramente espressa la Corte dei Conti UE giò nel 2005 (Rel. n. 3/2005) e nel 2011 (Rel. n.7/2011), chiedendo di evitare lo sperpero di risorse per presunte e incontrollabili "riduzioni di Inputs" chimici, nel periodo 2007-2013. Ma solo poche regioni hanno seguito le indicazioni della Corte dei Conti, mentre la maggior parte ha continuato a "Sovvenzionare l'acquisto dei pesticidi chimici" con i fondi europei destinati alla loro drastica riduzione !!! Mentre i Pagamenti per l'agricoltura Biologica sono stati arbitrariamente sotto-commisurati rispetto ai valori previsti dalle norme UE. Una vera e propria truffa comunitaria, su cui sono in corso ricorsi amministrativi ai TAR e sarebbe il caso di aprire vertenze penali, anche per le drammatiche conseguenze sulla salute umana in Italia, avendo raggiunto nel nostro paese il record mondiale dei tumori infantili ed avendo perso almeno 10 anni di vita media sana dal 2004 ad oggi, con un boom delle malattie degenerative epi-genetiche, le cui principali concause sono rappresentate appunto dai residui chimici di pesticidi e disseccanti negli alimenti. La presunta agricoltura integrata non è conforme alle norme, in quanto trattasi di un semplice elenco di pesticidi chimici ammessi ed in quantità enormi, laddove i mezzi biologici sono solo facoltativi e non obbligatori. E non risulta nè controllabile nè verificabile, dal momento che non si può stabilire il numero di trattamenti effettivamente eseguiti dagli agricoltori, ne le dosi di impiego, essendo possibile acquistare agrofarmaci chimici di sintesi a scontrino, e/o senza alcuna prescrizione tecnica obbligatoria (Ricettario). Inoltre, negli attuali disciplinari di agricoltura integrata è previsto l'impiego di pesticidi chimici di sintesi in quantità e qualità molto superiore ai normali interventi fitosanitari effettuati nell'agricoltura convenzionale. Non si comprende come possano essere state approvate ed erogate dalla Commissione Europea, Diretta dal Dr. Peters e coordinata dal Dr. Colleluori, risorse agroambientali per presunti incrementi di costi e minori ricavi, assolutamente inesistenti, se si seguono i disciplinari di Agricoltura Integrata (Mis 214, Azione a dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali 2007-2013) DEROGHE SU DEROGHE Tutto ciò è aggravato dalla continua utilizzazione di Deroghe da parte dei servizi fitosanitari regionali, che autorizzano e prescrivono spesso interventi con prodotti chimici di sintesi nemmeno previsti nei disciplinari di produzione integrata, quando potrebbero essere sostituiti da interventi preventivi naturali e biologici (es. uso di rame e zolfo). Ciò avviene, ad esempio, da anni in Umbria (così come in altre regioni), per le malattie fogliari dei cereali, laddove nelle schede colturali di difesa fitosanitaria non è indicato l'impiego di formulati biologici a base di rame e zolfo. Tali mezzi tecnici, autorizzati in agricoltura biologica, sono consentiti nella produzione integrata ma indicati genericamente solo nelle linee guida generali ai disciplinari di produzione integrata, che gli agricoltori spesso non conoscono, avendo a disposizione solo le schede colturali sintetiche con i principi attivi chimici di sintesi ammessi per la singola coltivazione. In tal modo, una volta verificatisi attacchi di patogeni, vengono prescritti interventi ormai tardivi, pressochè inutili (in quanto il danno è ormai fatto) e in deroga ai prodotti ammessi nel disciplinare, con impiego di antiparassitari chimici di sintesi sulle coltivazioni in prossimità della raccolta, con ulteriori danni sul prodotto per il calpestio, inquinamento ambientale e tossicità per gli operatori agricoli, aggravando nel contempo la presenza di residui nei cereali, con danno per la salute dei consumatori. Fino a qualche anno fa, mai gli agricoltori trattavano i cereali con Pesticidi e Fungicidi chimici per tali patologie. Ciò dimostra la non corretta applicazione delle misure agroambientali e l'incremento d'uso di pesticidi che contrasta gli obiettivi della politica agroambientale europea, con conseguente accumulo di residui chimici, molto gravoso per la salute pubblica. in quanto trattasi della base della dieta Italiana e mediterranea (Frumento). Inoltre, è necessario precisare che l'uso dei disseccanti chimici, pratica diffusasi di recente ed inserita nei disciplinari di agricoltura integrata, sostituisce i mezzi meccanici in pre-semina, l'esatto contrario di quanto prevede la normativa europea sull'agricoltura integrata... Pratica sovvenzionata attraverso i Pagamenti agroambientali europei (!!) con enormi danni per la distruzione dell'humus, il dissesto idrogeologico conseguente, l'inquinamento delle falde superficiali e profonde (residui di glifosate, e metaboliti si ritrovano ovunque nelle acque), pericoli per la salute per i residui chimici negli alimenti e, in ultima analisi, causa di incremento delle patologie sulle coltivazioni di cereali, dovute all'alterazione degli equilibri microbici del suolo e del metabolismo delle piante indebolite, che rendono più virulenti gli attacchi dei patogeni sui cereali, con necessità di trattamenti fitosanitari, prima non necessari... Non soddisfatta, nel 2014 la Regione Umbria ha addirittura autorizzato l'uso di disseccanti chimci sulle coltivazioni prima della raccolta pratica indecente che aumenta in modo esponenziale i residui chimici sui cereali, base della dieta italiana. A ciò si aggiunga che spesso vengono richieste autorizzazioni straordinarie di prodotti chimici addirittura revocati dal commercio, concesse con leggerezza dal Ministero della Sanità, a seguito di semplici richieste di gruppi di agricoltori locali, con giustificazioni senza basi scientifiche e soprattutto senza valutare le possibili alternative Agroecologiche. Misure agroambientali non controllabili Secondo la Corte dei Conti UE i registri di agricoltura integrata, di fatto, non sono verificabili, basandosi su "autodichiarazioni dei beneficiari dei pagamenti agroambientali e controlli inconcludenti". Nessuna verifica, anche da parte di enti di controllo terzi, può basarsi su una tale disciplina dell'agricoltura integrata (elenco di pesticidi ammessi e loro dosaggi), in realtà una semplice Lotta Chimica "Guidata", come definita correttamente nei testi scientifici di Fitopatologia ed Entomologia Agraria. E non si comprende come possano, oggi, la maggior parte degli enti di certificazione biologica italiani prestarsi a validare tali procedure con presunti controlli e certificazioni delle Produzioni Integrate basate su tali disciplinari (vedasi Marchio Agriqualità della regione Toscana, a titolo di esempio... una forma di pubblicità ingannevole nei confronti dei consumatori). In una corretta disciplina dell'Agricoltura Integrata, l'unica modalità di controllo possibile sarebbe quella sulle fatture di acquisto dei mezzi tecnici biologici di difesa, obbligatori e prioritari, effettuabile da enti terzi di certificazione, oltre che sulla prescrizione fitoiatrica da parte di agronomi specialisti dell'eventuale necessità di interventi con agrofarmaci di sintesi chimica, qualora effettivamente si rendano necessari per "insufficienza" (con uso prioritario di tecniche biologiche) o "mancanza" di altre tecniche "biologiche" alternative, regolarmente registrate al commercio nei confronti delle specifiche avversità colturali. Pertanto i Pagamenti Agroambientali attualmente erogati per l'Agricoltura integrata "falsificata" devono essere immediatamente sospesi e revocati, consentendo eventualmente alle aziende il passaggio all'agricoltura biologica, al fine di mantenere il diritto ai pagamenti agroambientali percepiti ad oggi illegittimamente da molti agricoltori. Agricoltori che sono stati in tal modo ostacolati nella riconversione biologica delle produzioni, altresì indicata come obiettivo prioritario della politica agroambientale europea 2007-2013, in particolare nelle aree intensive, laddove a maggiore l'impiego dei mezzi chimici pericolosi per la salute e l'ambiente e si sarebbero potuti ottenere i maggiori benefici dalla riconversione Biologica, oggi relegata per lo più a territori marginali laddove l'uso della chimica era già molto ridotto Su ciò si è chiaramente espressa più volte la Corte dei Conti UE (Rel. 3 /2005 e Rel. 7 /2011), la quale ha chiesto alla Commisisone UE di non approvare nei PSR 2007-2013 misure agroambientali basate su semplici "riduzioni di inputs chimici", in quanto non controllabili ne tantomeno verificabili. Mentre, invece, la Commissione ha continuato ad approvare misure di falsa agricoltura integrata. A conferma del fallimento delle politiche agroambientali delle regioni Italiane, non c'è stato alcun calo nella vendita di agrofarmaci chimici in Italia, anzi c'è stato un incremento, con risultato Agroambientale addirittura Negativo, dovuto alle misure regionali di sostegno per l'agricoltura integrata, che, di fatto, hanno sostenuto l'acquisto di pesticidi chimici di sintesi, addirittura di disseccanti (Glifosate e similari) utilizzati in presemina delle coltivazioni, invece delle lavorazioni dei terreni. Bandi illegittimi recenti (Es. Regine Umbria e Toscana) La Regione Umbria ha addirittura aperto un Bando per l'agricoltura integrata in aprile 2014, con impegno quinquennale degli agricoltori. In tal modo rischiamo di perdere anche i prossimi 5 anni, invece di riconvertire gli stessi agricoltori alla coltivazione Biologica, con