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PIIGS - OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L'AUSTERITY. 32 minuti trailer

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oseido

By: oseido

Date Uploaded: 04/26/2017

Tags: piigs   piigs the movie   piigs film   austerita' killer   eurozona merda   eurozona criminale   BCE assassina  

PIIGS - OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L'AUSTERITY. 32 minuti trailer - Regia di Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre. Un film Da vedere 2017 Genere Documentario - Italia, 2017, durata 74 minuti. Uscita cinema giovedì 27 aprile 2017 distribuito da Fil Rouge Media. - Un viaggio affascinante e rivoluzionario nel cuore della tragica crisi economica europea. - ATTENTO A TRADURRE CONCETTI COMPLESSI IN FAVORE DEL GRANDE PUBBLICO, IL FILM ALTERNA ALL'INCHIESTA IL RACCONTO DELL'UNIVERSO UMANO COINVOLTO NELLA COOPERATIVA DI MONTEROTONDO, ROMA - 1992: a Maastricht (Paesi Bassi) il Trattato omonimo determina i criteri di ingresso nell'Unione Europea. Nello stesso anno a Monterotondo (Roma) nasce la cooperativa sociale Il Pungiglione. Ventiquattro anni dopo sia l'UE che la cooperativa sono in profonda crisi. Tenere insieme e rendere comprensibili allo spettatore macro e micro economia, appoggiandosi a pareri di stimati esperti del settore: questo l'obiettivo di P.i.i.g.s., film inchiesta finanziato in crowdfunding che invita a occuparsi di moneta, mercato, finanza, banche. Ma soprattutto di come l'economia influisce sui diritti acquisiti, come quello alla salute, al benessere e all'istruzione dei cittadini, come sancito dalla Costituzione. P.i.i.g.s., che si può leggere come una sottolineatura dello spregiativo inglese pigs ("porci"), è un "neologismo" coniato dal giornalismo economico nel 2009 (ammesso che si possa definire giornalismo l'insulto; l'alternativa è Gipsi, assonante con "zingaro"), o almeno così ci dicono i titoli di testa del film. Ma è anche acronimo dei cinque Paesi dell'UE considerati dalle politiche economiche scriteriate, Stati non competitivi, per non dire parassiti: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna. L'attore Claudio Santamaria presta la voce all'io narrante (in realtà sono tre i registi: Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre) che nel prologo si presenta come qualcuno che rientra in Italia dopo anni di assenza, nel 2011. L'occasione di avere diversi esperti di economia a portata di microfono rende il film possibile, e così P.i.i.g.s. prende gradualmente la sua forma - nell'arco di cinque anni, stando alle note di regia: inchiesta giornalistica costruita su interviste e immagini d'archivio, con qualche inserto di animazione grafica. Ma soprattutto con una copertura in parallelo delle difficoltà affrontate dalla cooperativa Il Pungiglione, che, detto sinteticamente, a causa dell'avvento delle politiche di austerity, è minacciata nella sua stessa sopravvivenza. L'intento è dimostrare, con dati statistici e pareri autorevoli, che l'austerity non sia l'unica via percorribile per uscire dalla crisi, ma soprattutto che non se ne vedano gli effetti benefici. Anzi, a poco meno di un decennio dal fallimento della banca d'investimento statunitense Lehman Brothers, evento simbolo della crisi globale, l'eccessiva severità e l'attaccamento a principi statistici (messi in dubbio da un'ipotesi di clamoroso errore svelata dal film) rischia di rivelarsi un boomerang. Modellato sull'esempio di Requiem For the American Dream - per le osservazioni illuminanti di Noam Chomsky sul carattere "razzista" di alcuni Paesi europei verso altri e l'articolazione in capitoli che rimandano a dogmi dell'attuale orientamento delle politiche economiche UE - ma anche su Capitalism: a Love Story di Michael Moore, P.i.i.g.s. solleva temi obiettivamente urgenti e sotto gli occhi di tutti: disoccupazione, progressivo, silenzioso ma micidiale smantellamento del welfare, subalternità della politica nazionale alla severità europea, strapotere delle banche, impoverimento generale - non solo materiale, ma anche spirituale - di una società in cui (come sottolinea con precisione Erri De Luca) i diritti diventano servizi; ai quali cioè può accedere solo chi ha potere d'acquisto, in un passaggio graduale e silenzioso ma non meno incostituzionale, se non immorale, del cittadino a status di cliente. Tutto ciò mentre gli Stati nazionali dovrebbero investire nel welfare e non cercare la soluzione solo nei drastici tagli di budget. Prendendo l'avvio dalle teorie nefaste di Milton Friedman e citando come caso virtuoso opposto il Roosevelt del New Deal, P.i.i.g.s. dà voce e rilancia i suggerimenti di voci contrarie come Barnard, Rampini e De Luca, ovvero informarsi, riappropriarsi delle basi dell'economia, esprimere il proprio parere facendo "moltitudine" (o massa critica, che dir si voglia). Nello sforzo più che encomiabile di tradurre concetti complessi in favore del grande pubblico, il film alterna all'inchiesta giornalistica il racconto, non sempre intellegibile, dell'universo umano coinvolto nella cooperativa: lavoratori e operatori del sociale, Claudia Bonfini in testa, alle prese con la pubblica amministrazione e una dolorosa assemblea dei soci che ricorda i momenti di confronto politico dei migliori film di Ken Loach. Nell'accostare i due registri però il film pare perdere un po' di tensione; il dramma messo in scena nella parte romana (come quello di un ex tossicodipendente che ha avuto la possibilità di rientrare nella società civile grazie al lavoro con la cooperativa e che ora rischia di fare un passo indietro) risulta un po' tautologico e disomogeneo rispetto alla massa di dati e ragionamenti del corpus più teorico, che non lascia spazio a un contraddittorio con esperti di scuola diversa da quelli intervistati. Dati non proprio secondari in un'opera fieramente indipendente, a cui va riconosciuto il pregio raro di chiamare all'azione, alla presa di responsabilità e consapevolezza, alla partecipazione. Ovvero ciò a cui l'Europa, teoricamente, ci avrebbe chiamato.