conseguenti immensi benefici sanitari ed ambientali. Nonstrante l'agricoltura integrata oggi sia un obbligo e non possa usufruire di pagamenti per impegni facoltativi come quelli agroambientali. Tale bando va immediatamente interrotto d'autorità da parte della corte dei conti, se non interviene la Commissione UE. Indicatori Ambientali, Sanitari e Dissesto idrogeologico Gli Indicatori Ambientali e Sanitari Certificano il Fallimento della Politica Agroambientale in Italia. Su tale materia è pertanto ipotizzabile una truffa dolosa, aggravata dai danni alla salute (in primis degli agricoltori) e all'ambiente, considerando che l'Italia ha raggiunto il record mondiale di tumori infantili (OMS) e l'aspettativa di vita sana si è ridotta di oltre 10 anni (EUROSTAT) nel nostro paese, dall'avvio delle programmazioni agroambientali europee. Oggi risultano oltre 130, in continuo aumento, i residui di pesticidi nelle acque superficiali e profonde (Fonte ISPRA -ARPA), principali indicatori del destino e dell'uso dei fitofarmaci in un territorio, ovvero del fallimento delle misure agroambientali regionali per l'agricoltura "(dis)integrata". Misure che di fatto, hanno ostacolato la riconversione biologica dell'agricoltura Italiana, raggiungendo addirittura un risultato negativo, ovvero l'esatto opposto degli obiettivi dei regolamenti agroambientali europei che prevedevano la sensibile riduzione dell'uso dei Pesticidi. il cui mercato da 20 anni ad oggi è praticamente raddoppiato. Senza calcolare le conseguenze sul dissesto idrogeologico causato dalla perdita dell'Humus nei terreni, causato dall'uso dei disseccanti agricoli, con mancato trattenimento di acqua a monte su milioni di ha con conseguenti alluvioni sempre più drammatiche, ormai all'ordine del giorno. Per erogare i pagamenti agroambientali dev'essere obbligatoria la controllabilità e verificabilità del risultato agroambientale, ma il Ministero Agricoltura non ha ancora ben definito nemmeno come controllare il sistema dell'agricoltura integrata, che è oggi obbligatoria, mentre continuano a sparire miliardi di € dai PSR 2007-2013, regalati a chi "acquista Pesticidi e disseccanti chimici. L'unico modo per controllare e verificare la corretta agricoltura integrata è rappresentato dal controllo fiscale d'acquisto dei mezzi tecnici sostitutivi di quelli chimici, unitamente alle prescrizioni tecniche degli eventuali interventi chimici resisi necessari. Speriamo che tali risorse, dolosamente distratte, vengano recuperate da un'azione decisa della corte dei Conti e dei tribunali amministrativi e Penali e utilizzate per la riconversione biologica delle stesse aziende agricole, potenziando adeguatamente i pagamenti agroambientali corrispondenti per il giusto calcolo dei mancati redditi e maggiori costi e dei costi di transazione, oltre che dei benefici indiretti del sistema agricolo biologico. Alcuni Agricoltori della Toscana, Umbria, Marche e Campania hanno presentato ricorsi ai TAR sulla materia ed esposti al Consiglio di Stato, oltre ad un'azione sulla Corte dei Conti, avviata nel 2000. Ricordando che gli agricoltori sono le prime vittime di tale sistema di "tossicodipendenza" dagli agrofarmaci chimici e che avrebbero il diritto a mantenere lo stesso reddito (pagamento dei mancati ricavi e maggiori costi), più la copertura dei costi di transazione burocratica (20%), riconvertendo le produzioni al sistema biologico certificato. Con una maggiorazione del 30% per le azioni collettive a immenso beneficio territoriale. Quale agricoltore non passerebbe al biologico, visto che i prezzi di mercato superiori potrebbero garantirgli anche un reddito superiore (dopo il periodo di tre anni di conversione), oltre che la salvaguardia della propria salute e di quella dei propri figli e della nazione intera? Mente invece molti di loro nemmeno sanno dei pagamenti agroambientali previsti per l'agricoltura biologica e i Sindacati agricoli li "distraggono" sui pagamenti per l'agricoltura integrata falsificata... ...vendendogli pesticidi attraverso i consorzi agrari. - Diritto alla deriva zero di Pesticidi Gli agricoltori biologici e i singoli cittadini hanno diritto alla deriva zero di pesticidi chimici sui propri terreni ed abitazioni come in tutti i luoghi pubblici; Pertanto chi usa pesticidi deve mantenersi all'interno dei propri confini (le pubblicazioni scientifiche parlano di almeno 150 metri, che spesso non bastano, vedasi pubblicazioni e studi ad hoc sulla deriva degli agrofarmaci, mentre il TAR del Trentino ha stabilito 50 metri minimi). Sui terreni di confine, se si devono effettuare interventi fitoiatrici, è di fatto obbligatorio l'uso di mezzi biologici non pericolosi per l'ambiente e la salute umana e i comuni dovrebbero stendere dei regolamenti ad hoc, essendo i sindaci responsabili della salute pubblica dei propri cittadini. Sarebbe questo un modo, in fondo, per sperimentare la produzione biologica, che una volta dimostratasi efficace, dovrebbe essere resa obbligatoria con divieto di registrazioni di agrofarmaci di sintesi sulla maggior parte delle coltivazioni, oggi semplicemente inutili. E' il caso ad esempio della Viticultura ed Olivicoltura, facilmente gestibili con sistemi biologici, spesso con efficacia superiore a quella dei mezzi chimici, come dimostrano le statistiche nazionali. E' in corso al tribunale di Pistoia una causa (per la quale il sottoscritto ha fornito consulenza di parte lesa) dove il Giudice sta facendo calcolare le distanze di irrorazione con mezzi chimici, affinchè si ottenga deriva zero nelle proprietà dei vicini, coltivatori biologici o meno... un buon precedente. - Contrasto agli Abusi di professione i Venditori di pesticidi, consorzi agrari ed altri, non possono prescrivere gli interventi fitosanitari, trattandosi di abuso di professione, delegata all'Agronomo, come "Atto fitoiatrico" (circolare MIPAAF - dell'Albo Agronomi). Pertanto i sindaci e le autorità competenti devono vigilare affinche non ci sia abuso di professione e perseguire gli eventuali venditori che consigliano trattamenti chimici, anche per il danno grave sulla salute e l'ambiente. E provvedere alle relative sanzioni e denunce alla Magistratura. Gli agronomi che definiscono gli interventi fitosanitari, inoltre, devono essere indipendenti dalle ditte venditrici di pesticidi e non possono operare per semplice interesse economico (es. rappresentanza di Pesticidi chimici), ma devono privilegiare tutte le tecniche sostitutive degli stessi prodotti chimici di sintesi pericolosi per l'ambiente, essendo responsabili nella loro attività professionale, di ricadute (positive o negative) sulla salute umana e l'ambiente (Vedasi circolare MIPAAF Ordine Agronomi sull'atto fitoiatrico, allegata), diritti inviolabili, Costituzionalmente tutelati (Art. 32, 9, 44). E' possibile e doveroso, pertanto, orientare la professione degli agronomi verso la convergenza di interessi sociali positivi per la salute e l'ambiente, riconvertendo la professione verso le tecnologie biologiche, così come i Consorzi Agrari ad Agroecobiogici. Nell'interesse di tutti, considerando che oggi il fatturato di Pesticidi Chimici in Italia è di circa 1 miliardo di € è le regioni italiane hanno circa 4 miliardi di € all'anno per i PSR (piani di sviluppo rurale a priorità ed obbligatorietà agroambientale), con cui si potrebbe raddoppiare il mercato degli antiparassitari per l'agricoltura, puntando al sostegno dell'impiego di quelli "Biologici". Che non necessitano di prescrizione fitoiatrica in quanto non pericolosi per la salute - Conflitti di interesse da risolvere: per una convergenza di interessi comuni Le associazioni di categoria, Coldiretti, Unione Agricoltori e CIA, che partecipano nelle società di gestione dei consorzi agrari, cooperative, Molini popolari ed altri enti interessati alla vendita dei Pesticidi Chimici, non possono partecipare alla definizione dei disciplinari di Agricoltura Integrata, in quanto in palese conflitto di interessi. Ne tantomeno possono sedere nei tavoli verdi dei PSR Regionali, per la definizione dei pagamenti agroambientali per l'agricoltura biologica ed integrata. Cosa che purtroppo avviene da oltre 20 anni, dall'avvio dei programmi agroambientali europei , nei cosiddetti "Tavoli Verdi" di Concertazione e "Comitati di sorveglianza" dei PSR Regionali. La situazione di conflitto di interesse si potrebbe risolvere riconvertendo i consorzi agrari alla vendita di prodotti per il sistema Agro-Biologico (convergenza di interessi) e con il sostanziale divieto di uso di Pesticidi in Italia, laddove vi siano tenciche disponibili alternative (Comparative assessment) di tipo biologico, regolarmente registrate al commercio e, pertanto "efficaci". I Pesticidi sono definiti dalla Direttiva sull'uso sostenibile degli agrofarmaci, come "pericolosi per la salute e l'ambiente". Essi sono concause aggravanti di numerosissime patologie degenerative (Alzheimer, Parkinson, tumori e cancri, ecc), riconosciute a livello internazionale. Pertanto vanno attuate tutte le pratiche atte a sostituirne l'uso, con le conseguenze penali per chi non rispetta tali diritti inviolabili. Si allega il D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150 (cercare in Internet) Prof. Giuseppe Altieri Agroecologo --------------------- Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG) tel 075-8947433, Cell 347-4259872 P. IVA 02322010543 Email: agernova@libero.it http://www.agernova.it

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oseido 04/23/2017

PESTEXIT: Pesticidi, i nostri bambini in pericolo!

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L'Associazione PAN Italia (Pesticides Action Network), propone le esperienze di un gruppo di reporter Francesi sui pericoli prodotti da tutti i pesticidi di sintesi, sui conflitti d' interesse delle grandi Case Chimico-Farmaceutiche e sulle responsabilità della politica.
Dalle stesse Case Chimico-Farmaceutiche vengono prodotti micidiali pesticidi (insetticidi, fungicidi, erbicidi, etc) ed anche i principi attivi per i farmaci per curare (?) le terribili malattie acute e croniche dagli stessi causate ...!
Durata 28’ 34” – 25 marzo 2017 - pubblicato il 2 Aprile 2017

FONTE

https://www.youtube.com/watch?v=LJKb4-bSySw

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FONTE DOCUMENTARIO ORIGINALE

Cash Investigation Pesticides et leurs dangers pour la santé

https://www.youtube.com/watch?v=QFMqmZn3u4I

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Pesticidi ovunque…

Ogni giorno i nostri bambini, attraverso l'aria, l'acqua, l'alimentazione possono essere esposti a una media di 130 residui chimici di Pesticidi
…bombe a scoppio ritardato con costi sociali immensi

l'analisi dei capelli dei bambini conferma i dati drammatici sui pesticidi presenti nel loro corpo: fino a 44 pesticidi ritrovati in Francia
con malformazioni neonatali, e danni cerebrali sempre più diffusi.
Mentre nelle scuole aumentano gli insegnanti di sostegno per i bambini malati…

Azioni collettive dei cittadini in tutto il mondo
la Syngenta condannata a risarcire decine di città californiane per i danni da Pesticidi
Monsanto condannata per pubblicità ingannevole in francia
Bayer produce medicinali chimici per curare malattie e vende pesticidi in grado di creare le stesse malattie…

In Svizzera si voterà a breve per l'eliminazione di tutti i Pesticidi dall'agricoltura e per il divieto di residui chimici negli alimenti importati

L'Italia impiega oltre 150.000 tonnellate di pesticidi, il 40% circa di tutto il consumo europeo…
e raggiunge nel 2011 il record mondiale dei tumori infantili con una perdita di aspettativa di vita sana di almeno 8 anni negli ultimi 15 anni….

Un programma di sterminio di massa che va avanti da 70 anni…

Pesticidi inutili in quanto sostituibili con tecniche biologiche che non si sviluppano solo per volontà "politico-criminali" che lavorano nella penombra.