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oseido 04/26/2017

PIIGS - OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L'AUSTERITY - TRAILER ESTESO 32 MINUTI.
PIIGS - OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L'AUSTERITY - TRAILER ESTESO 15 MINUTI.


Regia di Adriano Cutraro, Federico Greco, Mirko Melchiorre. Genere Documentario - Italia, 2017, durata 74 minuti. Uscita cinema giovedì 27 aprile 2017


PIIGS - OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L'AUSTERITY - TRAILER ESTESO 15 MINUTI - date proiezioni cinema
17 MINUTI VIDEO CLIPS

Paolo Barnard ospite al cinema Apollo a Ferrara: conferenza dopo la proiezione del film PIIGS

PIIGS - in sala Federico Greco - MAGGIO 2017

PIIGS - OVVERO COME IMPARAI A PREOCCUPARMI E A COMBATTERE L'AUSTERITY - TRAILER ESTESO 15 MINUTI - date proiezioni cinema

ROMA: Greenwich Multisala
(TUTTI I GIORNI)
• 16:00
• 17:40
• 19:15
• 20:50
• 22:30

MILANO: Cinema Beltrade
► giovedì 11 maggio ➽ ore 12.30
► venerdì 12 maggio ➽ ore 19.00
► sabato 13 maggio ➽ ore 20.20
► domenica 14 maggio ➽ ore 18.30

BOLOGNA: Cinema Teatro Orione
► venerdì 12 maggio ➽ ore 20.15
► sabato 13 maggio ➽ ore 20.15
► domenica 14 maggio ➽ ore 21.00

TORINO: Cinema Esedra
► venerdì 12 maggio ➽ ore 21.15
► sabato 13 maggio ➽ ore 19.00
► domenica 14 maggio ➽ ore 19.00