Mentre l'europa garantisce in forma obbligatoria e prioritario agli agricoltori biologici il pagamento agroambientale corrispondente a tutti i mancati ricavi, maggiori costi, più un 20% per le burocrazie di transazione e un 30% per le azioni collettive territoriali di più agricoltori, tali fondi finiscono nelle tasche di chi acquista pesticidi, attraverso una falsa agricoltura Integrata...

Un filmato da vedere e far circolare
https://www.youtube.com/watch?v=LJKb4-bSySw

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Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Studio AGERNOVA - Servizi Avanzati per l'Agroecologia e la Ricerca
Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)
tel 075-8947433, Cell 347-4259872
P. IVA 02322010543
Email: agernova@libero.it
http://www.agernova.it


COMUNICATO STAMPA AGERNOVA
I pesticidi usati in Europa sono circa 300.
Nella biosfera vengono immesse circa 4-5 milioni di tonnellate di pesticidi e il giro di affari che li riguarda, ammonta a oltre 15 miliardi di Euro. Soltanto in Italia, ogni anno se ne impiegano 175.000 tonnellate, circa 3 kg a testa, oltre il 30% di tutto il consumo europeo, sotto la spinta sempre più aggressiva di una miriade di venditori di Pesticidi e Consorzi Agrari, senza un'assistenza tecnica indipendente ne una prescrizione (ricetta) da parte di un esperto abilitato, come previsto dalle norme di legge (Atto fitoiatrico di un Consulente fitosanitario).

Nonostante dal 1 gennaio 2014 sia obbligatoria l'Agricoltura Integrata su tutto il territoiro nazionale, ai sensi del D. lgsl n 150 del 14 agosto 2012 "Uso sostenibile degli Agrofarmaci", i Disciplinari di Agricoltura Integrata in Italia non prevedono l'impiego obbligatorio e prioritario di tutte le tecniche sostitutive dei prodotti chimici di sintesi (Agrofarmaci Biologici, Insetti utili, mezzi meccanici per il controllo delle erbe infestanti, ecc.), regolarmente registrate al commercio, ovvero reputate efficaci contro le diverse Avversità delle coltivazioni. Priorità prevista dalla Decisione CE del 30-12-1996 - All. 1 Norme OILB,
Decisione "obbligatoria e immediatamente applicativa" ...di ben 20 anni fa !!!

In tal modo, negli ultimi 20 anni, miliardi di € erogati attraverso i Pagamenti Agroambientali, risorse destinate prioritariamente alla riconversione biologica dell'Agricoltura, sono stati distratti dalle Regioni (in maniera illegittima dal 1996, vista la falsificazione dei disciplinari di difesa integrata) verso agricoltori che hanno usato sempre più pesticidi e disseccanti chimici di sintesi. Con netto peggioramento Ambientale, evidenziatosi nel crescente inquinamento delle acque, erosione, alluvioni e dissesto idrogeologico (per la distruzione dell'Humus e conseguente mancanza di trattenimento delle acque a monte) e Sanitario (incremento drammatico delle Patologie degenerative e mortali nel nostro paese, con crollo dell'Aspettativa di vita sana negli ultimi 10 anni e record mondiale dei tumori dell'Infanzia (dati Eurostat - OMS). Oltre all'incremento continuo delle Patologie delle Piante per mancanza di assistenza tecnica adeguata e, spesso, per inefficacia dei prodotti chimici stessi.

Un "Disastro Agroambientale" sostenuto dai fondi europei che erano stanziati per l'esatto opposto.
Ed avrebbero dovuto e potuto risolvere il problemi derivanti dall'enorme abuso di Pesticidi nel nostro paese, che incidono pesantemente sul Bilancio dello Stato, laddove la spesa "sanitaria" (per malattie, ndr) rappresenta oltre l'80% dei Bilanci regionali !!!
150 miliardi di € ogni anno si spendono per le terapie di malattie degenerative che potrebbero essere "curate con l'Alimentazione Biologica". Cui si sommano almeno 10 miliardi all'anno di costi sociali per il dissesto idrogeologico causato dalla distruzione dell'humus dei terreni che non trattengono più l'acqua, a causa di Concimi chimici e Disseccanti..

Bastano 7 miliardi di € per compensare gli agricoltori dei mancati ricavi, maggiori costi, più un 20% per le burocrazie e il 30% per i benefici dovuti alle azioni collettive, come prevedono le norme europee sui Pagamenti Agroambientali... e riconvertire tutta l'Italia alla Coltivazione Biologica
Europa che ci mette a disposizione 70 miliardi di € di contributi agricoli dal 2015 al 2020 !!! (12 miliardi di € all'anno...)
I soldi ci sono per tutti. Anche per le assicurazioni agevolate verso le malattie delle piante, con rimborso del 65% della polizza, se si dimostra un beneficio ambientale, con l'Agricoltura Biologica. E con pochi € /ha gli agricoltori sarebbero molto più tranquilli nel passaggio all'Agricltura Biologica

Ma qualcuno vuol continuare a regalarli a chi acquista pesticidi e disseccanti arancio. Mentre i Sindacati agricoli che concertano le politiche regionali e nazionali rimangono in conflitto di interessi essendo, partecipi alle società di gestione dei Consorzi Agrari che vendono Pesticidi chimici...
Invece di aumentare i loro fatturati vendendo prodotti per l'agricoltura biologica, sostenuti dai Pagamenti Agroambientali europei, passando così "dal conflitto alla convergenza di interessi", per il bene di tutti, in primis degli agricoltori.

E' necessaria un'azione decisa della Corte dei Conti, per il recupero delle somme economiche percepite illegittimamente con individuazione dei responsabili di tale abuso di poteri pubblici.
E alla Corte di Giustizia nei confronti della Commissione UE e delle Regioni

Dal 2014 vanno immediatamente interrotti i Pagamenti Agro-climatico-ambientali regionali per l'Agricoltura Integrata, in quanto obbligo di Legge e non più impegno facoltativo agroambientale degli agricoltori.
Ma, purtroppo, inserita arbitrariamente tra le sotto misure Agro-climatico-ambientali finanziate dalle regioni italiane.

In Italia si sono inventati due livelli di Agricoltura Integrata, quanto le norme di difesa delle coltivazioni ne prevedono una sola...

I Pesticidi sono molto pericolosi per la salute e rappresentano le principali "concause aggravanti" dell'enorme sviluppo delle patologie degenerative nel nostro cosiddetto "Bel Paese" le cui terre sempre più spesso sono colorate di arancio per l'abuso di Disseccanti che distruggono la fertilità dei terreni e l'Humus che trattiene l'acqua, predisponendo il territorio al dissesto idrogeologico e alle drammatiche alluvioni, sempre più frequenti. Che ci costano almeno 10 miliardi di € all'anno...

In Italia non è ancora stata stabilita nemmeno la soglia massima ammessa della somma dei diversi residui dei cosiddetti "Agrofarmaci chimici di sintesi", nonostante un referendum tenutosi nel 1992.

Benché esista un’imponente bibliografia scientifica internazionale, ed emergano continuamente nuovi dati sull’impatto negativo che tali prodotti possono comportare per la salute e per l’ambiente, l’argomento viene ancora poco considerato dai media, ed è troppo spesso ignorato anche da coloro che, per motivi professionali, sono frequentemente a contatto con le varie specie di pesticidi.
Martedi 9 dicembre - Radio Rai Uno "La Radio ne parla", ore 11 - 11,30, sull'abuso drammatico di pesticidi in Italia.
“Ospite in diretta il Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Link della registrazione: Maggiori informazioni…
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ARTICOLO TECNICO-GIURIDICO

Pesticidi in Italia: Recuperare 20 anni di ritardo...
Per una Magistatura Agroecologia contro l'uso illegittimo di Pesticidi ed OGM in Italia e in Europa.
Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

Relazione Presentata alle VIII Giornate Mediche per l'Ambiente - ISDE
"Agricoltura e Salute: il caso pesticidi" - Arezzo 24-25 Ottobre 2014

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Premessa
Di seguito si illustrano le principali linee guida di ingegneria forense per le azioni istituzionali, giuridico-legali e sociali,a tutela dei diritti inviolabili alla Salute (Art. 32 Costituzione), all'Ambiente salubre (Art. 9) e alla conservazione della Fertilità dei terreni (e degli esseri Umani) per le generazioni future (Art. 44)

A breve è necessario presentare un dossier di richieste in materia, con diffide alle istituzioni competenti, coinvolgendo i portatori di interesse, agricoltori in primis, che continuano ad essere danneggiati nella loro salute dall'uso di pesticidi, oggi per lo più inutili, oltrechè principali "concause aggravanti" di innumerevoli malattie degenerative e causa di dissesto idrogeologico ed alluvioni, per la distruzione dell'humus che trattiene l'acqua nei terreni, delle siepi e alberature, della fertilità dei suoli.

Si fa appello ai sindaci per il divieto d'uso di pesticidi sul proprio comune, attivando i Territori Biologici, Biodistretti che godono di enormi sostegni comunitari agroambientali anche attraverso i GAL. E al Ministero della Sanita e alla Magistratura, per stabilire l'obiettivo di assenza e, intanto, la definizione delle sommatorie massime ammesse dei diversi residui chimici negli alimenti, che tengano contro delle categorie più deboli e del principio di precauzione.

I produttori Biologici possono inoltre far valere il loro diritto a non essere contaminati da Pesticidi chimici provenienti dalla deriva dei vicini (tolleranza zero), i quali in caso di impiego di sostanze pericolose devono mantenersi almeno 150 metri all'interno delle proprietà (sperimentando la conduzione biologica delle coltivazioni nelle zone di confine, tra l'altro ben sovvenzionata dai Pagamenti Agroambientali europei che coprono tutti i mancati ricavi e maggiori costi.

E' necessario organizzare inoltre un'associazione "vittime dei pesticidi", per le necessarie azioni legali nei confronti delle multinazionali sul modello della Vertenza Amianto, per i danni alla salute ambientale dimostrati, arrecati dai Pesticidi chimici sintetici

Si rimane a disposizione delle Istituzioni, per la partecipazione in qualità di consulente esperto nelle tecniche sostitutive dei mezzi chimici di sintesi, per le commissioni Ministeriali/Regionali/Europee preposte alle definizioni dei corretti recepimenti in materia Agroambientale e di Impiego prioritario dei Mezzi di Difesa Biologici "Integrati" tra loro (e non nella chimica, ndr), al fine di sostituire le sostanze chimiche di sintesi (ai sensi del D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150), le quali vanno bandite dal commercio in caso di disponibilità tecniche sostitutive regolarmente registrate al commercio, ovvero sottoposte a prove di efficacia, sulla base del principio di precauzione Europeo e della tutela Costituzionale della Salute e dell'Ambiente.

Sintesi

- Recepimento della nuova direttiva europea sull'uso sostenibile degli agrofarmaci (D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150) e disciplina dell'Agricoltura Integrata obbligatoria, sua controllabilità e verificabilità
- Distrazione dolosa delle enormi risorse europee per i Pagamenti Agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali verso una "falsa agricoltura integrata" e inadeguati Pagamenti per l'Agricoltura Biologica
- Diritto alla deriva zero di Pesticidi e problematiche connesse ai Residui negli alimenti e nelle acque
- Abusi di professione in campo fitoiatrico
- Assicurazioni agevolate a beneficio Ambientale e sanitario in campo fitoiatrico: un'opportunità da non perdere per la riconversione biologica del'agricoltura
- La tutela delle vittime di malattie epigenetiche di cui i Pesticidi sono concause aggravanti, sul modello della vertenza per l'Amianto.
- Conflitti di interesse da risolvere ...per una convergenza di interessi

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- Recepimento della nuova direttiva europea sull'uso sostenibile degli agrofarmaci (D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150) e disciplina dell'Agricoltura Integrata obbligatoria, sua controllabilità e verificabilità

La nuova Direttiva europea e il recepimento nazionale sull'Uso Sostenibile degli Agrofarmaci (D. lgsl. 150 del 14 agosto 2012) prevedono lo sviluppo prioritario dell'Agricoltura Biologica e l'obbligatorietà della Produzione integrata su tutto il territorio Nazionale ed Europeo dal 1 gennaio 2014, ovvero l'impiego prioritario ed "integrato" di tutti i mezzi tecnici biologici, alternativi ai Pesticidi chimici di sintesi, disponibili e regolarmente registrati al commercio, ovvero sottoposti alle prove preliminari di efficacia sufficiente a garantire produzioni economiche contro le avversità delle coltivazioni agricole. Pertanto, le tecniche biologiche registrate in commercio devono essere impiegate obbligatoriamente e in forma prioritaria all'interno delle linee guida nazionali del PAN per l'uso sostenibile degli Agrofarmaci, in osservanza del principio di precauzione e dei diritti costituzionali inviolabili alla salute e ambiente salubre, trattandosi di prodotti non pericolosi per la salute e l'ambiente, ovvero di mezzi tecnici autorizzati nell'Agricoltura Biologica.
L'agricoltura integrata, definita dalle norme OILB allegate alla decisione CE, vincolante, del 30-12-1996, (di 16 anni fa, ndr) e presentate al Convegno COLIBRI-OILB del Marzo 1996 a Bologna, prevede chiaramente l'impiego prioritario obbligatorio di tutti i mezzi tecnici biologici, prima dell'eventuale autorizzazione all'uso di prodotti chimici di sintesi, prescritta da un tecnico abilitato e adeguatamente formato, come previsto dalla nuova direttiva sull'Uso Sostenibile dei Pesticidi. Tecnico che non dev'essere dipendente dei commercianti di Pesticidi, bensi libero professionista che non operi per interesse.
Dal 2015 solo i tecnici professionisti abilitati potranno “prescrivere” pesticidi chimici (come i medici per i farmaci). Gli ordini professionali degli Agronomi, Periti Agrari ed Agrotecnici hanno presentato ricorso al TAR del Lazio, contro la vendita di Pesticidi senza prescrizione (ai sensi della relativa Circolare MIPAAF sull' Atto fitoiatrico, del 2010).
Le commissioni che definiscono le linee guida del PAN e dei Disciplinari di Produzione Integrata devono consultare gli esperti Agroecologi di comprovato curriculuum sulle tecniche alternative ai Pesticidi chimici.
Essendo obbligatoria, non è più possibile erogare fondi europei agroambientali come Pagamenti per chi attua l'agricoltura integrata, essendo tali fondi (molti miliardi di €) destinati ad impegni facoltativi aggiuntivi agli obblighi di legge, ovvero all'Agricoltura Biologica e alle Misure Agro-climatiche aggiuntive, quali Inerbimenti controllati, Siepi, colture da sovesci, consociazioni colturali e sistemazioni dei tereni, incremento dell'Humus, ecc).