TERNI: Cinema Cityplex Politeama
(TUTTI I GIORNI)
• 18.00
• 22.30

TARQUINIA: Cinema Etrusco Tarquinia
(TUTTI I GIORNI)
• 19.35
• 21.20

GROTTAFERRATA: Cinema Alfellini Grottaferrata
(TUTTI I GIORNI)
• 19.35
• 21.20

FIANO ROMANO: Cineferonia
► venerdì 12 maggio ➽ ore 20.30

BARI: AncheCinema Royal
► domenica 14 maggio ➽ ore 21.00

PARMA: Cinema Edison D'essai Parma
► lunedì 15 maggio ➽ ore 21.00

PERUGIA: Cinema Zenith Perugia
► lunedì 15 maggio ➽ ore 21.00

TREVIGLIO (BG): Ariston Multisala
► lunedì 15 maggio ➽ ore 21.00

GENOVA:
► martedì 16 maggio ➽ ore 21.15 Cinema Sivori

RAVENNA: Cinema Jolly
► martedì 16 maggio ➽ ore 21.00

CITTÀ DI CASTELLO: Nuovo Cinema Castello
► martedì 16 maggio ➽ ore 21.00
► mercoledì 17 maggio ➽ ore 21.00

GROSSETO: Cinema Stella
► mercoledì 17 maggio ➽ ore 21.30

BENEVENTO: Multisala Gaveli
►TUTTI I GIORNI da Venerdì 12 maggio a mercoledì 17
➽ ore 18.30 e ore 20.30

1992: a Maastricht (Paesi Bassi) il Trattato omonimo determina i criteri di ingresso nell'Unione Europea. Nello stesso anno a Monterotondo (Roma) nasce la cooperativa sociale Il Pungiglione. Ventiquattro anni dopo sia l'UE che la cooperativa sono in profonda crisi. Tenere insieme e rendere comprensibili allo spettatore macro e micro economia, appoggiandosi a pareri di stimati esperti del settore: questo l'obiettivo di P.i.i.g.s., film inchiesta finanziato in crowdfunding che invita a occuparsi di moneta, mercato, finanza, banche. Ma soprattutto di come l'economia influisce sui diritti acquisiti, come quello alla salute, al benessere e all'istruzione dei cittadini, come sancito dalla Costituzione.
P.i.i.g.s., che si può leggere come una sottolineatura dello spregiativo inglese pigs ("porci"), è un "neologismo" coniato dal giornalismo economico nel 2009 (ammesso che si possa definire giornalismo l'insulto; l'alternativa è Gipsi, assonante con "zingaro"), o almeno così ci dicono i titoli di testa del film. Ma è anche acronimo dei cinque Paesi dell'UE considerati dalle politiche economiche scriteriate, Stati non competitivi, per non dire parassiti: Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna.

L'attore Claudio Santamaria presta la voce all'io narrante (in realtà sono tre i registi: Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre) che nel prologo si presenta come qualcuno che rientra in Italia dopo anni di assenza, nel 2011. L'occasione di avere diversi esperti di economia a portata di microfono rende il film possibile, e così P.i.i.g.s. prende gradualmente la sua forma - nell'arco di cinque anni, stando alle note di regia: inchiesta giornalistica costruita su interviste e immagini d'archivio, con qualche inserto di animazione grafica. Ma soprattutto con una copertura in parallelo delle difficoltà affrontate dalla cooperativa Il Pungiglione, che, detto sinteticamente, a causa dell'avvento delle politiche di austerity, è minacciata nella sua stessa sopravvivenza.
L'intento è dimostrare, con dati statistici e pareri autorevoli, che l'austerity non sia l'unica via percorribile per uscire dalla crisi, ma soprattutto che non se ne vedano gli effetti benefici. Anzi, a poco meno di un decennio dal fallimento della banca d'investimento statunitense Lehman Brothers, evento simbolo della crisi globale, l'eccessiva severità e l'attaccamento a principi statistici (messi in dubbio da un'ipotesi di clamoroso errore svelata dal film) rischia di rivelarsi un boomerang. Modellato sull'esempio di Requiem For the American Dream - per le osservazioni illuminanti di Noam Chomsky sul carattere "razzista" di alcuni Paesi europei verso altri e l'articolazione in capitoli che rimandano a dogmi dell'attuale orientamento delle politiche economiche UE - ma anche su Capitalism: a Love Story di Michael Moore, P.i.i.g.s. solleva temi obiettivamente urgenti e sotto gli occhi di tutti: disoccupazione, progressivo, silenzioso ma micidiale smantellamento del welfare, subalternità della politica nazionale alla severità europea, strapotere delle banche, impoverimento generale - non solo materiale, ma anche spirituale - di una società in cui (come sottolinea con precisione Erri De Luca) i diritti diventano servizi; ai quali cioè può accedere solo chi ha potere d'acquisto, in un passaggio graduale e silenzioso ma non meno incostituzionale, se non immorale, del cittadino a status di cliente. Tutto ciò mentre gli Stati nazionali dovrebbero investire nel welfare e non cercare la soluzione solo nei drastici tagli di budget.