- Distrazione dolosa delle enormi risorse europee per i Pagamenti Agroambientali dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali verso una "falsa agricoltura integrata" e inadeguati Pagamenti per l'Agricoltura Biologica

Dobbiamo agire immediatamente sulle Regioni le quali stanno per approvare (entro il 2015) i nuovi Piani di sviluppo rurale per il 2014-2020, laddove abbiamo a disposizione per l'Italia enormi risorse economiche (20 Miliardi di € dei PSR che si aggiungono a 50-60 miliardi della PAC) sufficienti a riconvertire tutta l'agricoltura alla Produzione Biologica, in primis attraverso i Pagamenti Agroambientali europei per le aziende agricole biologiche, obbligatori e prioritari.
Il corretto recepimento dei Regolamenti Europei prevede per gli agricoltori biologici la compensazione delle mancate produzioni (riconosciuto il 30-40% di calo di rese), dei maggiori costi, più un 20% per le burocrazie del sistema di certificazione biologica e un 30% per le azioni collettive ad immensi benefici territoriali. Oltre a ciò, i PSR Regionali prevedono il rimborso delle spese di certificazione biologica, l’assistenza tecnica, i programmi di innovazione agroeco-biologica e la promozione commerciale dei prodotti alimentari Bio-Italiani. .
Purtroppo, invece, ancora oggi tali risorse vengono destinate, illegittimamente, ad agricoltori che acquistano pesticidi in gran quantità, attraverso il sostegno dell'Agricoltura cosiddetta "Integrata", o peggio definita "conservativa" (a base di enormi dosi di Disseccanti chimici totali), senza rispettare gli obblighi di impiego prioritario delle tecniche sostitutive dei prodotti chimici sintetici, non previsto nei disciplinari di riferimento, con i quali si stanno "distraendo" enormi risorse agroambientali, europee e nazionali, per una "falsa agricoltura integrata". Trattasi in realtà di una semplice lotta chimica "guidata" (...dalle Multinazionali) con danno doloso alla salute pubblica e all'ambiente, per il conseguente continuo aumento delle vendite di Pesticidi Chimici realizzatasi in Italia, a differenza di quanto accaduto in altri paesi europei. Una truffa comunitaria pesantissima a danno della nostra salute e di quella degli agricoltori in primis, attuata con i soldi delle nostre tasse, altresi destinati al Biologico.
Anzi, le regioni intenderebbero continuare a utilizzare fondi agroambientali per l'agricoltura integrata, o cosiddetta "conservativa", nonostante
su ciò si sia chiaramente espressa la Corte dei Conti UE giò nel 2005 (Rel. n. 3/2005) e nel 2011 (Rel. n.7/2011), chiedendo di evitare lo sperpero di risorse per presunte e incontrollabili "riduzioni di Inputs" chimici, nel periodo 2007-2013. Ma solo poche regioni hanno seguito le indicazioni della Corte dei Conti, mentre la maggior parte ha continuato a "Sovvenzionare l'acquisto dei pesticidi chimici" con i fondi europei destinati alla loro drastica riduzione !!!
Mentre i Pagamenti per l'agricoltura Biologica sono stati arbitrariamente sotto-commisurati rispetto ai valori previsti dalle norme UE.
Una vera e propria truffa comunitaria, su cui sono in corso ricorsi amministrativi ai TAR e sarebbe il caso di aprire vertenze penali, anche per le drammatiche conseguenze sulla salute umana in Italia, avendo raggiunto nel nostro paese il record mondiale dei tumori infantili ed avendo perso almeno 10 anni di vita media sana dal 2004 ad oggi, con un boom delle malattie degenerative epi-genetiche, le cui principali concause sono rappresentate appunto dai residui chimici di pesticidi e disseccanti negli alimenti.
La presunta agricoltura integrata non è conforme alle norme, in quanto trattasi di un semplice elenco di pesticidi chimici ammessi ed in quantità enormi, laddove i mezzi biologici sono solo facoltativi e non obbligatori. E non risulta nè controllabile nè verificabile, dal momento che non si può stabilire il numero di trattamenti effettivamente eseguiti dagli agricoltori, ne le dosi di impiego, essendo possibile acquistare agrofarmaci chimici di sintesi a scontrino, e/o senza alcuna prescrizione tecnica obbligatoria (Ricettario).
Inoltre, negli attuali disciplinari di agricoltura integrata è previsto l'impiego di pesticidi chimici di sintesi in quantità e qualità molto superiore ai normali interventi fitosanitari effettuati nell'agricoltura convenzionale.
Non si comprende come possano essere state approvate ed erogate dalla Commissione Europea, Diretta dal Dr. Peters e coordinata dal Dr. Colleluori, risorse agroambientali per presunti incrementi di costi e minori ricavi, assolutamente inesistenti, se si seguono i disciplinari di Agricoltura Integrata (Mis 214, Azione a dei Piani di Sviluppo Rurale Regionali 2007-2013)

DEROGHE SU DEROGHE
Tutto ciò è aggravato dalla continua utilizzazione di Deroghe da parte dei servizi fitosanitari regionali, che autorizzano e prescrivono spesso interventi con prodotti chimici di sintesi nemmeno previsti nei disciplinari di produzione integrata, quando potrebbero essere sostituiti da interventi preventivi naturali e biologici (es. uso di rame e zolfo).
Ciò avviene, ad esempio, da anni in Umbria (così come in altre regioni), per le malattie fogliari dei cereali, laddove nelle schede colturali di difesa fitosanitaria non è indicato l'impiego di formulati biologici a base di rame e zolfo.
Tali mezzi tecnici, autorizzati in agricoltura biologica, sono consentiti nella produzione integrata ma indicati genericamente solo nelle linee guida generali ai disciplinari di produzione integrata, che gli agricoltori spesso non conoscono, avendo a disposizione solo le schede colturali sintetiche con i principi attivi chimici di sintesi ammessi per la singola coltivazione.
In tal modo, una volta verificatisi attacchi di patogeni, vengono prescritti interventi ormai tardivi, pressochè inutili (in quanto il danno è ormai fatto) e in deroga ai prodotti ammessi nel disciplinare, con impiego di antiparassitari chimici di sintesi sulle coltivazioni in prossimità della raccolta, con ulteriori danni sul prodotto per il calpestio, inquinamento ambientale e tossicità per gli operatori agricoli, aggravando nel contempo la presenza di residui nei cereali, con danno per la salute dei consumatori.
Fino a qualche anno fa, mai gli agricoltori trattavano i cereali con Pesticidi e Fungicidi chimici per tali patologie. Ciò dimostra la non corretta applicazione delle misure agroambientali e l'incremento d'uso di pesticidi che contrasta gli obiettivi della politica agroambientale europea, con conseguente accumulo di residui chimici, molto gravoso per la salute pubblica. in quanto trattasi della base della dieta Italiana e mediterranea (Frumento).
Inoltre, è necessario precisare che l'uso dei disseccanti chimici, pratica diffusasi di recente ed inserita nei disciplinari di agricoltura integrata, sostituisce i mezzi meccanici in pre-semina, l'esatto contrario di quanto prevede la normativa europea sull'agricoltura integrata... Pratica sovvenzionata attraverso i Pagamenti agroambientali europei (!!) con enormi danni per la distruzione dell'humus, il dissesto idrogeologico conseguente, l'inquinamento delle falde superficiali e profonde (residui di glifosate, e metaboliti si ritrovano ovunque nelle acque), pericoli per la salute per i residui chimici negli alimenti e, in ultima analisi, causa di incremento delle patologie sulle coltivazioni di cereali, dovute all'alterazione degli equilibri microbici del suolo e del metabolismo delle piante indebolite, che rendono più virulenti gli attacchi dei patogeni sui cereali, con necessità di trattamenti fitosanitari, prima non necessari...
Non soddisfatta, nel 2014 la Regione Umbria ha addirittura autorizzato l'uso di disseccanti chimci sulle coltivazioni prima della raccolta pratica indecente che aumenta in modo esponenziale i residui chimici sui cereali, base della dieta italiana.
A ciò si aggiunga che spesso vengono richieste autorizzazioni straordinarie di prodotti chimici addirittura revocati dal commercio, concesse con leggerezza dal Ministero della Sanità, a seguito di semplici richieste di gruppi di agricoltori locali, con giustificazioni senza basi scientifiche e soprattutto senza valutare le possibili alternative Agroecologiche.

Misure agroambientali non controllabili
Secondo la Corte dei Conti UE i registri di agricoltura integrata, di fatto, non sono verificabili, basandosi su "autodichiarazioni dei beneficiari dei pagamenti agroambientali e controlli inconcludenti". Nessuna verifica, anche da parte di enti di controllo terzi, può basarsi su una tale disciplina dell'agricoltura integrata (elenco di pesticidi ammessi e loro dosaggi), in realtà una semplice Lotta Chimica "Guidata", come definita correttamente nei testi scientifici di Fitopatologia ed Entomologia Agraria.
E non si comprende come possano, oggi, la maggior parte degli enti di certificazione biologica italiani prestarsi a validare tali procedure con presunti controlli e certificazioni delle Produzioni Integrate basate su tali disciplinari (vedasi Marchio Agriqualità della regione Toscana, a titolo di esempio... una forma di pubblicità ingannevole nei confronti dei consumatori).

In una corretta disciplina dell'Agricoltura Integrata, l'unica modalità di controllo possibile sarebbe quella sulle fatture di acquisto dei mezzi tecnici biologici di difesa, obbligatori e prioritari, effettuabile da enti terzi di certificazione, oltre che sulla prescrizione fitoiatrica da parte di agronomi specialisti dell'eventuale necessità di interventi con agrofarmaci di sintesi chimica, qualora effettivamente si rendano necessari per "insufficienza" (con uso prioritario di tecniche biologiche) o "mancanza" di altre tecniche "biologiche" alternative, regolarmente registrate al commercio nei confronti delle specifiche avversità colturali.

Pertanto i Pagamenti Agroambientali attualmente erogati per l'Agricoltura integrata "falsificata" devono essere immediatamente sospesi e revocati, consentendo eventualmente alle aziende il passaggio all'agricoltura biologica, al fine di mantenere il diritto ai pagamenti agroambientali percepiti ad oggi illegittimamente da molti agricoltori. Agricoltori che sono stati in tal modo ostacolati nella riconversione biologica delle produzioni, altresì indicata come obiettivo prioritario della politica agroambientale europea 2007-2013, in particolare nelle aree intensive, laddove a maggiore l'impiego dei mezzi chimici pericolosi per la salute e l'ambiente e si sarebbero potuti ottenere i maggiori benefici dalla riconversione Biologica, oggi relegata per lo più a territori marginali laddove l'uso della chimica era già molto ridotto

Su ciò si è chiaramente espressa più volte la Corte dei Conti UE (Rel. 3 /2005 e Rel. 7 /2011), la quale ha chiesto alla Commisisone UE di non approvare nei PSR 2007-2013 misure agroambientali basate su semplici "riduzioni di inputs chimici", in quanto non controllabili ne tantomeno verificabili. Mentre, invece, la Commissione ha continuato ad approvare misure di falsa agricoltura integrata.
A conferma del fallimento delle politiche agroambientali delle regioni Italiane, non c'è stato alcun calo nella vendita di agrofarmaci chimici in Italia, anzi c'è stato un incremento, con risultato Agroambientale addirittura Negativo, dovuto alle misure regionali di sostegno per l'agricoltura integrata, che, di fatto, hanno sostenuto l'acquisto di pesticidi chimici di sintesi, addirittura di disseccanti (Glifosate e similari) utilizzati in presemina delle coltivazioni, invece delle lavorazioni dei terreni.

Bandi illegittimi recenti (Es. Regine Umbria e Toscana)
La Regione Umbria ha addirittura aperto un Bando per l'agricoltura integrata in aprile 2014, con impegno quinquennale degli agricoltori. In tal modo rischiamo di perdere anche i prossimi 5 anni, invece di riconvertire gli stessi agricoltori alla coltivazione Biologica, con conseguenti immensi benefici sanitari ed ambientali. Nonstrante l'agricoltura integrata oggi sia un obbligo e non possa usufruire di pagamenti per impegni facoltativi come quelli agroambientali.
Tale bando va immediatamente interrotto d'autorità da parte della corte dei conti, se non interviene la Commissione UE.

Indicatori Ambientali, Sanitari e Dissesto idrogeologico
Gli Indicatori Ambientali e Sanitari Certificano il Fallimento della Politica Agroambientale in Italia.
Su tale materia è pertanto ipotizzabile una truffa dolosa, aggravata dai danni alla salute (in primis degli agricoltori) e all'ambiente, considerando che l'Italia ha raggiunto il record mondiale di tumori infantili (OMS) e l'aspettativa di vita sana si è ridotta di oltre 10 anni (EUROSTAT) nel nostro paese, dall'avvio delle programmazioni agroambientali europee.
Oggi risultano oltre 130, in continuo aumento, i residui di pesticidi nelle acque superficiali e profonde (Fonte ISPRA -ARPA), principali indicatori del destino e dell'uso dei fitofarmaci in un territorio, ovvero del fallimento delle misure agroambientali regionali per l'agricoltura "(dis)integrata". Misure che di fatto, hanno ostacolato la riconversione biologica dell'agricoltura Italiana, raggiungendo addirittura un risultato negativo, ovvero l'esatto opposto degli obiettivi dei regolamenti agroambientali europei che prevedevano la sensibile riduzione dell'uso dei Pesticidi. il cui mercato da 20 anni ad oggi è praticamente raddoppiato.
Senza calcolare le conseguenze sul dissesto idrogeologico causato dalla perdita dell'Humus nei terreni, causato dall'uso dei disseccanti agricoli, con mancato trattenimento di acqua a monte su milioni di ha con conseguenti alluvioni sempre più drammatiche, ormai all'ordine del giorno.

Per erogare i pagamenti agroambientali dev'essere obbligatoria la controllabilità e verificabilità del risultato agroambientale, ma il Ministero Agricoltura non ha ancora ben definito nemmeno come controllare il sistema dell'agricoltura integrata, che è oggi obbligatoria, mentre continuano a sparire miliardi di € dai PSR 2007-2013, regalati a chi "acquista Pesticidi e disseccanti chimici. L'unico modo per controllare e verificare la corretta agricoltura integrata è rappresentato dal controllo fiscale d'acquisto dei mezzi tecnici sostitutivi di quelli chimici, unitamente alle prescrizioni tecniche degli eventuali interventi chimici resisi necessari.