Prendendo l'avvio dalle teorie nefaste di Milton Friedman e citando come caso virtuoso opposto il Roosevelt del New Deal, P.i.i.g.s. dà voce e rilancia i suggerimenti di voci contrarie come Barnard, Rampini e De Luca, ovvero informarsi, riappropriarsi delle basi dell'economia, esprimere il proprio parere facendo "moltitudine" (o massa critica, che dir si voglia).

Nello sforzo più che encomiabile di tradurre concetti complessi in favore del grande pubblico, il film alterna all'inchiesta giornalistica il racconto, non sempre intellegibile, dell'universo umano coinvolto nella cooperativa: lavoratori e operatori del sociale, Claudia Bonfini in testa, alle prese con la pubblica amministrazione e una dolorosa assemblea dei soci che ricorda i momenti di confronto politico dei migliori film di Ken Loach. Nell'accostare i due registri però il film pare perdere un po' di tensione; il dramma messo in scena nella parte romana (come quello di un ex tossicodipendente che ha avuto la possibilità di rientrare nella società civile grazie al lavoro con la cooperativa e che ora rischia di fare un passo indietro) risulta un po' tautologico e disomogeneo rispetto alla massa di dati e ragionamenti del corpus più teorico, che non lascia spazio a un contraddittorio con esperti di scuola diversa da quelli intervistati. Dati non proprio secondari in un'opera fieramente indipendente, a cui va riconosciuto il pregio raro di chiamare all'azione, alla presa di responsabilità e consapevolezza, alla partecipazione. Ovvero ciò a cui l'Europa, teoricamente, ci avrebbe chiamato.

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PIIGS, THE MOVIE, E’ NEI CINEMA. SONO USCITO PIANGENDO, DI RABBIA.

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Cinema Orione a Bologna oggi lunedì 24, esce PIIGS the movie e io mi presento con mamma di 93 anni cieca, il mitico Christian Paucara de la Cruz, badante che viene dalle miniere dell’Amazzonia, e Alien, alle 18. Ovviamente a quell’ora la sala era semivuota. Replicano, stesso cinema, martedì sera e giovedì, dove sarò presente per una breve presentazione.

Film splendido, mai un attimo di rallentamento, riprese professionali, inquadrature azzeccate (mi hanno fatto sembrare bello, purtroppo non compare il mio cell. x le fans), narrazione perfetta nei limiti di un budget disperato, Santamaria eccellente. Noam Chomsky sfonda lo schermo, Erri de Luca da mozzafiato, Rampini ‘pentito’ fa la sua egregia parte (eh, l’avesse fatta ai miei tempi però…), De Grauwe che si fa capire dal gatto della famosa zia Marta, tanto sa spiegare l’essenziale, ottimo Giacchè, Fassina peccato che non si sia buttato dalla finestra durante le riprese, ma fa nulla, Varoufakis molto efficace, ma speravo di vederlo gettarsi dietro a Fassina per salvarlo, ma ok, funzionano anche loro. Il finale del film, non lo narro, è geniale, e vi anticipo che se non vi parte l’istinto di cercare una calibro 45 dai Casalesi per sparargli a quel tizio che conclude le riprese, siete dei morti.