Speriamo che tali risorse, dolosamente distratte, vengano recuperate da un'azione decisa della corte dei Conti e dei tribunali amministrativi e Penali e utilizzate per la riconversione biologica delle stesse aziende agricole, potenziando adeguatamente i pagamenti agroambientali corrispondenti per il giusto calcolo dei mancati redditi e maggiori costi e dei costi di transazione, oltre che dei benefici indiretti del sistema agricolo biologico. Alcuni Agricoltori della Toscana, Umbria, Marche e Campania hanno presentato ricorsi ai TAR sulla materia ed esposti al Consiglio di Stato, oltre ad un'azione sulla Corte dei Conti, avviata nel 2000.

Ricordando che gli agricoltori sono le prime vittime di tale sistema di "tossicodipendenza" dagli agrofarmaci chimici e che avrebbero il diritto a mantenere lo stesso reddito (pagamento dei mancati ricavi e maggiori costi), più la copertura dei costi di transazione burocratica (20%), riconvertendo le produzioni al sistema biologico certificato. Con una maggiorazione del 30% per le azioni collettive a immenso beneficio territoriale. Quale agricoltore non passerebbe al biologico, visto che i prezzi di mercato superiori potrebbero garantirgli anche un reddito superiore (dopo il periodo di tre anni di conversione), oltre che la salvaguardia della propria salute e di quella dei propri figli e della nazione intera?
Mente invece molti di loro nemmeno sanno dei pagamenti agroambientali previsti per l'agricoltura biologica e i Sindacati agricoli li "distraggono" sui pagamenti per l'agricoltura integrata falsificata...
...vendendogli pesticidi attraverso i consorzi agrari.

- Diritto alla deriva zero di Pesticidi

Gli agricoltori biologici e i singoli cittadini hanno diritto alla deriva zero di pesticidi chimici sui propri terreni ed abitazioni come in tutti i luoghi pubblici;
Pertanto chi usa pesticidi deve mantenersi all'interno dei propri confini (le pubblicazioni scientifiche parlano di almeno 150 metri, che spesso non bastano, vedasi pubblicazioni e studi ad hoc sulla deriva degli agrofarmaci, mentre il TAR del Trentino ha stabilito 50 metri minimi).
Sui terreni di confine, se si devono effettuare interventi fitoiatrici, è di fatto obbligatorio l'uso di mezzi biologici non pericolosi per l'ambiente e la salute umana e i comuni dovrebbero stendere dei regolamenti ad hoc, essendo i sindaci responsabili della salute pubblica dei propri cittadini.
Sarebbe questo un modo, in fondo, per sperimentare la produzione biologica, che una volta dimostratasi efficace, dovrebbe essere resa obbligatoria con divieto di registrazioni di agrofarmaci di sintesi sulla maggior parte delle coltivazioni, oggi semplicemente inutili.
E' il caso ad esempio della Viticultura ed Olivicoltura, facilmente gestibili con sistemi biologici, spesso con efficacia superiore a quella dei mezzi chimici, come dimostrano le statistiche nazionali.

E' in corso al tribunale di Pistoia una causa (per la quale il sottoscritto ha fornito consulenza di parte lesa) dove il Giudice sta facendo calcolare le distanze di irrorazione con mezzi chimici, affinchè si ottenga deriva zero nelle proprietà dei vicini, coltivatori biologici o meno... un buon precedente.

- Contrasto agli Abusi di professione

i Venditori di pesticidi, consorzi agrari ed altri, non possono prescrivere gli interventi fitosanitari, trattandosi di abuso di professione, delegata all'Agronomo, come "Atto fitoiatrico" (circolare MIPAAF - dell'Albo Agronomi).
Pertanto i sindaci e le autorità competenti devono vigilare affinche non ci sia abuso di professione e perseguire gli eventuali venditori che consigliano trattamenti chimici, anche per il danno grave sulla salute e l'ambiente.
E provvedere alle relative sanzioni e denunce alla Magistratura.
Gli agronomi che definiscono gli interventi fitosanitari, inoltre, devono essere indipendenti dalle ditte venditrici di pesticidi e non possono operare per semplice interesse economico (es. rappresentanza di Pesticidi chimici), ma devono privilegiare tutte le tecniche sostitutive degli stessi prodotti chimici di sintesi pericolosi per l'ambiente, essendo responsabili nella loro attività professionale, di ricadute (positive o negative) sulla salute umana e l'ambiente (Vedasi circolare MIPAAF Ordine Agronomi sull'atto fitoiatrico, allegata), diritti inviolabili, Costituzionalmente tutelati (Art. 32, 9, 44).
E' possibile e doveroso, pertanto, orientare la professione degli agronomi verso la convergenza di interessi sociali positivi per la salute e l'ambiente, riconvertendo la professione verso le tecnologie biologiche, così come i Consorzi Agrari ad Agroecobiogici.
Nell'interesse di tutti, considerando che oggi il fatturato di Pesticidi Chimici in Italia è di circa 1 miliardo di € è le regioni italiane hanno circa 4 miliardi di € all'anno per i PSR (piani di sviluppo rurale a priorità ed obbligatorietà agroambientale), con cui si potrebbe raddoppiare il mercato degli antiparassitari per l'agricoltura, puntando al sostegno dell'impiego di quelli "Biologici".
Che non necessitano di prescrizione fitoiatrica in quanto non pericolosi per la salute

- Conflitti di interesse da risolvere: per una convergenza di interessi comuni

Le associazioni di categoria, Coldiretti, Unione Agricoltori e CIA, che partecipano nelle società di gestione dei consorzi agrari, cooperative, Molini popolari ed altri enti interessati alla vendita dei Pesticidi Chimici, non possono partecipare alla definizione dei disciplinari di Agricoltura Integrata, in quanto in palese conflitto di interessi. Ne tantomeno possono sedere nei tavoli verdi dei PSR Regionali, per la definizione dei pagamenti agroambientali per l'agricoltura biologica ed integrata. Cosa che purtroppo avviene da oltre 20 anni, dall'avvio dei programmi agroambientali europei , nei cosiddetti "Tavoli Verdi" di Concertazione e "Comitati di sorveglianza" dei PSR Regionali.
La situazione di conflitto di interesse si potrebbe risolvere riconvertendo i consorzi agrari alla vendita di prodotti per il sistema Agro-Biologico (convergenza di interessi) e con il sostanziale divieto di uso di Pesticidi in Italia, laddove vi siano tenciche disponibili alternative (Comparative assessment) di tipo biologico, regolarmente registrate al commercio e, pertanto "efficaci".

I Pesticidi sono definiti dalla Direttiva sull'uso sostenibile degli agrofarmaci, come "pericolosi per la salute e l'ambiente". Essi sono concause aggravanti di numerosissime patologie degenerative (Alzheimer, Parkinson, tumori e cancri, ecc), riconosciute a livello internazionale.

Pertanto vanno attuate tutte le pratiche atte a sostituirne l'uso, con le conseguenze penali per chi non rispetta tali diritti inviolabili.

Si allega il D. Lgs. 14 Agosto 2012, n. 150 (cercare in Internet)



Prof. Giuseppe Altieri
Agroecologo
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Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
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