E poi l’aggancio di vita reale con un’eroica cooperativa sociale triturata a morte dalla porca catena che parte dalla BCE e arriva ai ‘tesoretti’ dei micro Comuni. Aggancio narrato da magone alla gola a ogni frame. Ed è qui che mi sono venute le lacrime, ma di rabbia.

Perché adesso chiedo scusa ai tre straordinari autori del movie, Adriano Cutraro, Mirko Melchiorre e Federico Greco, ma la parte che il film non narra è dove sta rintanato il vero porco meschino vile colpevole della tragedia europea e umana, “crimine contro l’umanità” (citaz. Warren Mosler), chiamato Eurozona e Austerità, cioè il vero colpevole di PIIGS.

Aprite la finestra che dà sulla strada dal vostro appartamento e guardate il condominio davanti, il bar di sotto, la strada e le auto. Sta lì, LI’!, no, non sta a Eurotower, alla Mont Pelérin Society, Bilderberg, HSBC, Bundesbank, o nel cesso di Renzi. E’ la gggènte, sta vile massa di pezzi di merda apatici e menefreghisti che pur sapendo, pur essendo stati raggiunti, pur essendo stati presi per il bavero da noi per anni, e gli urlammo “A BRUXELLES TI STANNO DISSANGUANDO IL FIGLIO, TESTA DI CAZZO! LO CAPISCI CHE NON SONO LE AUTO BLU O IL GOVERNO LADRO?”…

… nulla, zero, lì sono rimasti, cittadini tonti a dare share da spavento alle serate Talk Show su 'piove, governo ladro'; imprenditori che hanno affollato le nostre sale a migliaia per 8 anni, che ci hanno sentiti in Tv per anni, ma poi?; oppure masse di licenziati, tutti eroi per 5 minuti davanti alle telecamere di Santoro, ma poi il giorno dopo dove cazzo sono (la Champions, le 'arrostate' di Pasqua...)? E quei vili peduncoli chiamati Sindaci che tentammo di coalizzare proprio per salvare le tragedie come la cooperativa sociale narrata in PIIGS… Ci bastavano 500 sindaci che avessero dato il dito medio a Monti e ai patti di stabilità, sostenuti da noi esperti MMT e legali come Mori, andavamo sul Financial Times, da lì alla CNN, BBC, sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, e da lì partiva il crollo del mostro. Ma no, neppure loro hanno mosso un dito, vili bastardi.

Sono uscito dal cinema con le lacrime di rabbia, perché un capolavoro di film come questo sparirà nel dimenticatoio delle prossime mestruazioni della Raggi, delle cagate che scrivono le Olgettine di Peter Gomez FQ blogs (che lui chiama giornaliste), della prossima tangentina presa da un PD e che farà la prima del Corriere. PIIGS the Movie sparirà lì dentro perché questo Paese non si chiama Brexit, ma Italia.

Adriano Cutraro, Mirko Melchiorre e Federico Greco non ne hanno colpa. Fate una cosa, andatelo a vedere il film e divulgate a più non posso. Dobbiamo morire nell’oblio? Che almeno emettiamo un grido da Spartani tutti assieme prima di sparire. PIIGS, the Movie.

p.s. a’ Riccà ‘il Che’ Scamarcio tu che mi hai succhiato anche il midollo del mio anti-euro, ‘ndo cazzo sei stato mentre facevano "il film di tutti il film sociali d'Europa"? ‘Ndo cazzo sei ora?
-
Sources
-
http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=1720


https://www.facebook.com/pg/PIIGSTheMovie/


http://www.filrougemedia.eu/


https://www.youtube.com/watch?v=WR_w9STxW5A


http://www.economiaspiegatafacile.it/

antonina55 05/05/2017

Scusate avevo capito che era il documentario per intero, invece No.Posso postare questa presentazione? Grazie Antonina

AGORASTREA

RACCOLTA FONDI 2017 TERMINATA. OBIETTIVO RAGGIUNTO. 15/GENNAIO/2017"..

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